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19-01-2000

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Con la presente invio un documento allegato con preghiera di leggerlo e darmi un'opinione circa l'attendibilità delle informazioni, soprattutto per quel che concerne il "disgiuntore di corrente". Ho anche una curiosità, cioè che attendibilità hanno i "geomagnetometri" con cui si scoprirebbero i nodi di Hartmann.

(Risponde Silvano Fuso)

Il documento che la lettrice ha gentilmente allegato (visionabile al sito http://www.infowork.net/radionica/index.html) è relativo a una ditta di servizi di bioarchitettura. Nel sito viene spacciata per dimostrata l'esistenza della rete di Hartmann. Rimando la lettrice a quanto ho già scritto in proposito in una precedente risposta. In tal modo la lettrice potrà subito trarre da sola le sue conclusioni circa l'attendibilità scientifica del sito.

Per quanto riguarda il problema dell'inquinamento elettromagnetico affrontato del sito, invito innanzi tutto la lettrice a leggere quanto ha già efficacemente scritto sull'argomento il Dott. Daniele Andreuccetti in precedenti risposte su questa rubrica.

Quello della eventuale pericolosità dei campi elettromagnetici è un problema sul quale purtroppo regna una pericolosa disinformazione, alimentata spesso dai media che diffondono nel pubblico un allarmismo ingiustificato.

Poiché io non sono sufficientemente esperto in materia e per evitare di contribuire anch'io alla disinformazione dilagante, ho chiesto aiuto al Dott. Gianni Comoretto, dell'Osservatorio Astronomico di Arcetri che, da tempo, si occupa dell'argomento. Quanto segue è frutto della sua consulenza (colgo l'occasione per ringraziarlo pubblicamente).

Nel sito, tra le altre cose, si legge:

"L'elettrosmog interferisce con i meccanismi di comunicazione bioelettrica del nostro organismo".

Questa affermazione, pur essendo ad effetto, è semplicemente falsa. Nessun effetto del genere è mai stato osservato e del resto i campi elettrici utilizzati dalle cellule per la "comunicazione bioelettrica" sono miliardi di volte più intensi di quelli dovuti all'elettrosmog.

Quando si parla dei rischi legati ai campi elettromagnetici, i fautori dell'allarmismo citano solo la letteratura "pro-danni" (la bibliografia riportata nel sito in questione cita soltanto 3 lavori scientifici su migliaia di lavori disponibili, e 7-8 libri o articoli divulgativi tutti apertamente "pro-danni").

Evidentemente il sito deve far pubblicità ai servizi forniti, quindi si capisce facilmente perché calca molto la mano sui potenziali rischi.  Molte delle informazioni riportate nel sito sono tuttavia palesemente scorrette. Ad esempio, al contrario di quanto viene affermato, gli studi condotti cercano effetti a lungo termine, nella popolazione generale (non solo su soggetti sani), effetti sinergici con altri agenti cancerogeni e con campi deboli. Tali effetti non sono mai stati trovati, se non in una piccolissima frazione degli studi, e anche in questi casi in modo scarsamente significativo. Comunque occorre dare atto agli autori del sito che un certo sforzo di documentazione e di fornire informazioni corrette per lo meno lo hanno fatto (questo non vale però per la parte relativa alla geobiologia, e per quella introduttiva sull'elettrosmog!).

Controbattere una ad una le affermazioni false riportate nel sito sarebbe un operazione lunga e rischierebbe di annoiare chi legge. Preferisco pertanto suggerire alla lettrice di visitare un sito serio sull'argomento, come la sezione FAQ curata dall'IROE (Istituto di Ricerca sulle Onde Elettromagnetiche) del CNR di Firenze:

http://www.iroe.fi.cnr.it/pcemni/domarisp/b50indx.htm

Chi ha familiarità con l'inglese tecnico può anche consultare la pagina del dott. John Moulder del Medical College of Wisconsin:

http://www.mcw.edu/gcrc/cop/powerlines-cancer-FAQ/toc.html

In generale esiste una mole di studi impressionante sull'argomento. Nonostante lo sforzo compiuto, non è mai stato evidenziato nessun effetto ragionevolmente certo (per campi al di sotto dei limiti internazionalmente accettati).

I campi elettromagnetici sono sicuramente una delle cose più studiate, relativamente agli effetti prodotti. E tali effetti non sono mai stati dimostrati dannosi. Naturalmente è sempre possibile (come per qualsiasi altra cosa) che possano essere dannosi. Gli enormi studi effettuati rendono tuttavia molto bassa la probabilità di una simile eventualità. In ogni caso è ragionevole e prudente continuare a ricercare con ulteriori studi.

