Ho letto, su un libro che parla di razze canine, che la caratteristica del bobtail di avere la coda mozzata deriva dall’abitudine, praticata anticamente, di mozzare la coda ai cuccioli di questa razza tanto che, dice il testo, con l’andare del tempo “cominciarono a nascere cuccioli senza coda”. Tutto ciò mi sembra in contraddizione con ciò che ho studiato in biologia, per cui dei cambiamenti fisici subiti durante la vita (come appunto delle amputazioni) non dovrebbero influire sul DNA dell’individuo. Il libro fa un’affermazione errata oppure c’è un’altra possibilità?

Ho ricevuto risposta alla mia domanda del 10 marzo 2003 e vorrei alcuni chiarimenti: l’uomo bianco del Nord Europa e l’esquimese sono tra loro interfecondi e producono prole fertile, quindi, se ho ben capito, appartengono alla stessa specie, ma a differenti razze. Lo stesso penso si possa dire per il lupo e il cane domestico. Alcuni antropologi, ipotizzando un’origine monocentrica e africana dell’Homo sapiens, quindi, una grande omogeneità genetica, rigettano l’idea che la nostra specie possa essere oggettivamente classificata in razze, e, a maggior ragione, rifiutano l’abbinamento razza – qualità morale o attitudine. Secondo la Sua risposta, invece, le razze esistono. Come é stato possibile, se é vera l’origine monocentrica, che si siano formate razze diverse ovvero un insieme di individui appartenenti alla stessa specie e aventi una serie di caratteri ereditari comuni che li differenziano dagli altri? La diversità di caratteri congeniti può, con il succedersi delle generazioni, scomparire o modificarsi? Per esempio l’uomo bianco che per centinaia di generazioni vive all’equatore può acquisire i caratteri ereditari dell’uomo nero? Grazie. Rino Fraboni

Ho letto: – che nell’uomo che vive da 1200-1600 generazioni nel Nord Europa, tra l’altro, il gene che produce la melanina é scomparso, mentre é attivo nelle popolazioni che vivono in zone dove più forti sono le radiazioni UV; che ogni forma di vita subisce un processo di “trasformazione” che modifica le caratteristiche fisiche, genetiche, morfologiche dell’individuo che non sempre conducono alla formazione nuove specie. Domanda: le popolazioni che hanno un diversa civilizzazione possono avere caratteristiche neurobiologiche diverse (per esempio il cane ha le stesse caratteristiche neurobiologiche del lupo)? L’uomo del Nord Europa e l’eschimese possono essere considerate due sottospecie appartenenti alla stessa specie? Cosa si deve intendere per caratteristiche neurobiologiche? Grazie

Salve. Partendo dalla premessa che l’evoluzione degli esseri viventi è un fenomeno che non si è mai fermato e che a tutt’oggi continua, mi chiedo se questo processo porterà ad esseri viventi più evoluti dell’uomo. E’ possibile ipotizzare quindi che un giorno altri esseri viventi prenderanno il nostro posto nel dominare la terra? E se fosse possibile è stato ipotizzato come potrebbero essere? Grazie. Stefano

Posso capire che l’evoluzione procede per “errori”, che si rivelano utili, ma non riesco a capire come le specie possiedano un numero diverso di cromosomi. Infatti la comparsa di un cromosoma supplementare (ad esempio nell’uomo) e’ un errore genetico che causa malattie gravissime o letali, come può costituire un vantaggio? Qual è l’esatto meccanismo che produce specie con un numero diverso di cromosomi?

Liceo G.Veronese di Chioggia: Tra le tante teorie sull’origine della vita vi è anche quella che si rifà ai granuli d’argilla. Sembra che essi abbiano rivestito un ruolo molto importante, anche a partire dal fatto che essi evidenziano una affinità con gli amminoacidi sinistrorsi di cui sono costituiti gli organismi viventi. Qual è più precisamente il ruolo dell’argilla nelle fasi iniziali della vita?