{"id":916,"date":"2005-03-07T00:00:00","date_gmt":"2005-03-06T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"916","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/916\/","title":{"rendered":"Vorrei conoscere in modo chiaro il funzionamento della tecnica della cromatografia gassosa. Se possibile con qualche indicazione bibliografica. Grazie mille."},"content":{"rendered":"<p>La gascromatografia \u00e8 una tecnica per l\u2019analisi delle sostanze, di larghissimo uso in quanto presenta notevoli vantaggi: <\/p>\n<ol>\n<li>tempi di analisi molto ridotti, <\/li>\n<li>possibilit\u00e0 di separare, operando nelle opportune condizioni, qualsiasi miscela di sostanze, <\/li>\n<li>possibilit\u00e0 di effettuare analisi in serie, in quanto la stessa colonna pu\u00f2 essere rigenerata di continuo dal gas di trasporto, <\/li>\n<li>alta sensibilit\u00e0. Quantit\u00e0 di sostanza analizzabile = 10<sup>-5 <\/sup>&#8211; 10 <sup>-12 <\/sup>g. <\/li>\n<\/ol>\n<p>Le analisi gas-cromatografiche sono applicabili soltanto a sostanze volatili o comunque rese tali e vengono realizzate con il gas cromatografo.<\/p>\n<p>Il gas cromatografo \u00e8 costituito da una bombola che contiene il gas che costituisce la fase mobile (carrier), questo viene purificato tramite alcune trappole prima di essere inserito in colonna. La colonna cromatografica contenente la fase stazionaria \u00e8 posta all&#8217;interno di una camera opportunamente termostatata allo scopo di tenere in fase gassosa i vari costituenti della miscela da separare. Tramite l&#8217;iniettore s\u2019introduce la miscela da analizzare in colonna, questa pu\u00f2 essere iniettata in fase gassosa, se la miscela \u00e8 un gas, oppure solubilizzata in un opportuno solvente se la miscela da analizzare \u00e8 liquida o solida. Alla fine della colonna viene posto un rivelatore in grado di evidenziare le varie sostanze che fuoriescono in tempi diversi emettendo un segnale con una intensit\u00e0 proporzionale alla loro concentrazione, il segnale viene registrato da uno strumento che dar\u00e0 cos\u00ec luogo al cromatogramma. I gas pi\u00f9 comunemente usati come carrier sono: azoto, elio, argon. Per una questione di reperibilit\u00e0 e di costi, generalmente si usa l&#8217;azoto. Prima comunque che venga introdotto nella colonna \u00e8 necessario che vengano eliminate le tracce di ossigeno e di anidride carbonica che, se non eliminate, potrebbero interagire con le sostanze delle miscele che si vogliono separare. Inoltre \u00e9 anche necessario anidrificare il carrier, in quanto la presenza di acqua determinerebbe, nel caso di una gas cromatografia di adsorbimento, una disattivazione dei siti attivi della fase stazionaria. <\/p>\n<p>La gas cromatografia permette di avere informazioni sia tipo qualitativo che di tipo quantitativo sui componenti di un miscuglio di sostanze.<\/p>\n<p>Le sostanze che fuoriescono da una colonna cromatografica possono essere evidenziate con diversi tipi di rivelatori, che hanno il compito di trasformare in impulso elettrico il passaggio di ciascun componente della miscela gassosa cromatografata, fra questi i pi\u00f9 diffusi sono: <br \/>&#8211; rivelatori a fiamma;<br \/>&#8211; rivelatori a ionizzazione chimica;<br \/>&#8211; rivelatori a cattura di elettroni;<br \/>&#8211; rivelatori a conducibilit\u00e0 termica.<\/p>\n<p>Questi rivelatori sono di tipo differenziale, cio\u00e8 sono strutturati in maniera tale che quando vengono attraversati dal gas di trasporto puro non danno alcun tipo di risposta, mentre, quando sono attraversati da un componente che fuoriesce dalla colonna cromatografica, danno una risposta direttamente proporzionale alla quantit\u00e0 di quel componente. Non appena il componente \u00e8 passato, il rivelatore torna a dare una risposta nulla perch\u00e9 attraversato di nuovo soltanto dal carrier. <\/p>\n<p>La gas cromatografia viene trattata in molti testi di chimica analitica o nei testi di laboratorio di chimica, in particolare possono essere consultati questi due testi, per approfondire l\u2019argomento che \u00e8 molto vasto e complesso:<\/p>\n<p>1. Introduzione pratica alla Gascromatografia &#8211; di B.G.J. Baars <br \/>Chrompack International B.V. &#8211; Middleburg, Olanda Morgan edizioni tecniche<\/p>\n<p>2. Basic Gas Chromatography Author(s): Harold M. McNair, Virginia Polytechnic Institute and State University, James M. Miller, Drew University.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":204,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-916","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-scienze-biologiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/916","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/204"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=916"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/916\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=916"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=916"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=916"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}