Tempo fà volevo fare,insieme a mia nonna del sapone di casa ma non avendo tutti gli ingredienti necessari tipo la soda caustica ci siamo dovuti fermare ed io ne approfitto per chiedervi cosa potrei usare al posto della soda!? mio zio mi ha consigliato che qualsiasi prodotto alcalino va bene e mi ha parlato dell’idrossido di alluminio, lui, so che ne sa meno di me di chimica,forse ha sentito questo nome da qualche parte e per far il saputello me l’ha propinato a me!ma non so se può andar bene,perciò chiedo a voi per ulteriori informazioni, se per caso va bene anche l’idrossido di alluminio anziché di sodio, cosa otterrei?un sapone d’alluminio? e che caratteristiche avrebbe rispetto ad un tradizionale sapone di casa? vi ringrazierei per la disponibilità

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Tempo fa mentre sfogliavo alcune schede di sicurezza, non ho potuto fare a meno di soffermarmi su quella riguardante lo iodio. Ciò che ha attratto la mia attenzione, è stata una riga sintetica che metteva in guardia riguardo la formazione di un sale esplosivo dalla reazione tra l’alogeno e ammoniaca. In verità conoscevo già tale sale (e le sue proprietà) con il nome di ammonio triiodato, sebbene la scheda di sicurezza, della Carlo Erba, lo identifica invece con la sigla “NJ3”. Si tratta di una delle frequenti abbreviazioni usate per indicare formule chimiche o di un errore? Desidero dunque chiedervi quale sia la vera formula bruta di tale composto e se esista la possibilità di stabilizzarlo, dato che la sua estrema instabilità lo porta a decomporsi violentemente già in fase di essiccamento. Grazie Francesco Tassini.

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Tempo fa mentre sfogliavo alcune schede di sicurezza, non ho potuto fare a meno di soffermarmi su quella riguardante lo iodio. Ciò che ha attratto la mia attenzione, è stata una riga sintetica che metteva in guardia riguardo la formazione di un sale esplosivo dalla reazione tra l’alogeno e ammoniaca. In verità conoscevo già tale sale (e le sue proprietà) con il nome di ammonio triiodato, sebbene la scheda di sicurezza, della Carlo Erba, lo identifica invece con la sigla “NJ3”. Si tratta di una delle frequenti abbreviazioni usate per indicare formule chimiche o di un errore? Desidero dunque chiedervi quale sia la vera formula bruta di tale composto e se esista la possibilità di stabilizzarlo, dato che la sua estrema instabilità lo porta a decomporsi violentemente già in fase di essiccamento. Grazie Francesco Tassini

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Gentilissimi, sono un laureando in prevenzione. Vi chiedo, se possibile, chiarimenti sul concetto di “rischio chimico moderato”, introdotto con il d.lgs. 25.02 del 2002. Essendo poco chiaro l’intento di tale decreto, non fissando imiti oggettivi (come avviene con i TLVl) per valutare un rischio come “moderato” o valori soglia o quantomeno border line, ho notato difficoltà generale nella sua comprensione e soprattutto applicazione. Valutare un rischio come moderato, quindi, diventa un criterio soggettivo e personale,affidato al buonsenso? Grazie. Sebastiano

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salve, io sono uno studente di 3° scientifico e avevo un chiarimento da chiedervi riguardo la struttura atomica ad orbitali. nell’orbitale 1s (se ho capito giusto) c’è il nucleo in mezzo e la sfera 1s intorno. poi c’è il salto energeico 2s, ma la sfera 2s dove si colloca? crea un guscio più esterno rispetto all’s1? ma se così fosse, i suoi elettroni potrebbero muoverso anche nell’orbitale 1s? inoltre, per gli orbitali più complessi tipo 2p, 3p, 3d, 3f mi è ancora più difficile capire cone possano disporsi intorno agli orbitali inferiori. In poche parole e per semplificare la domanda che forse nn è stata molto chiara, volevo chiedervi come si possa essere una rappresentazione visiva della configurazione elettronica di atomi più complessi con molti elettoni. Io ho chiesto alla mia prof di chimica ma lei mi ha liquidato dicendomi che sono cose molto complesse. Grazie per l’attenzione

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