{"id":907,"date":"2005-09-12T00:00:00","date_gmt":"2005-09-11T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2018-04-16T14:48:08","modified_gmt":"2018-04-16T12:48:08","slug":"907","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/907\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere qual \u00e8 l&#8217;oceano meno profondo e perch\u00e9.Grazie"},"content":{"rendered":"<p><!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><\/p>\n<p><a name=\"ritorno1\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"ritorno1\"><\/a>Le acque salate ricoprono il 70% della superficie terrestre <span style=\"font-size: small;\"><a href=\"#nota1\"><sup>(1)<\/sup><\/a>.<\/span><br \/>\n<span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span>Esse formano un sistema continuo e si raccolgono in tre grandi bacini intercomunicanti con direzione di sviluppo all&#8217;incirca N-S: l&#8217;Oceano Pacifico, l&#8217;Oceano Atlantico e l&#8217;Oceano Indiano.<\/p>\n<table border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" style=\"width: 200px; height: 200px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/01Pacifico.jpg\" alt=\"\" align=\"top\" \/><\/center><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" class=\"aligncenter\" style=\"width: 199px; height: 199px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/02Atlantico.jpg\" alt=\"\" align=\"top\" \/><\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 200px; height: 200px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/03Indiano.jpg\" alt=\"\" align=\"top\" \/><br \/>\n<span style=\"font-size: xx-small;\">Oceano Pacifico\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Oceano Atlantico \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0\u00a0 \u00a0 \u00a0 \u00a0 Oceano Indiano.<\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><a name=\"ritorno2\"><\/a><\/p>\n<p align=\"justify\"><a name=\"ritorno2\"><\/a> Attualmente, con l&#8217;ausilio di strumenti di precisione (scandaglio o batimetro<a href=\"#nota2\">(2)<\/a>).<br \/>\ne delle prospezioni sismiche, la topografia dei fondali oceanici \u00e8 ben nota e riportata in apposite carte.<\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" style=\"width: 634px; height: 380px;\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/FondaliOceanici.gif\" alt=\"\" align=\"top\" \/><br \/>\nMappa dei fondali oceanici asciutti.<\/h5>\n<p align=\"justify\">Ovviamente, il fondo marino mostra caratteri morfologici estremamente variabili da luogo a luogo.<br \/>\nTuttavia, \u00e8 possibile definire alcuni aspetti che sono comuni sia ai tre grandi oceani che ai &#8220;mari minori&#8221; e che sono riscontrabili dalla lettura della curva ipsografica dell&#8217;intera superficie terrestre.<\/p>\n<p><span style=\"font-size: small;\"><span style=\"font-weight: bold;\"><span style=\"font-size: medium;\"><br \/>\nCurva ipsografica<\/span><br \/>\n<\/span><\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<table style=\"width: 496px; height: 23px;\" border=\"1\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"center\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/Ipsografica.jpg\" alt=\"\" \/><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p style=\"text-align: left;\">Da questa curva si ricava che: il 7% della superficie sottomarina \u00e8 occupato dalla piattaforma continentale (zona di raccordo tra la zona subaerea e la scarpata continentale; si estende dal livello marino a circa 200 m di profondit\u00e0);il 9% della superficie sottomarina \u00e8 interessato da scarpate (pi\u00f9 ripida rispetto alla piattaforma; \u00e8 la zona di raccordo tra la piattaforma continentale e i fondali oceanici e raggiunge circa i 2.000 m di profondit\u00e0);<br \/>\nl\u201983% della superficie sottomarina \u00e8 occupato dai fondali oceanici la cui profondit\u00e0 media \u00e8 di -3.800 m e si estendono fino ad una profondit\u00e0 di &#8211; 6.000 m;<br \/>\nl\u20191% della superficie sottomarina riguarda le fosse o abissi oceanici che comprendono tutte le depressioni oltre i 6.000 m di profondit\u00e0.<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\">Si tratta di una curva in cui le superfici (Km2) sono relazionate con le quote (m).<br \/>\nDa essa si pu\u00f2 dedurre che gran parte della superficie del nostro pianeta \u00e8 ricoperta da acque la cui profondit\u00e0 media si attesta sui 3500-4000 m.