{"id":63,"date":"2001-10-07T00:00:00","date_gmt":"2001-10-06T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"63","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/63\/","title":{"rendered":"il teorema di noether recita cos\u00ec:&#8221;ad ogni simmetria continua che lascia invariata la densit\u00e0 di lagrangiana corrisponde una corrente conservata&#8221;.potreste spiegarmi il significato di questa affermazione?"},"content":{"rendered":"<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Per rispondere<br \/>\n        in modo comprensibile devo fare alcune precisazioni che partono dalla<br \/>\n        meccanica classica. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Un sistema<br \/>\n        fisico classico e&#8217; descritto, nello spazio e ad un istante, da un insieme<br \/>\n        di punti che ne specificano la posizione, piu&#8217; alcuni numeri che specificano<br \/>\n        la massa di tali punti (si puo&#8217; dare la massa in modo &#8220;continuo&#8221; quando<br \/>\n        il sistema e&#8217; di tipo continuo, per esempio un gas oppure un liquido ed<br \/>\n        in tal caso la massa viene assegnata taramite una densita&#8217; di massa).<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> Lo *stato<br \/>\n        meccanico* di un sistema fisico e&#8217; descritto, rispetto ad un sistema di<br \/>\n        riferimento, assegnando anche le velocita&#8217; dei punti detti sopra rispetto<br \/>\n        al sistema di riferimento considerato. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La meccanica<br \/>\n        classica dice che quando conosciamo le forze che agiscono sul nostro sistema,<br \/>\n        assegnato lo stato meccanico del sistema ad un determinato istante, sono<br \/>\n        determinati gli stati meccanici del sistema in tutti gli altri istanti,<br \/>\n        nel passato e nel futuro. Tale determinazione si ottiene risolvendo le<br \/>\n        equazioni della dinamica classica (dovute essenzialmente a Newton) che<br \/>\n        tengono conto delle forze che agiscono sul sistema che si suppongono note.<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Esempio.<br \/>\n        Prendiamo due punti materiali (due palline) di massa assegnata connesse<br \/>\n        da una molla di cui si conosce la costante elastica e che si suppone di<br \/>\n        massa trascurabile. Se siamo nello spazio lontani da tutti gli altri corpi,<br \/>\n        le uniche forze che si esercitano sul sistema sono le forze dovute alla<br \/>\n        molla, una su ciascuna pallina, che dipendono dall&#8217;allungamento della<br \/>\n        molla stessa rispetto alla lunghezza di equilibrio, cioe&#8217; dipendono dalla<br \/>\n        distanza reciproca tra le due palline. Se fossimo vicini ad altri corpi,<br \/>\n        dovremmo tenere conto anche di altre eventuali forze sul sistema dovute<br \/>\n        a tali altri corpi. Mettiamoci comunque nel caso piu&#8217; semplice detto sopra.<br \/>\n        Se conosciamo al tempo t=0 le posizioni e le velocita&#8217; delle due palline<br \/>\n        (velocita&#8217; rispetto ad un riferimento), possiamo determinare le posizioni<br \/>\n        e le velocita&#8217; in tutti gli altri tempi, risolvendo le equazioni della<br \/>\n        dinamica. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Ora ci poniamo<br \/>\n        il seguente problema. Supponiamo di avere fissato lo stato al tempo t=0<br \/>\n        e di avere ottenuto il moto, cioe&#8217; gli stati del sistema a tutti gli altri<br \/>\n        tempi. Prendiamo il nostro stato iniziale (assegnazione di posizioni e<br \/>\n        velocita&#8217;) e consideriamo un altro stato iniziale ottenuto TRASLANDO il<br \/>\n        precedente secondo una determinata traslazione T: tutte le posizioni al<br \/>\n        tempo t=0 e le velocita&#8217; allo stesso tempo sono le stesse di prima pero&#8217;<br \/>\n        tutte traslate secondo la stessa traslazione T. Come sara&#8217; il moto del<br \/>\n        sistema che risultera&#8217; da questo stato iniziale?<br \/>\n        Nel caso in esame la risposta e&#8217; abbastanza intuitiva (purche&#8217; il riferimento<br \/>\n        nel quale si lavori sia inerziale): le palline evolveranno in modo tale<br \/>\n        che, ad ogni tempo t, lo stato sara&#8217; quello dell&#8217;altra evoluzione (quella<br \/>\n        con stato iniziale non traslato), traslato con la solita Traslazione T.<br \/>\n        <br \/>\n        Se ci fosse stata un&#8217;altra forza agente sul sistema dovuta a corpi esterni<br \/>\n        al sistema, il risultato detto sopra non sarebbe stato vero in generale:<br \/>\n        per esempio se c&#8217;e&#8217; un terzo corpo M tenuto fisso, con una seconda molla<br \/>\n        attaccata ad una delle palline. Se consideriamo due stati iniziali delle<br \/>\n        due palline (tenendo fisso M) identici se non per una diversa distanza<br \/>\n        da M, a causa della differente forza tra M e le due palline, le evoluzioni<br \/>\n        saranno tali che non differiranno per la sola traslazione iniziale. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">In ogni caso,<br \/>\n        quando, agendo con una trasformazione sullo stato iniziale del sistema,<br \/>\n        l&#8217;evoluzione che ne consegue e&#8217; quella che si ha facendo agire la trasformazione<br \/>\n        su ogni singolo stato ad ogni istante, si dice che il sistema e&#8217; *simmetrico*<br \/>\n        o *invariante* sotto la trasformazione detta. