Quanto è difficile oggi diventare astronauti? Cosa è richiesto? Qual è l’iter formativo più indicato?

<meta name="GENERATOR" content="OpenOffice.org 1.1.3 (Linux)"/><meta name="AUTHOR" content="Stefano Covino"/><meta name="CREATED" content="20050718;17264100"/><meta name="CHANGEDBY" content="Stefano Covino"/><meta name="CHANGED" content="20050720;17103700"/></p> <style><![CDATA[undefined]]></style> <div style="text-align: justify;">Non so quale sia l’età<br /> del nostro lettore, ma esiste una generazione, i quarantenni di oggi,<br /> che ha vissuto direttamente la, come<br /> si diceva con una certa enfasi, “conquista<br /> della spazio”. Un’impresa titanica di cui senza dubbio non ci<br /> devono sfuggire le enormi implicazioni politiche, economiche e<br /> militari. Un’impresa che però ha anche fatto sognare,<br /> e continua a farlo, generazioni di persone di tutto il mondo.<br /> Poche avventure umane hanno saputo attrarre così tanto<br /> l’attenzione emotiva ed i sogni del mondo come le missioni spaziali<br /> che, in pieno spirito anni ’60, venivano contestate ed esaltate senza<br /> soluzioni di continuità. Le immagini delle le prime<br /> passeggiate spaziali, le operazioni in orbita e, soprattuto, le<br /> missioni Apollo hanno veramente segnato un’epoca. </p> <div style="text-align: center;"><img alt="" src="http://www.vialattea.net/spaw/image/astronomia/astronaut.jpg"/><br /><span style="font-style: italic;">I primi passi dell’umanità nello spazio.</span><span style="font-style: italic;"/></div> <p><span style="font-style: italic;"><br /></span>Oggi<br /> giorno molto è cambiato, e se lo spazio mantiene tutto sommato<br /> inalterato il suo fascino, è anche vero che le grandi<br /> esplorazioni ormai vedono solo attori delle (meravigliose) sonde<br /> automatiche e gli astronauti sempre più presenti come<br /> super-meccanici in grado di compiere lavori in orbita bassa con<br /> l’assillo di ridurre i costi ed ottimizzare le prestazioni.<br /> Probabilmente stupirà sapere che la grande tradizione<br /> dell’astronautica sovietica, che in tutti gli anni ’80 ha mantenuto<br /> degli uomini in orbita sulla stazione spaziale Mir anche per lunghi<br /> periodi, non ha mai visto un proprio astronauta allontanarsi da terra<br /> più di 500 km, la quota tipica orbitale per la stazione.<br /> Meno della distanza fra Milano e Roma.</p> <p>Ma veniamo all’argomento<br /> vero della domanda: come si fa a diventare astronauti? Effettivamente<br /> oggi giorno sia la NASA che l’Agenzia Spaziale Europea, tramite le<br /> agenzie nazionali come quella italiana, mantengono un corpo stabile<br /> di astronauti. Questo significa che la domanda non è mal<br /> posta, ed è lecito domandarsi se esista una procedura<br /> specifica, delle scuole, o che altro per diventare astronauti. </p> <p>In termini tecnici va<br /> detto subito che non esiste una strada dedicata, anche se gli<br /> astronauti italiani comunque sono stati selezionati tramite concorsi<br /> pubblici, apparsi sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica come per<br /> qualunque altro concorso. I requisiti minimi richiesti non sono<br /> particolarmente selettivi: semplicemente una laurea in discipline<br /> scientifiche o mediche, almeno alcuni anni, 3 tipicamente, di<br /> esperienza lavorativa, conoscenza della lingua inglese. I limiti di<br /> età sono sempre stati piuttosto ampi, e comunque più<br /> legati alla richiesta di idoneità fisica paragonabile a quella<br /> necessaria all’aviolancio od in genere al lavoro in quota. Le<br /> modalità concorsuali sono cambiate nel corso degli anni,<br /> soprattutto per fare fronte alla letteralmente enorme mole di domande<br /> ricevute. In ogni caso, in generale, si ha una visita medica ed<br /> attitudinaria, una prova di conoscenza della lingua inglese, ed<br /> attraverso una valutazione dei titoli si arriverà, se si è<br /> fra i prescelti, al o ai colloqui finali. </p> <p>Tutto molto semplice,<br /> almeno in apparenza. Così semplice da non permettere come<br /> detto di delineare un iter formativo privilegiato. Inoltre la non<br /> regolarità dei concorsi, sono occasionali in funzione delle<br /> necessità specifiche, implica che non sia possibile “studiare”<br /> da astronauti. E’ invece possibile, almeno in linea di principio,<br /> diventare astronauti intanto che si è occupati a lavorare in<br /> altri settori, più o meno affini, sviluppando professionalità<br /> e competenze che possono risultare vincenti nel momento in cui se ne<br /> presentasse l’occasione. Probabilmente allora può essere<br /> interessante ripercorrere brevemente le diverse carriere di alcuni<br /> fra gli astronauti italiani: Franco Malerba, Umberto Guidoni,<br /> Maurizio Cheli, Roberto Vittori e Paolo Nespoli.