{"id":888,"date":"2005-03-06T00:00:00","date_gmt":"2005-03-05T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"888","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/888\/","title":{"rendered":"Salve, sono uno studente di farmacia e vorrei sapere come mai il timo attua una duplice selezione dei linfociti T, ed in particolare perch\u00e9 la selezione positiva lascia sopravvivere cellule utili e cellule potenzialmente dannose. Vi ringrazio anticipatamente."},"content":{"rendered":"<p>Il sistema immunitario ha diversi modi di distruggere un invasore antigenico, dipendenti dalla natura dell\u00a1\u00afantigene stesso. Possiamo definire il tipo di risposta in base al fatto che essa dipenda principalmente dalle cellule B oppure T.<\/p>\n<p>&#8211; la <b>risposta umorale<\/b> dipende dalle <b>cellule B<\/b> ed \u00a8\u00a8 mediata dalla secrezione di anticorpi, immunoglobuline proteiche. <\/p>\n<p>&#8211; la risposta <b>cellulo-mediata<\/b> dipende da una classe di <b>linfociti T<\/b> chiamati cellule T citotossiche (killer). Una risposta cellulo-mediata \u00a8\u00a8 tipicamente scatenata da un parassita intracellulare, come un virus che infetta le cellule dell\u00a1\u00aforganismo. Come risultato dell\u00a1\u00afinfezione virale, antigeni estranei (virali) sono presentati sulla superficie cellulare. Questi antigeni vengono riconosciuti dal Recettore delle cellule T (TcR), l\u00a1\u00afequivalente dell\u00a1\u00afanticorpo prodotto dalle cellule B. Un aspetto cruciale di questo riconoscimento \u00a8\u00a8 che l\u00a1\u00afantigene deve essere presentato da una proteina cellulare che \u00a8\u00a8 un membro del <b>MHC <\/b>(<b>Complesso Maggiore di Istocompatibilit\u00a8\u00a4<\/b>). Ogni individuo possiede un insieme caratteristico di proteine MHC. (Esse sono importanti nelle reazioni ai trapianti. Un trapianto di tessuto da un individuo ad un altro viene rigettato per la differenza tra le proteine MHC del donatore e quelle del ricevente). Il fatto che i linfociti T debbano riconoscere sia l\u00a1\u00afantigene estraneo sia la proteina MHC garantisce che la risposta cellulo-mediata agisca soltanto su cellule che sono state infettate da un agente estraneo.<\/p>\n<p>Lo scopo della risposta immunitaria \u00a8\u00a8 quello di attaccare un bersaglio estraneo. Pertanto \u00a8\u00a8 necessario che il sistema immunitario riesca a distinguere fra \u00a1\u00b0self\u00a1\u00b1 (l\u00a1\u00aforganismo di cui fa parte) e \u00a1\u00b0non self\u00a1\u00b1 (antigeni estranei). La propriet\u00a8\u00a4 di non attaccare il self si chiama <b>tolleranza<\/b>. La tolleranza si instaura in una fase precoce dello sviluppo dei linfociti, quando le cellule B e T che riconoscono antigeni \u00a1\u00b0self\u00a1\u00b1 vengono distrutte. <\/p>\n<p>Un linfocita T deve possedere due caratteristiche fondamentali:<\/p>\n<p>1. Restrizione per l\u00a1\u00afMHC autologo.<br \/>2. Tolleranza per il self .<\/p>\n<p>Per raggiungere questi due obiettivi, i linfociti T vengono sottoposti a due processi:<\/p>\n<p>1. Selezione Positiva (per la restrizione MHC) <br \/>2. Selezione Negativa (per la tolleranza verso il self) <\/p>\n<p>Tali processi avvengono durante la <b>maturazione intratimica<\/b>durante la quale il progenitore linfoide entra nel timo a livello corticale, matura fino ad uscire per andare in periferia, a colonizzare gli organi linfoidi secondari.<\/p>\n<p>Successivamente il linfocita T pu\u00a8\u00b0 subire una <b>maturazione extratimica<\/b> data dall\u00a1\u00afincontro con l\u00a1\u00afantigene, maturazione tale da dare una risposta pi\u00a8\u00b4 efficace al secondo incontro con lo stesso Ag.<\/p>\n<p>Nel timo i progenitori dei timociti, vanno incontro ad un particolare <b>riarrangiamento genico somatico<\/b>(che quindi non viene trasmesso alla progenie e che rende i geni di tali cellule irreversibilmente differenti dai geni originari ) che porta alla formazione del TcR completo.<\/p>\n<p>I linfociti T hanno due possibili destini: <\/p>\n<p>&#8211; diventare \u00a6\u00c3\u00a6\u00c4, cio\u00a8\u00a8 esporre sulla su superficie un recettore aventi catene di tipo \u00a6\u00c3 e \u00a6\u00c4.<\/p>\n<p>Questo si verifica in una fase precoce dello sviluppo ed interessa circa il 5% delle cellule T. In questo caso tali cellule non vanno incontro a selezione.