Il mio quesito è il seguente: immergendo un tubo piezometrico (ad es. una cannuccia diritta) in una bacinella d’acqua il livello d’acqua all’interno della cannuccia eguaglia quello all’esterno. Se pongo a fianco della cannuccia diritta un “tubo di Pitòt” (una cannuccia piegata a 90 gradi) verifico lo stesso risultato. Ma se l’acqua non fosse ferma e si muovesse ad una certa velocità (ad es. in un condotto a pelo libero) come cambierebbero i livelli di cui sopra?

Vorrei chiedervi una delucidazione sulla “dinamica non lineare” ovvero una sua sintesi illustrativa e in quali campi della fisica viene applicata. Siccome in poche righe non si puo’ descrivere esaustivamente un argomento di tale ampiezza vorrei chiedervi l’indicazione di alcuni testi inerenti a tale argomento: siano essi di fisica, matematica o altro. Infine, vorrei chiedervi un elenco base di conoscenze propedeutiche all’apprendimento della dinamica non lineare. Saluti e grazie. Cristiano.

Mantenendo invariata la geometria di un pendolo, cioè fissata la lunghezza tra fulcro e centro di massa del grave, il periodo di oscillazione resta invariato se il grave (un volano) ruota su se stesso con velocità angolare costante? E con velocità angolare variabile? Si ipotizzi che non si inneschino effetti giroscopici (parallelismo mantenuto tra i vettori delle velocità angolari del grave e del pendolo) e che gli effetti con l’aria siano nulli . Grazie Lino

Dopo lunga discussione…il galleggiamento nell’acqua oltre che dal principio di archimede dipende anche dal peso dell’acqua che in profondità graverebbe sul corpo immerso? la discussione è partita dall’esperienza del sub che ad un certo punto trova una zona “neutra” per cui riesce a stare in equilibrio in una certa profondità ma scendendo ancora riceve, nelle stesse condizioni di volume e massa una spinta verso il basso e non più verso l’alto a motivo della massa dell’acqua che ha sopra di sì. Grazie

Spett. redazione di “chiedi all’esperto”, Vi scrivo per sapere se il termine p/gamma che compare nel trinomio di Bernoulli e che è detto carico piezometrico od altezza piezometrica, corrispondendo ad un’energia al peso di pressione piezometrica (statica)è dunque assimilabile ad un’energia al peso di pulsione (spinta), ossia ad un’energia al peso dovuta ad un lavoro, al peso, di pulsione? Grazie per la risposta, arrisentirVi.

Superfici libere Chiarissimi.nelle lezioni di fisica ginnasiali e su alcuni testi di fisica, si suole formulare la seguente domanda: perché la superfice libera di uno stagno è piana mentre quella di un fiume no?Vorrei che mi faceste comprendere la non planeità della superfice libera fluviale perché,correggetemi, a meno di cambiamenti di livelletta o di ostacoli presenti nell’alveo è opinione comune che le correnti a pelo libero in moto uniforme (quelle che abitualmente sono abituata a pensare) presentino una superfice piana parallela alla livelletta .Vorrei che mi aiutaste ad integrare o correggere la risposta che viene formulata al quesito summenzionato:<<………su ogni punto (particella) della massa d’acqua dello stagno agisce come sola forza risultante il peso che è diretto verticalmente verso il centro della terra. Avendo postulato che la superfice libera di un fluido in equilibrio ha una forma tale da essere perpendicolare alla forza risultante in ogni punto ed avendo trascurato la curvatura della terra ne discende l’orizzontalità e dunque la planeità.>>Ma come la mettiamo con chi ci rimprovera di trascurare i moti convettivi presenti nello stagno e le forze dovute al vento?In sintesi quali sono le forze che agiscono complessivamente su di una particella d’acqua in uno stagno e quali tra queste devono essere trascurate per garantire la planeità ?Cosa si può dire sulla superfice libera di un fiume ?Grazie Lia

Vorrei chiarimenti sulle vibrazioni di una membrana. -Membrana circolare ideale (bloccata sulla circonferenza esterna,con una tensione superficiale costante,nessuna perdita di energia dovuta ad attriti interni,nessuna forza di gravità e nessuna resistenza dell’aria). -Mi pare d’aver capito che la membrana può vibrare in diversi modi detti “normali”.Questi modi sono definiti da una notazione del tipo”Modo(m,n)” in cui “m” rappresenta il numero dei “nodal diameters” ed”n” quello dei “nodal circles” e che qualora la membrana fosse percossa in un qualsiasi punto la vibrazione risultante sarebbe la somma di tutti i modi normali ciascuno con un proprio “peso”. Potreste chiarirmi meglio le idee su come si muove la membrana ed in particolare: -cosa sono i modi normali? -e’ possibile eccitare la membrana,e dove,con un impulso,in maniera tale che vibri in un solo determinato modo “normale”? Ad esempio se percuoto la membrana al centro essa vibrerà secondo il modo (0,1) sovrapposto al (0,2),al (0,3) ….oppure no? -come si passa dai modi normali al movimento della membrana sottoposta ad una particolare eccitazione? -cosa s’intende,relativamente alla membrana,per onde stazionarie,trasversali,etc..?Ed in che rapporto stanno con i modi normali? Grazie.

Preg.ma Via Lattea sono Silvana,da Napoli vorrei esporvi un quesito , a risposta multipla, propostomi per il supera-mento di un master universitario e a cui non ho saputo dare risposta: Una bottiglia riempita di elio è chiusa in equilibrio su un piatto di una bilancia. Se la bottiglia viene aperta con cautela cosa succede?: • Il piatto non si muove • Il piatto scende • Il piatto sale • Il piatto sale e poi scende Chiedo lumi Grazie

Una ruota che gira stà in equilibrio ( e tende a mantenerlo) a causa della conservazione del momento angolare:giusto? Quindi una ruota in un ambiente privo di gravità e completamente vuoto, può girare con qualsiasi angolazione rispetto una qualsivolglia arbitraria orizzontale. In un ambiente con gravità, una ruota (es. di bicicletta ammesso che solo i raggi abbiano massa trascurabile) appesa al mozzo con un filo inestensibille può ruotare secondo qualsiasi angolazione rispetto l’orizzontale oppure con angoli diversi da zero si ha un moto di precessione? Se sì perchè?

Sono un appassionato di alpinismo. Sui moschettoni per arrampicare c’è scritto che hanno una resistenza di 2,2 tonnellate. Ad un corso di alpinismo ci è stato detto che la forza di strappo che dà alla fune uno scalatore di 75 kg che cade da 5 metri o da 35 metri è la stessa ed ha un valore di circa 1 tonnellata. Vorrei sapere se tale affermazione è vera e se sì quali calcoli bisogna eseguire per giungere a tale risultato. Vi ringrazio e complimenti per il servizio che offrite.