Parlando di Relatività, è vera l’affermazione che a velocità prossime a quella della luce il tempo rallenta perché lo spazio si contrae e quindi si accorcia la distanza percorsa? Se è così, com’è possibile che il viaggiatore “veda” lo spazio contrarsi ed un osservatore esterno non “veda” la stessa cosa? E se così non fosse, com’è possibile che le lancette di un orologio posto all’interno di un’astronave che viaggia alla velocità c rallentino il loro movimento? Gli ingranaggi che le muovono, obbedendo ad un movimento meccanico, non sono progettati per girare sempre alla stessa velocità?

Ho letto recentemente un libro scritto da un fisico “Einstein aveva ragione: Dio non gioca a dadi” W. Cassani-Demetra Ed. in cui si parla di una teoria, la teoria ondulatoria del campo che avrebbe superato i problemi della meccanica quantistica riunificandola con la relatività. Postula uno spazio-tempo non continuo e infinito, una quinta forza repulsiva e dà una nuova spiegazione del cosmo. Cosa c’è di vero?

Ho letto diverse spiegazioni delle maree terrestri, in particolare quelle che volevano giustificare l’esistenza dell’onda di marea opposta alla Luna. Ho più confusione di prima: alcuni autori dicono che la causa è la sola attrazione gravitazionale della Luna, altri tirano in ballo la forza centrifuga, altri poi dicono che tale forza è costante per tutti i punti della Terra, mentre io sapevo che è proporzionale al raggio di rotazione. Io non ci capisco più niente, e voi?

Sento dire che stiamo entrando nell’era dell’Aquario. Dovrebbe significare che nel giorno di un prossimo equinozio di primavera il Sole sorgerà al punto zero della costellazione dell’Aquario. Mi sembra invece che questa “new age” sia un po’ lontana. Il prossimo equinozio cadrà circa 10 gradi in Pesci e Aquario è lontano ben altri 20 gradi! Mi sbaglio? Dove? Se ho ragione quando ci sarà il primo equinozio in Aquario?

A seguito della notizia della cosiddetta “fotografia del Big Bang”, desiderei sapere come è possibile che la radiazione cosmica abbia potuto raggiungerci. Infatti, nell’ipotesi della nascita dell’universo conosciuta come Big Bang, tutta la materia era contenuta in uno spazio estremamente ridotto, per poi, dall’istante zero, espandersi. La “immagine” di quel primo istante dovrebbe allora essersi allontanata dal luogo originario ad una velocità c, mentre le galassie in via di formazione, essendo dotate di massa, con una velocità sicuramente inferiore a c. Perciò, io penso, quella luce raffigurante il primo istante dell’universo, non dovrebbe averci “superato” ed essere persa per sempre?

Ricordo di avere letto che esistono probabilmente galassie che non sono visibili perchè si allontanano dalla Via Lattea più velocemente della luce. Anche se ciò non fosse vero la velocità di allontanamento tra due galassie dovrebbe aumentare proporzionalmente alla loro distanza e raggiungere e superare la velocità della luce. Come è possibile ciò? Secondo il nostro punto di vista in una galassia che si muove iperluce il tempo dovrebbe scorrere al contrario? Se così fosse dovrebbe tornare nel suo passato e riavvicinarsi alla nostra non riuscendo mai a superare la velocià della luce? E se le stesse domande fossero poste da un abitante di quella galassia? (anche lui ci vedrebbe tornare indietro nel tempo).

Il modello di espansione dell’universo attribuisce lo spostamento verso il rosso delle galassie esclusivamente alla velocità di allontanamento delle stesse, ma l’universo primordiale, più piccolo e denso dell’attuale, possedeva una maggiore curvatura dello spazio-tempo che provoca anch’essa uno spostamento verso il rosso. Come mai non viene considerato il contributo fornito dalla ‘geometria variabile’ dell’universo allo spostamento verso il rosso?

Domanda sul sistema delle sfere omocentriche di Eudosso. Il sistema delle sfere omocentriche di Eudosso, già ricorretto da Callisto, prevedeva 33 sfere. Aristotele, nella “Metafisica” aggiunge le sfere “reagenti” per trasformare questo modello geometrico in un modello meccanico. Le sfere aggiunte dallo Stagirita sono 22. Il numero delle sfere compensatrici per ogni pianeta è dato dal totale del numero di sfere dell’astro precedente meno una. Quindi, se l’astro di Saturno possiede 4 sfere, occorrono 3 sfere compensatrici prima delle 4 sfere dell’astro di Giove. Compensando 3 movimenti su 4, viene mantenuto su Giove il primo movimento di Saturno il quale corrisponde al moto della sfera delle stesse fisse. Ma anche il primo movimento di Giove, se ho ben capito, riproduce il moto della sfera delle stelle fisse. Non mi è chiaro perchè Aristotele non annulla tutti e quattro i movimenti delle sfere di Saturno oppure non elimina il primo movimento di Giove.