Le curve di distribuzione dell’energia emessa da un corpo nero (o assimilabile ad esso, come una stella) in funzione della frequenza sono ovunque descritte come funzioni della temperatura assoluta del corpo stesso. Cioè, data una temperatura, è univocamente determinata la curva di emissione alle varie frequenze. Tuttavia, è proprio vero che, misurata la emissione in corrispondenza di due sole frequenze di emissione ben precise (ad es., blu e giallo-verde), la curva complessiva di emissione (e la temperatura relativa) risultano univocamente determinate?

Nei libri di astronomia non più giovani, leggo diverse interpretazioni circa l’oggetto designato come R136a nella nebulosa Tarantola. Leggo di una superstella dal diametro di 3 anni luce, 30.000.000 di volte più luminosa del sole e una massa compresa dalle 2.500 alle 4.000 masse solari. Poi un altro libro parla di R136a come un gruppo di oggetti brillanti. Non trovo una fonte d’informazione affidabile. Lo stesso problema lo trovo quando cerco di conoscere quale sia la stella più grande fin ora conosciuta: Ho letto di Betelgeuse in Orione e di VV nel Cefeo.