<\/p>\n<p>&#8211; diventare \u00a6\u00c1\u00a6\u00c2, cio\u00a8\u00a8 esporre sulla superficie un recettore avente catene di tipo \u00a6\u00c1 e \u00a6\u00c2. <\/p>\n<p>Questo tipo di maturazione interessa circa il 95% delle cellule T e si verifica in una fase successiva del differenziamento. Solo tali cellule subiranno selezione positiva e negativa.<\/p>\n<p><b>Selezione Positiva<\/b>: si ha una prima interazione tra il recettore e la cellula epiteliale della corticale, avente proteine MHC. Tale interazione deve avere un\u00a1\u00afadeguata affinit\u00a8\u00a4 ( espressa come costante di dissociazione). Nel caso in cui sia troppo forte si ha una cellula troppo funzionante nei confronti del legame con MHC e quindi un ruolo minore dell\u00a1\u00afantigene nella fase di riconoscimento; se invece l\u00a1\u00afaffinit\u00a8\u00a4 \u00a8\u00a8 troppo bassa si ha una cellula poco funzionante: in entrambi i casi la cellula non supera la selezione positiva e va incontro a morte per apoptosi. In questa fase vengono selezionate cellule esclusivamente rispetto al legame con l\u00a1\u00afMHC. Per questo motivo alcune di queste cellule, ancora immature, possono essere reattive nei confronti di antigeni \u00a1\u00b0self\u00a1\u00b1. Successivamente, superata la fase di selezione positiva, cio\u00a8\u00a8 dopo aver acquisito la capacit\u00a8\u00a4 di legare con una ben precisa affinit\u00a8\u00a4 proteine MHC autologhe, le cellule superstiti continuano a riarrangiare i propri geni e vanno incontro alla<\/p>\n<p><b>Selezione Negativa <\/b>: se una cellula T in fase di maturazione incontra nel timo l\u00a1\u00afAg che il suo recettore riconosce, muore. Le cellule T in maturazione nel timo incontreranno sulla superficie delle cellule timiche un\u00a1\u00afampia variet\u00a8\u00a4 di peptidi autologhi legati alle molecole MHC: le cellule che esprimono i recettori specifici per questi peptidi saranno eliminate dal repertorio. Pertanto \u00a8\u00a8 la combinazione di selezione positiva e selezione negativa a garantire che tutte le cellule potenzialmente autoreattive vengano eliminate.<\/p>\n<p>In definitiva la <b>tolleranza<\/b> \u00a8\u00a8 un processo attivamente acquisito e non ha caratteristica ereditaria e predeterminata; ai linfociti autoreattivi viene impedita la maturazione oppure vengono inattivati dopo l\u00a1\u00afincontro con i relativi antigeni.<\/p>\n<p>Secondo lo stadio cui viene indotta la tolleranza, si pu\u00a8\u00b0 parlare di tolleranza centrale o periferica. <\/p>\n<p><b>Tolleranza centrale<\/b>: essa avviene negli organi primari linfoidi (es. il timo), quando i linfociti sono immaturi. Tutti i linfociti passano ad uno stadio in cui il riconoscimento dell\u00a1\u00afantigene porta alla loro eliminazione o inattivazione. In questo stadio i cloni linfocitari autoreattivi incontrano gli antigeni self, diventando tolleranti verso di loro.<\/p>\n<p><b>Tolleranza periferica <\/b>. Essa avviene nei tessuti periferici, quando i linfociti sono maturi. Tipicamente non si ha morte cellulare, ma anergia clonale, (inattivazione senza morte della cellula). Si deve considerare che non tutti gli antigeni self sono espressi in tutti i tessuti. Ciascun tessuto avr\u00a8\u00a4 i suoi antigeni tessuto-specifici. Il meccanismo della tolleranza periferica pertanto garantisce lo svilupparsi della tolleranza anche verso quegli antigeni non presenti nel timo, ma in altri distretti dell\u00a1\u00aforganismo.<\/p>\n<p>Questo meccanismo di maturazione e selezione, estremamente complesso, pu\u00a8\u00b0 tuttavia andare incontro ad errori a vari livelli. Qualche cellula autoreattiva che\u00a1\u00b0sfugge\u00a1\u00b1 al meccanismo pu\u00a8\u00b0 scatenare una risposta immunitaria diretta contro l\u00a1\u00aforganismo stesso. Si manifesta una <b>malattia autoimmune <\/b>.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":225,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[28],"tags":[],"class_list":["post-888","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-biologia-molecolare-e-genetica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/888","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/225"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=888"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/888\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=888"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=888"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=888"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}