{"id":696,"date":"2004-03-01T00:00:00","date_gmt":"2004-02-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"696","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/696\/","title":{"rendered":"Vorrei sapere cos&#8217;\u00e8 la Maschera di Hartman."},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><br \/>\nLa maschera di Hartmann (mdH), nella sua forma pi\u00f9 semplice, \u00e8 un tappo<br \/>\nda porre davanti al telescopio, nel quale sono ricavati due o pi\u00f9 fori<br \/>\n(di norma di diametro 1\/5-1\/8 dello strumento a piena apertura, e<br \/>\nseparati tra loro il pi\u00f9 possibile). \u00c8 utile per mettere a fuoco,<br \/>\nsoprattutto con dispositivi di ripresa quali CCD, videocamere, macchine<br \/>\nfotografiche, specie con lunghe focali. Pochi osservatori la utilizzano<br \/>\nvisualmente. Funziona in modo semplicissimo. Si punta una stella<br \/>\nabbastanza brillante e si osserva l&#8217;immagine ripresa, o si guarda nel<br \/>\nmirino della macchina fotografica. Quando il telescopio non \u00e8<br \/>\nperfettamente a fuoco, ogni foro produce un&#8217;immagine (grande e sfocata)<br \/>\ndella stella. Mano a mano che ci si avvicina al fuoco, le varie<br \/>\nimmagini divengono pi\u00f9 piccole, pi\u00f9 brillanti e si avvicinano tra loro.<br \/>\nQuando coincidono, il telescopio \u00e8 a fuoco.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ricordiamo<br \/>\nche tutti i soggetti astronomici, dalla vicina Luna alla pi\u00f9 lontana<br \/>\ngalassia, sono all&#8217;infinito per qualsiasi telescopio, e quindi, messa a<br \/>\nfuoco una stella qualsiasi, \u00e8 a fuoco ogni altro soggetto (questo non \u00e8<br \/>\ndetto sia vero per l&#8217;occhio umano, ma come detto la mdH si usa<br \/>\nsoprattutto per &#8220;sensori&#8221;, siano essi elettronici o chimici).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;uso della mdH (normalmente realizzata con un semplice cartoncino) apporta<br \/>\ndiversi vantaggi, tra cui:<br \/>\n<\/font><\/p>\n<ol><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><\/p>\n<li>Minore<br \/>\ndipendenza dal seeing (turbolenza atmosferica). Se invece di un<br \/>\ntelescopio da 60 cm metto a fuoco usando una mdH con due fori da 8 cm,<br \/>\nla tolleranza al seeing sar\u00e0 quella di un telescopio da 8 cm,<br \/>\nenormemente meno soggetto a mostrare immagini instabili rispetto allo<br \/>\nstrumento usato a piena apertura.<\/li>\n<li>Possibilit\u00e0 di &#8220;quantificare&#8221; la sfocatura. Per esempio, se si<br \/>\nvedono le immagini toccarsi e ci vogliono tre giri del manettino della<br \/>\nmessa a fuoco per produrre un&#8217;uguale sfocatura dall&#8217;altra parte, il<br \/>\nfuoco migliore sar\u00e0 un giro e mezzo &#8220;indietro&#8221;.<\/li>\n<li>Messa a fuoco molto precisa in tempi brevi.<\/li>\n<p><\/font><\/ol>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In telescopi grandi la MdH pu\u00f2 essere posta presso lo specchio secondario invece che come tappo, con identico risultato.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Il<br \/>\nnumero e la disposizione dei fori varia, anche un po&#8217; in base alla<br \/>\nfantasia degli utenti. La maschera pi\u00f9 classica ha due fori a 180\u00b0, ma<br \/>\nanche 3 a 120\u00b0 sono una soluzione comune. Alcune maschere asimmetriche<br \/>\n(due fori grossi a 180\u00b0 e uno piccolo a 90\u00b0) permettono di riconoscere<br \/>\na prima vista da che parte bisogna muovere la messa a fuoco, ma si<br \/>\ntratta di finezze.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Esiste<br \/>\nanche un tipo completamente diverso di mdH, con disegno complesso,<br \/>\nsimile al disegno &#8220;tracce\/settori&#8221; di un disco, con una sola finestra<br \/>\nper &#8220;traccia&#8221; aperta. Permette, al banco ottico, di testare<br \/>\nindipendentemente le varie zone di uno specchio, per individuare le<br \/>\nzone che necessitano di correzione di lavorazione.<br \/>\n<\/font><\/p>\n<p>\u00a0 <\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":200,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[22],"tags":[],"class_list":["post-696","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-strumenti-e-tecniche"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/696","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/200"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=696"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/696\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=696"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=696"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=696"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}