<br \/>\nInoltre, si pu\u00f2 osservare che, partendo dalla riva e procedendo verso il mare aperto non si passa istantaneamente alle alte profondit\u00e0 ma \u00e8 possibile distinguere le seguenti zone della superficie sottomarina:<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><strong>Piattaforma continentale<\/strong>: fascia a debolissima pendenza che circonda i continenti e si estende fino all&#8217;isobata -200 m. Essa fa geologicamente parte del continente e i suoi caratteri attuali sono stati determinati da numerosi fattori quali ad esempio le variazioni glacioeustatiche (durante l&#8217;et\u00e0 Quaternaria le piattaforme continentali sono state soggette a numerosi periodi di emersione, trasformandosi in piane costiere e venendo interessate dall&#8217;azione degli agenti esogeni),la presenza o meno di importanti corsi d&#8217;acqua e dalle diverse specie animali o vegetali che vivono in equilibrio in tale ambiente e rilevanti da un punto di vista deposizionale. Anche l&#8217;azione del moto ondoso e delle correnti di marea \u00e8 molto importante nella determinazione dei caratteri della piattaforma, la quale pu\u00f2, dunque, a causa della interrelazione tra tutti questi fattori, trovarsi in una fase prevalentemente erosiva o di accrescimento.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><strong>Scarpata continentale<\/strong>: mostra una pendenza pi\u00f9 accentuata e giunge fino a circa 2000 m di profondit\u00e0. I sedimenti della scarpata sono costituiti essenzialmente fanghi e silt che derivanti dallo smantellamento delle terre emerse. Il pendio della scarpata \u00e8 inciso da numerosi canyon sottomarini, risultato dell&#8217;azione erosiva di correnti fangose (correnti di torbidit\u00e0) che si generano in seguito a burrasche o terremoti. Avendo densit\u00e0 maggiore di quella dell&#8217;acqua marina, tali correnti scorrono velocemente verso il basso lungo la scarpata continentale per poi espandersi sui fondali profondi, rallentare e depositare i materiali trasportati.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Piana abissale<\/b><\/span>: occupano circa l&#8217;83% della superficie sottomarina. Al di sopra di essi talora emergono isole vulcaniche in attivit\u00e0 o ormai estinte e coperte quasi completamente di barriere coralline, come ad esempio gli atolli dell&#8217;Oceano Pacifico. Dai fondali oceanici possono, inoltre, innalzarsi rilievi sottomarini a forma generalmente conica (seamounts) o con cima piatta (guyots).<br \/>\nAl centro della piana abissale si estende la dorsale medio-oceanica, una grande catena montuosa sommersa che si prolunga attraverso tutti gli oceani e che in alcuni punti si innalza anche di 4000-5000 m dalle piane abissali fino ad emergere con isole vulcaniche in mezzo agli oceani.\u00a0\u00c8 questo il caso dell&#8217;Islanda, delle Azzorre e delle varie isole dell&#8217;Atlantico.<br \/>\nLa zona di cresta della dorsale medio-oceanica \u00e8 quasi ovunque segnata da un solco longitudinale largo qualche decina di chilometri e profondo alcune centinaia di m: si tratta di una valle tettonica nota ai geologi come rift valley. Essa \u00e8 delimitata sui due lati da scalinate molto ripide costituite da faglie che interessano l&#8217;intero spessore crostale, qui molto ridotto.<br \/>\nLa rift valley costituisce una zona sismicamente attiva (terremoti con ipocentri poco profondi) e con un costante flusso di calore: si tratta di una vera e propria finestra aperta verso l&#8217;interno della terra in quanto \u00e8 questa la zona di creazione di nuova litosfera.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><b>Fosse abissali<\/b>: comprendono le depressioni oltre i 6000 m di profondit\u00e0. La fossa pi\u00f9 profonda \u00e8 quella delle Marianne e raggiunge gli 11521 m di profondit\u00e0.<br \/>\nI punti pi\u00f9 profondi degli oceani corrispondono anche a quelli in cui la litosfera terrestre &#8220;muore&#8221;.<br \/>\nInfatti, le fosse sono zone di subduzione ossia quelle in cui la crosta viene distrutta in seguito al meccanismo di movimento delle placche (nel caso di scontro oceano-continente \u00e8 la crosta oceanica ad essere subdotta perch\u00e9 pi\u00f9 pesante).<br \/>\nLe fosse sono delle zone intensamente attive: l&#8217;attivit\u00e0 vulcanica \u00e8 sistematicamente presente lungo una fascia ad esse subparallele e la sismicit\u00e0 \u00e8 sempre forte. Gli ipocentri dei terremoti sono superficiali in corrispondenza della fossa stessa, mentre diventano pi\u00f9 profondi man mano che ci si allontana dalla stessa fino ad un massimo di 720 Km (profondit\u00e0 a cui si deve ritenere concluso il processo di subduzione).