News originale in inglese: 2017-21 - Immagini e filmati

Splendide riprese multi-spettrali della nebulosa granchio

Nell’estate dell’anno 1054 dC, gli astronomi cinesi hanno visto apparire una nuova “stella ospite”, sei volte più luminosa di Venere. Così brillante che si poteva vedere durante il giorno per diversi mesi. Dall’altra parte del globo, i nativi americani realizzarono pittogrammi con una luna crescente ed una stella luminosa vicina, che alcuni pensano potrebbe trattarsi di una registrazione storica dell’evento.

Questa “stella ospite” è stata dimenticata per circa 700 anni, fino all’avvento dei telescopi. Gli astronomi vedevano una nebulosa simile a una chela al posto della stella scomparsa e la chiamarono la nebulosa granchio. Oggi sappiamo che si tratta del residuo gassoso in espansione da una stella che è esplosa come una supernova, risplendendo per breve tempo come 400 milioni di soli. L’esplosione è avvenuta alla distanza di 6500 anni luce. Se l’esplosione fosse avvenuta a soli 50 anni luce, avrebbe irradiato la Terra, eliminando la maggior parte delle forme di vita.

Alla fine degli anni Sessanta gli astronomi hanno scoperto il cuore condensato della stella, una stella di neutroni ultra densa che, ruotando velocemente, crea un intenso campo magnetico e radiazioni che alimentano la nebulosa. Gli astronomi hanno quindi bisogno di studiare la Nebulosa di Granchio attraverso una vasta gamma di radiazioni elettromagnetiche, dai raggi X alle onde radio. Questa immagine composta da cinque osservatori cattura la complessità di questo residuo soprannaturale dall’aspetto tormentato.