</p> <p><img hspace="7" align="left" src="../../spaw/image/astronomia/malerba.jpg" alt=""/>Franco Malerba (a sinistra), nato nel<br /> 1946, è stato il primo astronauta italiano a supporto di una<br /> delle missioni dello shuttle che portarono in orbita il satellite<br /> appeso ad un filo, il famoso “tethered satellite”. Malerba è<br /> ingegnere di formazione ma in seguito ottiene un dottorato in fisica<br /> e percorre una carriera accademica come ricercatore nel settore<br /> bio-fisico per poi approdare all’Agenzia Spaziale Europea come<br /> candidato astronauta alla fine degli anni ’70. </p> <p>Umberto Guidoni , nato<br /> nel 1954, si laurea in fisica e poi lavora presso il Comitato<br /> Nazionale per l’Energia Nucleare (CNEN) e poi Ente Nazionale Energie<br /> Alternative (ENEA) per poi muoversi verso la progettazione di<br /> apparati per satelliti presso Istituto di Fisica dello Spazio<br /> Interplanetario (IFSI) di Frascati. Intorno al 1990 viene selezionato<br /> come candidato astronauta italiano per le missioni con il satellite<br /> “tethered”. Sia Malerba che Guidoni, come si vede, provengono da<br /> un ambiente scientifico ed entrambi si sono avvicinati allo spazio<br /> prima come specialisti di esperimenti ed apparati vari per poi<br /> diventare astronauti veri e propri. Nella loro carriera si può<br /> tuttavia riconoscere un punto importante. Hanno volato nel momento in<br /> cui era in corso un esperimento, il “tethered”, a guida, anche<br /> finanziaria, italiana. Questa è un po’ la regola, nel senso<br /> che chi sostiene la spesa dello sviluppo di uno strumento o di un<br /> esperimento di fatto ottiene anche come contropartita il diritto di<br /> avere uno o più astronauti della nazionalità del<br /> principale contraente. </p> <div style="text-align: center;"><img src="http://www.vialattea.net/spaw/image/astronomia/astro3.jpg" alt=""/></div> <div style="text-align: center;"><span style="font-style: italic;">Gli astronauti Umberto Guidoni, Roberto Vittori e Paolo Nespoli.</span></div> <p><img hspace="7" align="right" src="http://www.vialattea.net/spaw/image/astronomia/cheli.jpg" alt=""/>Sempre<br /> legato all’avventura del “tethered” è anche la carriera di<br /> astronauta di Maurizio Cheli (a destra) che, di formazione, è però<br /> un pilota dell’Areonautica Militare anche se successivamente ha<br /> ottenuto una laurea in ingegneria aerospaziale. Cheli, poi diventato<br /> dipendente dell’Alenia Aeronautica, nota industria del settore, è<br /> stato selezionato come astronauta sempre per la seconda missione<br /> “tethered” con Guidoni. In questo caso vediamo infatti entrare in<br /> maniera importante l’esperienza come pilota o specialista in<br /> aeronautica, fattore che si rivelerà sempre più<br /> importante per i futuri astronauti selezionati con veri e propri<br /> concorsi pubblici come si accennava in precedenza: Roberto Vittori e<br /> Paolo Nespoli. </p> <p>Vittori, nato nel 1964, è stato anch’esso<br /> pilota militare ed ha collezionato varie esperienze come pilota<br /> collaudatore, come per altro prima di lui anche Cheli. Nespoli,<br /> infine, nasce nel 1957 e proviene ancora dalle Forze Armate. E’ stato<br /> paracadutista, anche se in seguito ha ottenuto laurea in ingegneria<br /> aerospaziale. </p> <p>Nespoli decisamente ha seguito un iter formativo<br /> alquanto peculiare. Incursore ai tempi della missione italiana in<br /> Libano, poi si congeda e lavora come progettista di componenti di<br /> quello che diventerà, ancora una volta, il satellite<br /> “tethered”. Nel ’91 entra a far parte dell’ESA come ingegnere<br /> addetto all’istruzione di astronauti e diventa in seguito astronauta<br /> vero e proprio anche se, ci risulta, non abbia ancora volato in una<br /> missione reale. </p> <p>Di<br /> fatto non è difficile vedere una chiara transizione dai tempi<br /> “eroici”, in cui gli astronauti erano spesso degli ingegneri che<br /> seguivano i loro