<\/p>\n<p align=\"justify\">Di seguito si riporta una tabella che riepiloga le profondit\u00e0 degli oceani:<\/p>\n<table border=\"1\" width=\"80%\" cellspacing=\"1\" cellpadding=\"1\" align=\"\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><center><span style=\"font-size: small;\"><b>Oceano<\/b><\/span><\/center><\/td>\n<td><center><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Profondit\u00e0 media (m)<\/b><\/span><\/span><\/center><\/td>\n<td><center><span style=\"font-size: xx-small;\"><span style=\"font-size: small;\"><b>Profondit\u00e0 massima (m)<\/b><\/span><\/span><\/center><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: small;\">Pacifico<\/span><\/td>\n<td><center><span style=\"font-size: small;\">4.270<\/span><\/center><\/td>\n<td><span style=\"font-size: small;\">11.521(fossa delle Marianne)<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: small;\">Atlantico<\/span><\/td>\n<td><center><span style=\"font-size: small;\">3.926<\/span><\/center><\/td>\n<td><span style=\"font-size: small;\">8.605 (fossa di Milwaukee, vicino Puerto Rico)<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><span style=\"font-size: small;\">Indiano<\/span><\/td>\n<td><center><span style=\"font-size: small;\">3.890<\/span><\/center><\/td>\n<td><span style=\"font-size: small;\">7.450 (fossa di Java)<\/span><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>Da un&#8217;analisi dei dati sopra riportati si evince che i tre grandi oceani (in particolare l&#8217;Atlantico e l&#8217;Indiano, originatesi all&#8217;incirca simultaneamente in seguito alla frammentazione della Pangea, Era Mesozoica) non sono molto differenti dal punto di vista delle profondit\u00e0 medie delle loro acque.<br \/>\nTuttavia, come gi\u00e0 precedentemente detto, i fondali oceanici sono molto articolati da un punto di vista morfologico.<br \/>\nAl lettore che ha posto questa domanda non saprei dare una risposta numerica (non conosco le profondit\u00e0 dei mari!!), ma posso elencare i fattori che portano ad una profondit\u00e0 delle acque relativamente bassa con i relativi casi.<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>1<\/strong>) La profondit\u00e0 delle acque oceaniche \u00e8 in qualche modo legata all&#8217;et\u00e0 dell&#8217;oceano che esse occupano. L&#8217;apertura di un nuovo oceano avviene essenzialmente in tre fasi:<\/p>\n<ol>\n<li style=\"list-style-type: none;\">\n<ul>\n<li>\n<p align=\"justify\"><strong>Prima fase<\/strong> &#8211; Del materiale caldo in risalita dal mantello fa inarcare verso l&#8217;alto un settore di litosfera e dalle fessure che conseguentemente si creano comincia a fuoriuscire della lava.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><strong>Seconda fase<\/strong> &#8211; La litosfera riscaldata e sollevata si assottiglia e si spezza lungo delle faglie e, in tal modo, si crea una depressione sul cui fondo continuano a solidificarsi i materiali lavici fuoriuscenti dalle fessure.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\"><strong>Terza fase<\/strong> &#8211; Man mano che si forma nuova crosta, le due parti del continente originario si separano e si allontanano fra di loro. Il mare invade la zona ribassata.<br \/>\nIl nuovo oceano ha profondit\u00e0 limitate, ma che aumentano man mano che i due continenti si allontanano.<br \/>\n\u00c8 il caso ad esempio di quel bacino che separa il Madagascar dal resto dell&#8217;Africa: in tale zona, vi \u00e8 una dorsale medio oceanica che, con il suo progredire, staccher\u00e0 la parte nord-orientale del continente africano.<\/p>\n<\/li>\n<\/ul>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p><center><br \/>\nFIGURA DI GENESI DI UN NUOVO OCEANO<\/center><\/p>\n<h5 style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/Oceani\/oceanizzazione.jpg\" alt=\"\" \/><br \/>\n<img decoding=\"async\" src=\"http:\/\/www.vialattea.net\/spaw\/image\/geologia\/fasi_orogenesi.gif\" alt=\"\" \/><br \/>\nAnimazione che dimostra le varie fasi di inarcamento, allontanamento, riavvicinamento e scontro con orogenesi.<br \/>\nFonte: <a href=\"http:\/\/vulcan.fis.uniroma3.it\/\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">Esplora i vulcani italiani<\/a>, sito di UniRoma Tre a cura di R. Scandone e L. Giacomelli)<\/h5>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><strong>2<\/strong>) Un secondo fattore che determina una profondit\u00e0 limitata delle acque va ricercata nell&#8217;estensione della piattaforma continentale che, come precedentemente detto, si estende fino all&#8217;isobata di -200 m. Questa \u00e8 molto pi\u00f9 estesa in corrispondenza delle aree continentali piatte (coste atlantiche dell&#8217;America) mentre \u00e8 ridotta laddove la fossa di subduzione delimita lo stesso continente poich\u00e9 viene coinvolta nel fenomeno orogenetico.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><strong>3<\/strong>) Sugli orli di crateri di vulcani ormai estinti e posti a debole profondit\u00e0, si possono impiantare delle colonie di coralli (reefs) formando delle scogliere organogene: si tratta degli atolli. Essi hanno in genere forma subcircolare interrotta da canali (pass) che mettono in collegamento la laguna interna con l&#8217;oceano circostante. I coralli sono degli esseri viventi che hanno una crescita controllata da vari fattori tra cui la limpidezza delle acque, la loro ossigenazione, la temperatura (crescono in acque calde,con temperature dai 18 ai 36\u00b0C), dalla salinit\u00e0 (deve essere compresa tra il 27 e il 40 * 1000) e dalla presenza di correnti che portano nutrimento. Inoltre, la profondit\u00e0 dei fondali non deve superare gli 80 m.