{"id":73,"date":"2001-10-25T00:00:00","date_gmt":"2001-10-24T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"73","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/73\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere, dal punto di vista fisico, come funziona esattamente un tubo fluorescente (comunemente chiamato tubo al neon). In particolare vorrei conoscere la funzione dello &#8220;starter&#8221; e del &#8220;reattore&#8221; e come sono costituiti tali dispositivi.\r\n\r\nGrazie.\r\n\r\nLuciano"},"content":{"rendered":"<p class=\"MsoBodyText2\">Un tubo fluorescente \u00e8 un tubo in vetro, variamente<br \/>\n        ripiegato per seguire le necessit\u00e0 estetiche dei designers, in cui viene<br \/>\n        fatto il vuoto e successivamente viene riempito da un gas (neon o di altro<br \/>\n        tipo). Ai suoi capi si trovano degli elettrodi, accessibili elettricamente<br \/>\n        da contatti esterni.<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Il principio di funzionamento \u00e8 che una scarica elettrica nel gas lo ionizza,<br \/>\n        e la successiva ricombinazione degli elettroni con gli atomi provoca un\u2019emissione<br \/>\n        di luce. Dal momento che questo genere di emissione, a meno di non usare<br \/>\n        gas ad alta pressione, \u00e8 monocromatica (o quanto meno costituita da poche<br \/>\n        righe di emissione), si usa ricoprire le superfici interne del tubo con<br \/>\n        un materiale fluorescente (da cui il nome alla lampada).<br \/>\n        Questo materiale assorbe la luce e la riemette, a frequenza inferiore<br \/>\n        e con uno spettro molto pi\u00f9 ampio, consentendo di ottenere luci pu\u00f2 simili<br \/>\n        alla luce bianca. Questo genere di lampade sono anche chiamate a \u201ccatodo<br \/>\n        freddo\u201d, perch\u00e9, a differenza di quelle a incandescenza e alogene, non<br \/>\n        richiedono che i catodi raggiungano la temperatura di incandescenza.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Tipicamente una lampada di questo genere funziona con tensioni continue che<br \/>\n        possono andare da qualche decina a qualche centinaio di volt e con correnti<br \/>\n        solitamente abbastanza basse (da qualche decina di mA a circa 1A). La<br \/>\n        loro potenza tipica va dai 10 ai 100W.<br \/>\n        La loro accensione \u00e8 piuttosto complessa, e questa \u00e8 la ragione per cui<br \/>\n        richiedono uno starter e un reattore (detto anche \u201cballast\u201d). Tanto per<br \/>\n        cominciare, perch\u00e9 la scarica si sviluppi nel tubo \u00e8 necessaria una tensione<br \/>\n        molto superiore a quella di regime (che pu\u00f2 andare dal centinaio di volt<br \/>\n        ai 1000V e oltre), e inoltre i contatti ai capi della lampada devono raggiungere<br \/>\n        una temperatura superiore ai 100-200 gradi, per cominciare ad emettere<br \/>\n        elettroni con un\u2019efficienza elevata.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Il reattore pu\u00f2 essere costruito in modi diversi, e ve ne sono di molto semplici,<br \/>\n        formati solo da componenti passivi, o estremamente sofisticati, controllati<br \/>\n        da un chip elettronico. Nel pi\u00f9 semplice dei casi troviamo un trasformatore<br \/>\n        che porta la tensione a quella di funzionamento nominale della lampada<br \/>\n        (a meno che quest\u2019ultima non possa funzionare a 220V), e un induttore,<br \/>\n        la cui funzione vedremo tra poco.<br \/>\n        Come detto, all\u2019accensione \u00e8 necessario scaldare preventivamente (per<br \/>\n        circa un secondo) gli elettrodi della lampada, e successivamente generare<br \/>\n        un picco di tensione tale da innescare la scintilla nel gas. Lo starter<br \/>\n        (quel cilindretto che si monta in serie agli elettrodi) agisce proprio<br \/>\n        in questo modo: \u00e8 una sorta di interruttore che, all\u2019accensione, rimane<br \/>\n        chiuso per circa un secondo. Per questo periodo, stiamo in pratica chiudendo<br \/>\n        in corto circuito sul reattore gli elettrodi della lampada, i quali, avendo<br \/>\n        bassa resistenza, conducono molta corrente e si scaldano, raggiungendo<br \/>\n        la temperature di regime. Nel contempo, la medesima corrente scorre nell\u2019induttore<br \/>\n        di ballast, che accumula energia magnetica. Quando, al termine del pre-riscaldamento,<br \/>\n        lo starter si apre interrompendo la corrente, l\u2019induttore rilascia l\u2019energia<br \/>\n        accumulata, facendo bruscamente salire la tensione ai suoi capi, e innescando<br \/>\n        la scintilla nel tubo, che finalmente si accende.<br \/>\n        A questo punto, in via teorica, lo starter potrebbe rimanere aperto, dato<br \/>\n        che il circuito della lampada da ora in avanti si chiude con la scarica<br \/>\n        di elettroni che scorre al suo interno. In realt\u00e0 esso continuer\u00e0 di tanto<br \/>\n        in tanto a chiudersi e riaprirsi, per assicurare che la lampada non si<br \/>\n        spenga accidentalmente. Come costruire uno starter \u00e8 molto semplice: \u00e8<br \/>\n        sufficiente un contatto termico, vale a dire un contatto tra due metalli<br \/>\n        che, quando si scalda, si apre per dilatazione termica. In questo modo<br \/>\n        all\u2019accensione \u00e8 un cortocircuito, ma non appena inizia a scaldarsi si<br \/>\n        apre, salvo richiudersi dopo aver dissipato un po\u2019 di calore.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Oggi sono in commercio starter e reattori molto sofisticati. Il primo pu\u00f2<br \/>\n        montare un circuito elettronico in grado di aprire e chiudere l\u2019interruttore<br \/>\n        sono quando ce n\u2019\u00e8 bisogno, monitorando la corrente che scorre nella lampada;<br \/>\n        il secondo pu\u00f2 essere costituito da un chip che controlla la tensione<br \/>\n        erogata mediante un modulatore PWM e pu\u00f2 fare a meno anche dello starter,<br \/>\n        incorporando le funzioni di quest\u2019ultimo al suo interno.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\" class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Ti faccio infine notare che quelle lampade a incandescenza dotate di filettatura<br \/>\n        simile alle lampade a incandescenza, in modo che le si possa avvitare<br \/>\n        sui porta lampada di queste ultime, montano il circuito di accensione<br \/>\n        nella base, che risulta infatti abbastanza voluminosa.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"\"><br \/>\n        <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><br \/>\n        \u00a0<br \/>\n        <!--Element not supported - Type: 8 Name: #comment--><br \/>\n        <o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><span style=\"\">Volendo maggiori informazioni<br \/>\n        sull\u2019argomento puoi leggere al seguente URL della International Rectifier,<br \/>\n        dove si trovano delle application note in inglese che spiegano in funzionamento<br \/>\n        dei circuiti di avviamento delle lampade a fluorescenza, con particolare<br \/>\n        riguardo, ovviamente, a quelli elettronici prodotti dalla medesima casa.<o:p _moz-userdefined=\"\"\/><\/span><\/p>\n<p>      <span style=\"\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.irf.com\/product-info\/lighting\/anlighting.html\">http:\/\/www.irf.com\/product-info\/lighting\/anlighting.html<\/a><\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":161,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[43],"tags":[],"class_list":["post-73","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-come-funziona"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/161"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=73"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/73\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=73"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=73"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=73"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}