Dato un sistema di riferimento inerziale nello spazio, dal quale e’ possibile osservare un uomo (libero nel vuoto) che si muove verso la terra sottoposto alla sola forza di gravita’ della terra; e parallelamente ad esso un altro uomo (ad una distanza sufficientemente grande dal primo tale da poter ritenere nulla l’azione della gravita’) sottoposto all’azione di una forza (generata da un razzo) che lo accelera in modo esattamente uguale al primo (nella stessa direzione e nello stesso verso). Rispetto al sistema di riferimento inerziale le accelerazioni alle quali sono sottoposti i due uomini sono esattamente identiche ( variazione della velocita’ nel tempo). Ma allora, perche’ gli effetti delle accelerazioni sui due corpi sono completamente diversi ?? (il primo uomo non avverte assolutamente nulla, mentre il secondo avverte una compressione fisica proporzionale alla accelerazione.)

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Vorrei che mi aiutaste a capire cosa possono distinguere i satelliti spia degli stati uniti almeno a livello teorico. Vorrei basare il calcolo su questo dato: la distanza è di 674 km dal suolo, se il diametro dello specchio del telescopio in orbita è come quello di Hubble o magari 5 metri qual’è l’angolo minimo per il quale 2 punti sono percepiti come distinti e da questo si può calcolare la distanza sulla terra di due punti percepiti come separati(equiparabili a 2 pixel). PS: a che velocità deve viaggiare un satellite a quell’altezza per non cadere?

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Presupponendo di trovarci in uno spazio fisico in cui esistono solo due sfere di pari massa e dimensioni. Una di esse ruota intorno all’altra ad una velocità tale da rimanere in equilibrio gravitazionale rispetto alla prima. Non avendo nessun altro punto di riferimento spaziale oltre alle due suddette sfere è per me impossibile escludere che in realtà sia la prima sfera a girare sul proprio asse, mentre la seconda rimane perfettamente immobile. Se questo fosse vero ci avrebbe una attrazione gravitazionale tra le due sfere? Se si, come mai tutto questo non avviene nella realtà del nostro universo?

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Stabilito che vi è differenza oggettiva fra un corpo soggetto a gravitazione (p. es. in un campo gravitazionale dovuto ad una massa planetaria) e un altro soggetto ad accelerazione in un sistema non inerziale (p. es. l’ascensore accelerato di Einstein); stabilito che questa differenza è dovuta ai residui di gravità esistenti al di fuori del punto considerato (validità locale del principio di equivalenza); può tale differenza comportare effetti misurabili o comunque macroscopici in un organismo vivente (p. es. un uomo) composto di particelle che risentono evidentemente della differente situazione locale? Gli stessi criteri sono applicabili nel caso di un corpo in stato di imponderabilità (in orbita intorno ad un pianeta) e in assenza di gravità (in un sistema inerziale lontano da ogni massa planetaria). Anche in questo caso dovrebbero esserci differenze misurabili. O no? Che può dire a tal proposito un fisico dello stato solido? La domanda è suggerita da una discussione avvenuta su alcune ipotesi di A.J. Legget suffragate da altre avanzate da T. Regge. La risposta potrebbe essere utile per uno scritto riguardante la permanenza umana prolungata nello spazio. Non sono un fisico e non sono sicuro di aver posto correttamente la domanda ma spero si capisca lo stesso quale sia il problema. Vi ringrazio anticipatamente.

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La gravità viene definita come una forza, insieme alla forza elettromagnetica ed alle interazioni nucleari forte e debole, e mediata da un quanto, il “gravitone”, che si cerca di identificare. La gravità viene definita anche come una caratteristica dello spazio, curvato dalla massa. Domanda1) Le due descrizioni sono alternative o si completano a vicenda? Domanda 2) Se la gravità viene mediata da un quanto come può agire questo in presenza di un buco nero dal quale nulla può uscire perché dovrebbe raggioungere una velocità superiore a quella della luce?

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A) Da molto tempo sto cercando di conoscere senza esito, che valore ha il più intenso campo gravitazionale del più denso buco nero; e se esiste un limite teorico. Cosa succederebbe se due ipotetici buchi neri di massima densità cadono l’uno su l’altro, si avvicinerebbero alla velocità della luce? Se si, ci sarebbe un ulteriore aumento di massa e quindi di densità, si può innescare un effetto valanga? E con quali risultati? B) In riferimento alla questione di come un gravitone particella messaggera del campo gravitazionale possa fuggire da un buco nero; potrebbe essere per analogia, almeno in linea teorica, valido ciò che accade nell’interazione elettromagnetica? Ossia la particella messagera delle cariche elettriche,si dice sia il fotone (con quali meccanismi sinceramente non mi è chiaro) che non interagisce con i campi elettrici stessi essendo il fotone privo di carica. Così il gravitone in qualità di mediatore del campo gravitazionale potrebbe non essere attratto dal campo gravitazionale stesso, magari perchè privo realmente di massa? Se così fosse è facile immaginare come possa fuggire da un buco nero e perché è tanto difficile osservarlo.

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