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02-01-2001

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Vi invio il manoscritto di una mia teoria che spiega le leggi della dinamica facendo uso della "materia oscura". Cosa ne pensate? Aron Gelerent - Milano gibegan@tin.it

(Risponde Luca Boschini)

Ho letto il suo manoscritto. Da un punto di vista strettamente matematico e algebrico mi pare sia sostanzialmente corretto (forse un 2p al posto di un 4p a pag.15, se non ho capito male la sua dimostrazione, e un segno dimenticato in un passaggio di pag.10, ma che non inficiano la struttura complessiva). Personalmente la dimostrazione di pag.12 secondo cui la somma dei flussi vale Np/4 avrei preferito vederla eseguita direttamente con un integrale, piuttosto che con una serie alla quale si trascura in seguito, con un passaggio al limite, il termine meno significativo (non ho fatto i conti, ma a prima vista mi pare di poter dire che il risultato col calcolo integrale sia lo stesso), ma ancora una volta ciò non cambia la sostanza della teoria.

Venendo invece ai contenuti, devo innanzi tutto notare il fatto insolito che si prevede l'esistenza di una particella massiccia m che si muove a velocità c e che non interagisce attraverso i campi di forza noti (elettrodebole e forte) ma semplicemente mediante urti "classici". Siccome una particella del genere è ignota (a prescindere dal fatto che la sua esistenza sarebbe in contrasto con la relatività, in quanto ne prevederebbe una massa a riposo infinita), una teoria esauriente dovrebbe quanto meno fornire delle indicazioni su un esperimento da compiere per verificarne la presenza, i cui risultati siano in contrasto con quelli prevedibili dalle teorie oggi accreditate, in modo da fornire un criterio di falsificabilità.

Allo stato attuale delle conoscenze non c'è nessuna indicazione che la cosiddetta "materia oscura" abbia la natura da lei ipotizzata. Il fatto poi che m sia considerata massiccia implica che essa debba interagire anche gravitazionalmente, il che è in contraddizione col fatto che la forza di gravità, come descritto nelle ultime pagine del suo manoscritto, si genera mediante urti delle m. Probabilmente un fisico teorico analizzerebbe meglio il contenuto della sua teoria di quanto non possa fare io, ma mi pare di poter dire che alcune formule da lei ricavate, simili alle trasformazioni di Lorenz, sono dovute la fatto che lei proietta un moto alla velocità della luce lungo una direzione che forma un angolo a con essa; d'altro canto nella sua teoria il tempo è preso come assoluto e indipendente dallo spazio, secondo una definizione classica newtoniana, il che rende le sue formule sostanzialmente errate da un punto di vista relativistico. E' invece interessante come lei riesca a ricostruire la formula della gravitazione, sebbene anche questo sia un risultato che mi sembra implicito nelle ipotesi, dal momento che lei descrive la gravitazione come la mancanza della pressione delle m lungo la congiungente dei due corpi, a causa della presenza dei corpi stessi che ne intercettano il flusso. Questa descrizione è sostanzialmente la duale dall'assumere che vi sia, in uno spazio vuoto, un'attrazione che si genera da un corpo verso l'altro, e dunque non mi stupisco che il risultato ottenuto sia lo stesso. In conclusione, dunque, sebbene ritengo che la sua teoria pecchi in alcuni punti e non sia certamente innovativa, mi pare che sia un interessante esempio di come, assumendo un'ipotesi ad hoc e mantenendo un certo grado di coerenza interna, si possa creare una teoria che ricostruisca alcune delle leggi fisiche note attraverso una via diversa.

 

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