{"id":828,"date":"2004-06-18T00:00:00","date_gmt":"2004-06-17T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"828","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/828\/","title":{"rendered":"Sembrerebbe una domanda banale ma in realt\u00e0 penso che la risposta non sia semplice, il mio quesito \u00e8 questo: perch\u00e9 i calcolatori utilizzano la logica binaria? Non si migliorerebbero le prestazioni utilizzando una logica multilivello (magari a spese di una maggiore complessit\u00e0)?"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><br \/>\nInnanzitutto, come nota la stessa domanda, la realizzazione di circuiti<br \/>\ndigitali che possano assumere pi\u00f9 di due stati risulta<br \/>\nassai complessa, ma per di pi\u00f9 questo non porterebbe nemmeno<br \/>\nad un aumento delle prestazioni del circuito. Cercher\u00f2 di<br \/>\ngiustificare  in modo semplice questa affermazione.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<p>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nei circuiti digitali lo stato di un elemento viene rappresentato da un<br \/>\nparticolare livello di tensione: ad esempio convenzionalmente si dice<br \/>\nche una linea \u00e8 allo stato <b>0<\/b> se si trova a 0 volt ed allo<br \/>\nstato <b>1<\/b> se si trova a 5 volt. Naturalmente nella pratica occorre<br \/>\ntenere presente che ai segnali sono sempre sovrapposti &#8220;rumori&#8221;, oppure che<br \/>\nle tensioni di alimentazione possono variare, ecc. Quindi i circuiti vengono<br \/>\ncostruiti in modo che sia considerato stato <b>0<\/b> una tensione, ad esempio,<br \/>\ninferiore a 1.5 volt e stato <b>1<\/b><br \/>\nuna tensione superiore a 3.5 volt. In questo modo segnali spuri che si<br \/>\nsovrappongono a quello voluto o variazioni di tensione non producono<br \/>\nerrori purch\u00e9 abbiano effetti che non superino i valori<br \/>\ndi soglia. Si noti anche che fra lo stato 0 e lo stato 1 c&#8217;\u00e8 una<br \/>\n&#8220;zona di incertezza&#8221; (fra 1.5 e 3.5 volt, nell&#8217;esempio considerato) che<br \/>\n\u00e8<br \/>\npriva di significato, ovvero il circuito non dovrebbe mai trovarsi<br \/>\nin condizione da avere elementi che si trovano a tensioni<br \/>\ncomprese fra 1.5 e 3.5 volt. Pi\u00f9 precisamente questo avviene soltanto<br \/>\ndurante la <b>commutazione<\/b>, ovvero il passaggio fra uno stato e l&#8217;altro.<br \/>\nQuesta zona di incertezza \u00e8 indispensabile per evitare ambiguit\u00e0 nella<br \/>\nidentificazione dello stato, che si tradurrebbero in errori.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<p>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ci\u00f2 che stabilisce la velocit\u00e0 di un elemento digitale e di<br \/>\nconseguenza le prestazioni di tutto il circuito \u00e8 il &#8220;tempo di commutazione&#8221;<br \/>\novvero il tempo necessario per passare da uno stato 0 ad 1 o viceversa.<br \/>\nQui ci troviamo in presenza di una scelta fra due esigenze contrastanti:<br \/>\ninfatti facendo<br \/>\npi\u00f9 grande la zona di incertezza si ottiene una minore<br \/>\nprobabilit\u00e0 di errore, ma contemporaneamente si diminusce<br \/>\nla velocit\u00e0 di commutazione: un circuito che deve passare da 0 a 1 volt impiega<br \/>\nla met\u00e0 del tempo di uno che deve passare da 0 a 2 volt (cio\u00e8,<br \/>\nin sostanza, la velocit\u00e0 di commutazione si potrebbe esprimere in<br \/>\n&#8220;volt al secondo&#8221;).<br \/>\nIn generale, quindi, data una certa tecnologia di realizzazione del<br \/>\ncircuito digitale che stabilisce la velocit\u00e0 di commutazione,<br \/>\nuno dei modi per aumentare le prestazioni complessive consiste<br \/>\nnel fare pi\u00f9 piccola la zona di incertezza, senza scendere al di sotto<br \/>\ndel valore che corrisponde alla probabilit\u00e0 di errore che<br \/>\npossiamo accettare.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<p>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Vediamo cosa succede se progettiamo una logica a tre livelli (0, 1 e 2),<br \/>\nanzich\u00e9<br \/>\ndue. Dato che vogliamo mantenere la stessa probabilit\u00e0 di errore,<br \/>\ndovremo mantenere fra i livelli la stessa ampiezza della zona di incertezza,<br \/>\ne quindi avremmo, ad esempio, lo stato 0 rappresentato con valori fra 0 ed 1.5<br \/>\nvolt, lo stato 1 con valori fra 3.5 e 5 e lo stato 2 con valori fra 7 e 8.5 volt.<br \/>\nIl risultato \u00e8 che i tempi di commutazione non sono pi\u00f9<br \/>\nuguali per ogni cambiamento di stato, ma per passare dallo stato 0 al 2 (o<br \/>\nviceversa) occorre pi\u00f9 tempo che non nella transizione 0\/1.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<p>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In sostanza, anche tenendo conto del fatto che utilizzando logiche<br \/>\na pi\u00f9 livelli si potrebbe diminuire il numero di circuiti in cascata<br \/>\n(ad esempio un circuito a quattro livelli \u00e8 equivalente a due circuiti<br \/>\na due livelli in cascata), il risultato che si ottiene \u00e8 grosso<br \/>\nmodo uguale, dal punto di vista della velocit\u00e0 e quindi non<br \/>\ngiustifica l&#8217;aumento di complessit\u00e0 necessario per realizzare<br \/>\n logiche non binarie.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":198,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[61],"tags":[],"class_list":["post-828","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-hardware"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/828","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/198"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=828"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/828\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=828"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=828"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=828"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}