Due domande: 1) Se anche la meccanica quantistica non prevede l’esistenza del caso come mai Einstein esprimeva le sue preplessità nei suoi confronti con la celebre frase “Dio non gioca a dadi col mondo”? E come mai si dice che la meccanica quantistica cancella dalla natura il principio di causalità? 2) Se la natura è retta da un rigido determinismo (non esistono vie di mezzo: il caso esiste o non esiste) significa che il fatto che lei leggesse queste righe era già predeterminato nel big bang, le sembra plausibile? Ciò significherebbe inoltre che l’universo non è scaturito da una singolarità. Essa, non dovrebbe infatti possedere disordine (essendoci una sola configurazione possibile) e non avrebbe potuto dare origine ad universo caotico (almeno localmente manca di uniformità!). Se il nostro universo è retto dal determinismo dovrebbe essere scaturito da qualcosa di già caotico, non pensa?

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C’è una cosa assolutamente fondamentale della teoria quantistica che non capisco. Il principio di indeterminazione dice che è impossibile conoscere contemporaneamente posizione e quantità di moto di una partecella, ma questo è dato dal fatto che la particella non possiede una quantità di moto e una posizione definita o che noi per qualche motivo non possiamo conoscerla? Nel secondo caso perché il determinismo sarebbe crollato? Intendo dire… era basato su un ragionamento per assurdo (Laplace aveva detto “se una mente conoscesse…”), così come era stato espresso non è in contraddizione con il principio di indeterminazione no? Il fatto che non possiamo conoscere lo stato delle particelle non è in contrasto col fatto che se lo conoscessimo potremmo descrivere la loro storia. Eppure ho sentito che l’abbandono del determinismo è stato radicale, la quantistica sarebbe del tutto incompatibile con il determinismo… c’è qualche motivo che non conosco? Ci ho riflettuto un po’ e sono giunto alla conclusione che tutta la domanda si potrebbe riassumere in “può succedere qualcosa per caso?”. Potrebe farmi un po’ di chiarezza su questo punto?

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La mia non è una domanda, ma una considerazione a proposito della quale vorrei conoscere le Vostre reazioni. Più si procede nella ricerca della struttura ultima dell’Universo e più ci si rende conto he la realtà ha una organizzazione che ci appare paradossale. Siamo costretti quindi a rivedere i nostri assiomi e paradigmi sviluppati in millenni di evoluzione materiale e culturale. Il viaggio nella fisica dell’Universo diventa quindi un viaggio nella nostra mente e nella nostra coscienza, una esplorazione del nostro stesso pensiero e delle sue fonti. Che ne pensate?

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