<br \/>\nInfatti, se il supporto roccioso su cui essi vivono si abbassa lentamente essi tendono a crescere pi\u00f9 in fretta verso l&#8217;alto, nel tentativo di non scendere sotto tale profondit\u00e0; se il fondo \u00e8 stabile tendono, invece , ad allargarsi. . Questo \u00e8 il caso delle barriere coralline che prosperano in Australia.<\/p>\n<p style=\"text-align: left;\" align=\"justify\"><strong>4<\/strong>) Un quarto motivo che pu\u00f2 determinare una profondit\u00e0 pi\u00f9 ridotta delle acque marine va ricercato nel fenomeno dell&#8217;evaporazione. Se un bacino rimane isolato dal mare aperto, in concomitanza con un clima arido, rimane soggetto a una forte evaporazione e da una conseguente deposizione dei sali contenuti nelle acque (formazione delle rocce evaporitiche) accompagnata da una continua diminuzione delle dimensioni. Questo \u00e8 il caso del Mar Morto e del Golfo del Kara Bogaz.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p align=\"justify\"><strong>Riferimenti bibliografici:<\/strong><br \/>\nA. Bosellini: Tettonica delle placche e geologia-Italo Boventa editore<br \/>\nCorrado Gizzi: Geografia generale-Editrice La Scuola<br \/>\nB. Accordi, E.L. Palmieri, M. Parlotto: Il globo terrestre e la sua evoluzione-Zanichelli<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_atlantico\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_atlantico<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_indiano\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_indiano<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_pacifico\">http:\/\/it.wikipedia.org\/wiki\/Oceano_pacifico<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946\">http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=1946<\/a><br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.perigeosrl.com\/curva_ipsografica.htm\">http:\/\/www.perigeosrl.com\/curva_ipsografica.htm<\/a><span style=\"font-size: small;\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\">\n<p>___________________________<\/p>\n<\/div>\n<p align=\"justify\"><a name=\"nota1\"><\/a><\/p>\n<p>Note:<br \/>\n1<br \/>\nIn senso scientifico e pi\u00f9 propriamente geologico, bisogna fare una distinzione tra oceani e mari. Gli oceani sono caratterizzati da una loro unitariet\u00e0 e da un fondale di natura basaltica in continua formazione in corrispondenza delle dorsali medio-oceaniche. I mari si realizzano, invece, su litosfera continentale e hanno acque meno profonde.<br \/>\n<a href=\"#ritorno1\">ritorna al testo<\/a><\/p>\n<p><a name=\"nota2\"><\/a><br \/>\n<sup>2<\/sup><br \/>\nSi distinguono lo scandaglio a perdita di peso e quello ultrasonico.<br \/>\nIl primo viene utilizzato prevalentemente per le piccole profondit\u00e0. Risulta costituito da una sfera di acciaio attraversata da un cilindro con bordo inferiore tagliente.<a name=\"nota2\"><\/a> Essa \u00e8 sostenuta da 2 cappioli metallici all&#8217;estremit\u00e0 di due bracci snodati fissati a un cavo metallico tarato.<br \/>\nQuando il cilindro tocca il fondo e si immerge nel fango, il dispositivo di leva fa svincolare la sfera. La diminuzione di peso cos\u00ec provocata viene registrata da un dinamometro e l\u2019operatore, dalla lettura dei metri di cavo che si sono svolti, misura la profondit\u00e0.<br \/>\nLo scandaglio ultrasonico \u00e8 molto pi\u00f9 preciso e il suo funzionamento si basa sulla riflessione di onde provocate da una corrente ad alta frequenza sulla superficie del fondale marino. Nota la loro velocit\u00e0 v e il tempo di percorrenza t, si determina la profondit\u00e0 \u00e0 P (P=v*t).<span style=\"font-size: xx-small;\"><br \/>\n<\/span><span style=\"font-size: xx-small;\"><a href=\"#ritorno2\">ritorna al testo<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":173,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[57],"tags":[],"class_list":["post-907","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-oceanografia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/907","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/173"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=907"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/907\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=907"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=907"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=907"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}