dove ρ è la densità, u il vettore velocità, t il tempo, p la pressione, f la densità delle forze di volume e μ la viscoità del fluido. Avendo ipotizzato che il fluido sia continuo, differenziabile ed incomprimibile (densità costante) le variabili da trovare si riducono alle 3 componenti della velocità e alla pressione. A questo punto le tre componenti dell'equazione differenziale di Navier-Stokes più l'equazione di continuità (conservazione della massa) rappresentano un sistema chiuso che, in linea di principio, può essere risolto ipotizzando appropriate condizioni al contorno. Nel caso in cui cade l'ipotesi di incomprimibilità, la densità diventa una variabile e si rende quindi necessario ricorrere alle equazioni di conservazione dell'energia (che a sua volta introduce la variabile temperatura) e all'equazione di stato del fluido per chiudere il problema, ottenendo 6 equazioni per le sei incongnite costituite dalle 3 componenti della velocità, pressione, temperatura e densità.
E' bene ricordare che le equazioni di NS descrivono il moto dei fluidi solo in modo approssimato, infatti i fluidi reali sono diversi dal fluido continuo ed omogeneo descritto dalle equazioni. La loro risoluzione consente comunque di ottenere modelli sufficientemente accurati per affrontare un grande numero di problemi pratici in svariati campi (aeronautica, meteorologia etc.).
NON LINEARITA' E DIFFICOLTA' NELLA RISOLUZIONE DELLE EQUAZIONI NS
La difficoltà nella risoluzione delle equazioni di NS deriva dal fatto che, nel caso generale, il moto di un fluido ha sempre una componente di accelerazione non stazionaria ed una convettiva. La componente convettiva rende non lineari le equazioni differenziali alle derivate parziali, determinando in pratica l'impossibilità di ottenere una soluzione analitica.
Le ipotesi sulle condizioni iniziali e al contorno influiscono sul termine non lineare determinando la natura delle equazioni, che possono di volta in volta diventare iperboliche, paraboliche o ellittiche:
a) si ha ad esempio un'equazione iperbolica per correnti di fluido non viscoso, stazionarie e supersoniche oppure non stazionarie, supersoniche e subsoniche
b) si ha un'equazione parabolica per corrente stazionaria di fluido viscoso newtoniano, comprimibile o meno, presenti termini degli sforzi trascurabili in una direzione dello spazio
c) si ha un'equazione ellittica per moto stazionario subsonico di fluidi non viscosi
In alcuni casi particolari, definiti da determinate condizioni iniziali ed al contorno (flusso tra lastre piane, flusso di Couette, etc.), i termini non lineari diventano identicamente nulli e le corrispondenti equazioni di Navier-Stokes ammettono quindi una soluzione analitica.
VORTICITA' E SUPERFLUIDI TURBOLENTI
La turbolenza nei cosiddetti fluidi quantistici o superfluidi rappresenta un campo di ricerca di frontiera della fisica sperimentale, negli ultimi anni si sono raggiunti comunque alcuni importanti risultati che ci permettono di affrontare con una certa sicurezza la domanda posta.
Per una semplice e chiara esposizione sulle principali proprietà dei superfluidi si rimanda alla seguente pagina di Wikipedia:
http://it.wikipedia.org/wiki/Superfluidit%C3%A0
E' utile ricordare che in un superfluido le particelle si trovano tutte nel medesimo stato quanto meccanico, si comportano cioè all'unisono, come se fossero un'unica particella, al contrario degli atomi dei fluidi normali che sono indipendenti gli uni dagli altri. Tra le caratteristiche più curiose di un superfluido c'è quella dell'irrotazionalità: se ruotiamo il contenitore che contiene un superfluido questi al suo interno si mantiene assolutamente immmobile, il suo moto è quindi irrotazionale. E' però possibile ottenere una sorta di imitazione del moto rotazionale iniettando nel superfluido una serie di vortici (sono state messe a punto svariate tecniche basate su reti vibranti, fili in movimento etc. ), che tendono a disporsi lungo file vorticose in cui solo la parte interna di ciascun vortice è in movimento mentre tutto ciò che vi sta intorno è assolutamente immobile!
Secondo la teoria dei due fluidi di Landau, un superfluido consiste di due componenti: il fluido viscoso normale, legato all'eccitazione termica, ed il superfluido totalmente privo di attriti viscosi ed associato allo stato quantistico della materia. Allo zero assoluto (0 K) la componente superfluida è l'unica presente, al crescere della temperatura la componente normale aumenta.
Mentre in un fluido normale i vortici possono essere di tutte le dimensioni, in un superfluido la meccanica quantistica limita i moti rotazionali a filamenti di vortici quantizzati che assomigliano a dei piccolissimi "tornado" (vedi fig. 1). In particolare, in un superfluido la circolazione, che è definita in termini di integrale al contorno del campo di velocità attorno al centro del vortice, è quantizzata in unità di h/M, dove h è la costante di Planck ed M è la massa della particella di superfluido.