Mi piacerebbe conoscere la formula che lega la magnitudine della Luna alla sua fase. Inoltre, come mai nelle formule delle effemeridi fisiche, non rientra mai il diametro del corpo celeste? Eppure Giove dovrebbe apparire più “esteso” e dunque più brillante, ad esempio, di Marte alle loro rispettive opposizioni, a maggior ragione poiché l’albedo di Giove è più alta di quella del pianeta rosso…

Vorrei qualche dettaglio tecnico sulle procedure impiegate dal team del CFH Telescope per evidenziare l’effetto deformante della materia oscura sulla “forma” finale con cui ci appaiono le galassie più lontane. In particolare: per analizzare al PC tale effetto, mi pare che occorra introdurre come dati iniziali le masse di materia oscura e la loro distribuzione nello spazio (che, invece, sono gli elementi da determinarsi); inoltre, come si tiene conto dell’ulteriore effetto deformante della materia ordinaria interposta?

Vorrei sapere che significa che “dopo i primi istanti dal Big Bang la materia cosmica (plasma) si raffredda” ??? Presumo che il “raffreddarsi” sia dovuto esclusivamente alle interazioni nucleari forti che rallentano la velocità delle particelle formando i primi nuclei (…è così?) Inoltre, tale raffreddamento come è conciliabile col 2° Principio della Termodinamica? In effetti in questo caso il sistema è “effettivamente isolato”. Vorrei sapere, infine, se è possibile interpretare la temperatura di fondo di 3 gradi Kelvin dell’Universo, misurabile dal Fondo Cosmico a Microonde (CMB), non come residuo termico (ovvero cinetico) dell’esplosione primigenia (che in teoria potrebbe non essersi mai verificata), bensì come conseguenza di tutti i fenomeni di trasformazione dell’energia dell’universo, in accordo al sopracitato 2° Principio.