{"id":893,"date":"2005-03-06T00:00:00","date_gmt":"2005-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"893","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/893\/","title":{"rendered":"Se gli atomi possono essere definiti eterni dato che nulla pu\u00f2 essere distrutto, non possono essere immortali anche gli esseri viventi che di atomi sono fatti? Se i protozoi dopo ogni scissione sono identici alla cellula madre, non possono essere immortali? La vita, se si escludono i fattori esterni, arriva sempre ad una morte &#8220;naturale&#8221;?"},"content":{"rendered":"<p>La domanda pone dei presupposti assolutamente non veri.<\/p>\n<p>Innanzitutto l\u2019atomo non \u00e8 eterno.<br \/>Secondo, il concetto di immortalit\u00e0 presuppone un mantenimento dell\u2019individualit\u00e0 che nei protozoi non avviene, se non in minima parte.<br \/>Terzo, la vita presuppone la morte come requisito fondamentale per la propria esistenza.<\/p>\n<p>Analizziamo i tre punti uno per uno.<br \/>\u201cNulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma\u201d, questa affermazione \u00e8 stata formulata, nella forma in cui la conosciamo, da Lavoisier nel 1789, il quale riprese un concetto espresso gi\u00e0 nel V secolo a.C. da Anassagora. La concezione che la materia fosse indistruttibile e semplicemente cambiasse forma ogni qual volta sembrasse scomparire nel nulla, era stata supportata dai dati provenienti da nuovi strumenti di misurazione. Una sostanza organica che brucia, ad esempio, si trasforma in CO<sub>2<\/sub> , H<sub>2 <\/sub>O e altri composti intermedi, liberando, sotto altre forme, l\u2019energia immagazzinata nei propri legami chimici.<br \/>Parimenti, anche l\u2019energia si considerava indistruttibile, anch\u2019essa poteva trasformarsi da una forma ad un\u2019altra ma non essere creata o distrutta.<br \/>Albert Einstein ebbe un\u2019intuizione che rivoluzion\u00f2 questo assunto ritenuto valido per molto tempo. Nella sua famosa formula E=mc<sup>2 <\/sup>egli stabil\u00ec che massa ed energia sono *equivalenti* ed espresse il fattore di conversione tra le unita&#8217; di misura della massa e quelle dell&#8217;energia.<br \/>Dopo queste rivelazioni, i balzi della fisica furono enormi, pensiamo anche soltanto al concetto di quanto, il pi\u00f9 piccolo e indivisibile pacchetto di energia.<br \/>Sorsero quindi una miriade di nuove discipline, quali la fisica quantistica e la fisica subnucleare, che lavorano nel campo dell\u2019infinitamente piccolo. Proprio in questi campi si scopr\u00ec che l\u2019atomo (a-temno, indivisibile) era tutt\u2019altro che indivisibile ed eterno e tali erano anche le sue componenti subnucleari (protone, neutrone). Per il momento pare che i fisici si siano fermati ai \u2018quark\u2019, particelle che sembrano essere i mattoni della materia insieme all&#8217;elettrone. Se presupponiamo che i quark e l\u2019energia siano eterni, allora sar\u00e0 eterna qualunque massa e appare poco significativo disquisire sull\u2019eternit\u00e0 dell\u2019essere vivente in un mondo di per s\u00e9 eterno.<\/p>\n<p>Quindi, ritornando nel seminato di questa domanda, appare chiaro che, se vogliamo davvero giungere a considerare i nostri mattoni \u2018eterni\u2019, dobbiamo scendere molto pi\u00f9 in baso dell\u2019atomo. Se vogliamo invece considerare il concetto di eternit\u00e0 dal punto di vista dell\u2019organismo biologico, dobbiamo ragionare in altri termini.<br \/>La difficolt\u00e0 consta innanzitutto nella definizione stessa di vita. Il problema di definire un organismo vivente \u00e8 stata posta a pi\u00f9 riprese nella storia umana e le conclusioni a cui si \u00e8 via via giunti, portavano al loro interno una qualche contraddizione, un\u2019eccezione non catalogabile. Ne sono un esempio i virus, che ancora vagano nel limbo tra animato e inanimato, tra vita e non-vita.