Per quanto riguarda, in particolare, i campi a 50 Hz, esiste ancora qualche dubbio riguardo alla possibilità che essi possano promuovere leucemie infantili, e in misura molto minore, tumori cerebrali. Sono praticamente esclusi effetti su altri tumori, incluse leucemie dell'adulto, disturbi neurologici, della concentrazione di melatonina e malformazioni fetali. Sulla leucemia infantile i più recenti studi non hanno trovano alcuna correlazione, e (grazie al fatto che questa malattia è rara) una stima del numero massimo di casi in Italia va da 1 caso ogni 5 anni (considerando gli studi nel loro complesso) a 2-3 casi l'anno (considerando solo gli studi più pessimistici). Gli studi di laboratorio o su animali non hanno mostrato alcun effetto (di nessun tipo) relativamente a campi sotto qualche migliaio di microtesla (per ulteriore informazione riportiamo i seguenti dati: 1)i limiti attuali sono di 100 microtesla; 2) gli studi epidemiologici cercano effetti attorno a 0.2 microtesla; 3) sotto un elettrodotto ci sono intensità che variano da 1 a 10 microtesla).

Dal punto di vista teorico, non sono fisicamente plausibili meccanismi attraverso i quali una cellula possa interagire (e quindi subire danni) con campi magnetici (a 50 Hz) sotto 10 microtesla.

Anche relativamente ai campi a radiofrequenza, sono stati condotti numerosi studi, anche se gli studi epidemiologici sono meno numerosi rispetto a quelli relativi ai campi a 50 Hz. I pochi studi seri esistenti non mostrano nessun effetto, ma ne esistono alcuni che mostrerebbero aumenti di tumori nelle vicinanze di ripetitori TV, o in lavoratori esposti. Tali studi, tuttavia, sono stati successivamente ripetuti in modo più accurato e abbondantemente smentiti.

Gli studi di laboratorio sono numerosissimi, e in generale non hanno mai evidenziato nessun effetto per campi "non termici". Per campi in grado di generare anche riscaldamento si vedono effetti di vario tipo, inclusa la promozione di tumori (solo per campi molto intensi), ed effetti più complessi (ovvero, variazioni della chimica cellulare) a campi più bassi. Per questi ultimi non è chiara l'implicazione sulla salute.

Relativamente ai campi molto bassi, esistono alcuni articoli secondo i quali vi sarebbero effetti significativi. In genere però questi articoli sono non riproducibili e/o di dubbia qualità.

I limiti internazionali (ICNIRP) sono fissati ad 1/50 del livello necessario a produrre i primi effetti (a breve e a lungo termine) sui quali vi sia un minimo di consenso (che non siano cioè effetti la cui stessa esistenza è molto dubbia). I limiti italiani per la popolazione generale sono fissati a 1/30 di questo livello, quindi oltre 1000 volte meno di quanto necessario a produrre effetti.

Esprimo di seguito un'opinione sui disgiuntori di corrente.  Un disgiuntore è un apparecchio che stacca la tensione all'impianto di casa quando nessuno lo usa. In questo modo i fili cessano di essere sotto tensione, e non generano campi elettrici (ad es. durante la notte).

Tutti gli studi fatti e tutte le considerazioni teoriche sull'argomento indicano tuttavia che l'eventuale pericolosità dei campi è dovuta alla loro componente magnetica, non a quella elettrica. Infatti, i campi elettrici vengono schermati molto bene dai muri, dalla pelle e dai tessuti viventi in generale. I campi magnetici sono generati dal passaggio di corrente, cioè è necessario che un apparecchio sia in funzione per poterne generare. Quindi se nessuno usa la corrente, automaticamente e senza bisogno di un disgiuntore, non si generano campi magnetici.

Visto che un disgiuntore costa, rischia di guastarsi, ha tutta una serie di problemi elencati molto bene nello stesso sito, e, oltre alla discutibile "protezione dai campi elettrici", non fornisce ulteriori vantaggi, il ricorso a esso appare pertanto assolutamente immotivato

Infine la lettrice chiede quale possa essere l'attendibilità dei "geomagnetometri" in grado di rilevare i nodi di Hartmann. Come ho già avuto modo di scrivere in una precedente risposta, non esiste alcuna prova a favore dell'esistenza dei nodi di Hartmann. Di conseguenza qualsiasi apparecchio che li

"rilevi", in realtà rileva qualcos'altro (molto spesso qualche segnale generato dallo stesso strumento). Di conseguenza la loro attendibilità è assolutamente nulla.

Per ulteriori approfondimenti sugli apparecchi per rilevare i nodi di Hartmann, rimando al sito:

http://www.arcetri.astro.it/~comore/skeptic/geobio.html

mirror: http://comore.supereva.it/skeptic/geobio.html

Infine, segnalo che il sopra citato Dott. Comoretto ha realizzato un'interessante raccolta di links sugli effetti dei campi elettromagnetici che chiunque sia interessato all'argomento dovrebbe assolutamente visitare:

http://www.arcetri.astro.it/~comore/campiem.html

mirror: http://comore.supereva.it/campiem.html

 

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