Il vino è vivo. Probabilmente si riferisce al fatto che sia animato da microrganismi che sono propri del vino. La mia domanda è questa: per quanto tempo questi microrganismi “vivono nel vino”, se imbottiglio del vino in due bottiglie, una la lascio così com’è, l’altra la espongo alle radiazioni di una lampada UVC, pensa che dopo un po’ di tempo le caratteristiche dei due vini rimangano le stesse o si avranno dei mutamenti ? La ringrazio anticipatamente nel caso volesse rispondere alla mia domanda.

A volte sui muri delle case, all’interno degli ambienti, si sviluppano muffe, queste vengono trattate con ipoclorito di sodio, idrossido d’ammonio o altre sostanze. In cosiderazione che l’ambiente solitamente è chiuso le sostanze utilizzate potrebbero far insorgere intossicazioni o allergie, gravi quanto le allergie dovute alle muffe. Quale sostanza si può cosiderare più sicura da questo punto di vista. Grazie e distinti saluti

Nei processi di depurazione delle acque, la demolizione o decomposizione di alcune sostanze si attua attraverso due meccanismi: aerobio e anaerobio. Vorrei conoscere il nome dei microorganismi che operano questa degradazione, e vorrei sapere esattamente da che sostanza partono e che elementi o sali ottengono. Vorrei inoltre sapere se è possibile sviluppare delle colonie su terreni di coltura e come si procede (vorrei riuscire a identificare le colonie). Saluti Kim.

Desidero sapere se le acque solfuree che vengono utilizzate presso i centri termali per effettuare insufflazioni medicamentose a carico dell’apparato respiratorio superiore (naso, gola) debbano rispettare determinati paramenti batteriologici e chimici. Se sì cortesemente desidererei sapere a quale riferimento di legge devono sottostare le suddette acque oppure quali sono i limiti consentiti, in particolare quelli batteriologici (coliformi totali, streptococchi, coliformi fecali).