<br \/>Per quel che riguarda l\u2019esempio dei parameci, mi preme ricordare che dalla divisione di un paramecio derivano s\u00ec due cellule, ma non sempre queste cellule sono identiche alla cellula madre. Possono infatti intervenire nel corredo genico una serie di mutazioni, indotte da fattori ambientali o semplicemente da un errore di copiatura del DNA, che rendono la cellula figlia infinitesimamente diversa dalla cellula madre. Del resto i protozoi, a cui i parameci appartengono, spesso effettuano uno scambio genetico, definito sessuale per le analogie con la riproduzione sessuale, dando vita a nuovi organismi del tutto diversi da quelli di partenza. Persino i batteri, che formano colonie clonali, non possono essere considerati immortali, dal momento che posseggono al loro interno porzioni di DNA distaccati dal DNA principale, i cosiddetti plasmidi, e questi plasmidi possono essere acquisiti o persi in ogni momento e quindi dare vita a cambiamenti che rendono il termine immortale alquanto inidoneo, almeno se ragioniamo a livello del singolo.<\/p>\n<p>Interessante, a questo riguardo,\u00e8 citare la teoria della continuit\u00e0 della linea germinale. Negli organismi che si riproducono tramite la sessualit\u00e0, i precursori dei gameti vengono formati in uno stadio precocissimo dello sviluppo, vengono addirittura determinati da porzioni di citoplasma dello zigote, ancor prima che inizi la divisione cellulare della segmentazione, e proseguono una via tutta particolare e peculiare. Quindi la linea germinale sembrerebbe comportarsi come un insieme a se stante, avulso dal contesto di sviluppo dell\u2019organismo stesso. La linea germinale \u00e8 continua, poich\u00e9 viene generata da gameti e a sua volta genera gameti.<br \/>Se vogliamo andare a cercare cellule \u2018immortali\u2019 possiamo citare le cellule tumorali o le cellule staminali, nelle quali la programmazione di morte dettata dall\u2019accorciamento dei telomeri viene contrastato dalle telomerasi. Esse, tuttavia, non potrebbero sopravvivere senza il contributo di un corpo, non sono cio\u00e8 autosufficienti e quindi sono destinate a morire se lasciate al proprio destino.<\/p>\n<p>Nel libro \u2018il gene egoista\u2019 di Dawkins, l\u2019autore proponeva di considerare unit\u00e0 evolutive porzioni di DNA e avanzava l\u2019ipotesi che l\u2019organismo vivente fosse esclusivamente una macchina per la sopravvivenza di questi \u2018geni\u2019, intesi con una concezione diversa da quella della genetica classica. Questi geni sarebbero sorti nel brodo primordiale e sarebbero destinati ad essere i soli vincitori nella lotta per la sopravvivenza. Tuttavia anche Dawkins \u00e8 ben lungi dall\u2019affermare che essi siano \u2018immortali\u2019.<\/p>\n<p>La vita giunge sempre ad una morte naturale? Si. La vita si sviluppa in un ambiente in continuo cambiamento e la morte degli organismi \u00e8 un requisito fondamentale perch\u00e9 essa cambi insieme all\u2019ambiente che la ospita e quindi si adatti a nuove condizioni e si amplifichi al meglio.<br \/>La vita ha un inizio e quindi una fine, dettata da esigenze \u2018evolutive\u2019, se cos\u00ec vogliamo chiamarle, o dal semplice fatto che un giorno le condizioni per la sua esistenza spariranno. Non \u00e8 possibile considerare la vita avulsa dal contesto dei propri fattori esterni, dal momento che senza di essi verrebbero a mancare proprio i presupposti per discriminare la vita dalla non-vita.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":247,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[30],"tags":[],"class_list":["post-893","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-scienze-biologiche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/893","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/247"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=893"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/893\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=893"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=893"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=893"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}