progetti anche in orbita come scelta naturale, fino<br /> ai tempi attuali in cui gli astronauti sono degli operatori che<br /> l’Agenzia Spaziale europea “offre” come specialisti nelle<br /> missioni più disparate. Se vogliamo è anche un<br /> passaggio da una fase in cui ogni missione spaziale faceva storia a<br /> se, ad una fase in cui si offre un pacchetto di servizi e gli<br /> astronauti sono personale super-specializzato non direttamente legato<br /> alla tipologia della missione. Non è difficile vedere in<br /> questo la tipica modalità operativa di strutture militari (ma<br /> anche mediche o in generali di servizi dove ci si muove in un<br /> contesto di alta tecnologia) dove il personale viene qualificato<br /> definendo nel massimo dettaglio possibile ruoli ed operazioni ed<br /> identificando gli interventi come una combinazione di operazioni di<br /> base con un criterio di aggregazione gerarchica finalizzato allo<br /> scopo della missione.</p> <p>Cosa<br /> rispondere quindi al nostro lettore aspirante astronauta?<br /> L’esperienza degli attuali e passati astronauti italiani permette di<br /> identificare due chiare tipologie di formazione: scienziati od<br /> ingegneri che in seguito hanno operato anche direttamente alla messa<br /> in opera dei loro progetti, o militari di carriera, per lo più<br /> dell’aeronautica, in funzione sicuramente di affinità di<br /> tipologie operative, non l’ultima la capacità di vivere e<br /> lavorare in un contesto ad alta gerarchizzazione, e probabilmente di<br /> una crescente partecipazione finanziaria dell’Aeronautica in attività<br /> legate allo spazio.</p> <p>Alcuni link: </p></div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La stazione<br /> spaziale Mir:<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mir"><span style=""> http://it.wikipedia.org/wiki/Mir</span></a></p> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">L’Agenzia Spaziale<br /> Europea:<a href="http://www.esa.int/esaCP/Italy.html"><span style=""> http://www.esa.int/esaCP/Italy.html</span></a></p> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">L’Agenzia Spaziale<br /> Italiana:<a href="http://www.asi.it/"><span style=""> http://www.asi.it/</span></a></p> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">La Gazzetta<br /> Ufficiale della Repubblica Italiana:<a href="http://www.gazzettaufficiale.it/index.jsp"><span style=""> http://www.gazzettaufficiale.it/index.jsp</span></a></p> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;">Alcuni siti con<br /> dati riguardo gli astronauti italiani:<br /><a href="http://www.asi.it/sito/astronauti.htm"><span style="">http://it.wikipedia.org/wiki/Template:Astronauti_italiani<br />http://www.esa.int/esaCP/ESACJCZ84UC_Italy_0.html<br />http://www.asi.it/sito/astronauti.htm</span></a></p> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"> </p> <div style="text-align: justify;"> </div> <p style="margin-bottom: 0cm; text-align: justify;"> </p> <p style="margin-bottom: 0cm;"> </p> <p> <meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="CONTENT-TYPE"/></p> </div><!-- .entry-content --> <footer class="entry-footer"> </footer><!-- .entry-footer --> </article> <div id="comments" class="comments-area"> </div><!-- #comments --> </main><!-- #main --> </section><!-- #primary --> </div><!-- #content --> <div id="footer" class="footer-wrap"> <footer id="colophon" class="site-footer container clearfix" role="contentinfo"> <div id="footer-text" class="site-info"> <span class="credit-link"> Ⓒ 1997-2019   -   Tutti i diritti riservati <br><a href="https://www.vialattea.net/content/informazioni/" title="Informazioni sulla iniziativa">Informazioni sull’iniziativa</a>      <a href="https://www.vialattea.net/content/contatti/" title="Contatti">Contatti</a> </span> </div><!-- .site-info --> </footer><!-- #colophon --> </div> </div><!-- #page --> <script type='text/javascript'> /* <![CDATA[ */ var wpcf7 = {"apiSettings":{"root":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/contact-form-7\/v1","namespace":"contact-form-7\/v1"}}; /* ]]> */ </script> <script type='text/javascript' src='https://www.vialattea.net/content/wp-content/plugins/contact-form-7/includes/js/scripts.js?ver=5.1.4'></script> <script type='text/javascript' src='https://www.vialattea.net/content/wp-includes/js/wp-embed.min.js?ver=5.2.3'></script> </body> </html>