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Detto cio&#8217;,<br \/>\n        risultano i seguenti risultati notevoli. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">1) Considerando<br \/>\n        la meccanica classica, si vede che tutti i sistemi fisici isolati (cioe&#8217;<br \/>\n        non sottoposti a forze se non quelle generate all&#8217;interno del sistema<br \/>\n        stesso) e descritti in sistemi di riferimento inerziali, sono simmetrici<br \/>\n        sotto un insieme di trasformazioni che formano un gruppo detto gruppo<br \/>\n        di Galileo. Tale gruppo di trasformazioni e&#8217; decomponibile in 10 tipi<br \/>\n        di trasformazioni *continue*. Un esempio sono le traslazioni che possono<br \/>\n        essere lungo 3 direzioni differenti e di una distanza arbitraria e fissabile<br \/>\n        in un insieme continuo di valori che include il valore nullo, corrispondente<br \/>\n        alla traslazione nulla: lo stato del sistema rimane quello che era. Poi<br \/>\n        ci sono le rotazioni attorno a 3 differenti assi e con angoli arbitrari<br \/>\n        fissabili con continuita&#8217; partendo dall&#8217;angolo nullo. C&#8217;e&#8217; la traslazione<br \/>\n        temporale (significa che traslo nel tempo ogni stato secondo un ritardo<br \/>\n        T arbitrario) e le 3 trasformazioni di Galileo pure (che corrispondono<br \/>\n        a cambiare riferimento inerziale quando interpretate passivamente, ma<br \/>\n        non mi addentro in cio&#8217;). <br \/>\n        NB. Le trasformazioni di sopra sono &#8220;continue&#8221; nel senso illustrato, ma<br \/>\n        ne esistono anche di non continue: per esempio, dato uno stato del sistema,<br \/>\n        posso costruire lo stato trasformato che corrisponde all&#8217;immagine che<br \/>\n        ho del sistema riflettendolo in uno specchio: non c&#8217;e&#8217; modo di passare<br \/>\n        con continuita&#8217; dallo stato non trasformato a quello trasformato in questo<br \/>\n        caso. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">2) Considerando<br \/>\n        un sistema fisico classico, si scopre in molti casi, che SE il sistema<br \/>\n        e&#8217; simmetrico sotto una certa traformazione *continua*, ALLORA c&#8217;e&#8217; una<br \/>\n        grandezza fisica in qualche modo legata alla traformazione detta, che<br \/>\n        si conserva numericamente sul moto del sistema. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Esempio,<br \/>\n        se un sistema fisico e&#8217; simmetrico sotto l&#8217;azione delle traslazioni lungo<br \/>\n        una direzione, allora si conserva l&#8217;impulso (o quantita&#8217; di moto) totale<br \/>\n        del sistema nella direzione considerata. <\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Questo<br \/>\n        significa che qualunque moto del sistema considero, il valore numerico<br \/>\n        della quentita&#8217; di moto lungo la direzione considerata non varia nel tempo<br \/>\n        (ma puo&#8217; dipendere dal moto scelto). <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Alla simmetria<br \/>\n        (o invarianza) sotto rotazioni corrisponde la conservazione del momento<br \/>\n        angolare lungo l&#8217;asse di rotazione, all&#8217;invarianza sotto traslazioni temporali<br \/>\n        corrisponde la conservazione dell&#8217;energia. (Le trasformazioni pure di<br \/>\n        Galileo forniscono una legge di conservazione equivalente al &#8220;teorema<br \/>\n        del centro di massa&#8221;). Le relazioni dette tra simmetrie e leggi di conservazione<br \/>\n        vengono dimostrate separatamente ed analizzando i vari casi. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">La domanda<br \/>\n        che ci si pone spontaneamente e&#8217; se ci sia un modo generale di studiare<br \/>\n        il legame tra simmetrie del sistema e leggi di conservazione, cioe&#8217; se<br \/>\n        ci sia un teorema generale che sottenda tale profonda relazione. La risposta<br \/>\n        e&#8217; positiva se si usa la Formulazione Lagrangiana della dinamica. <br \/>\n        Tale formulazione ha l&#8217;enorme vantaggio che puo&#8217; essere generalizzato<br \/>\n        anche a sistemi non classici, ossia sistemi fisici relativistici (almeno<br \/>\n        in relativita&#8217; spaciale). Esiste anche una generalizzazione quantistica,<br \/>\n        che include anche le trasformazioni non continue, ma non mi addentrero&#8217;<br \/>\n        in cio&#8217;. Detto in modo succinto, nella formulazione lagrangiana della<br \/>\n        dinamica, si assume che i sistemi fisici abbiano associata una funzione,<br \/>\n        del tempo, e dello stato detta (funzione) lagrangiana del sistema. Formalmente,<br \/>\n        se Q indica l&#8217;insieme delle posizioni che determinano il sistema e Q&#8217;<br \/>\n        quello delle velocita&#8217;: <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L = L(t,Q,Q&#8217;)<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Se il sistema<br \/>\n        e&#8217; continuo la funzione viene rimpiazzata da una &#8220;densita&#8217; di lagrangiana&#8221;,<br \/>\n        ma cio&#8217; non e&#8217; essenziale per quello che seguira&#8217;. Una volta nota la lagrangiana<br \/>\n        del sistema, esistono equazioni dette di Eulero-Lagrange che, costruite<br \/>\n        con tale funzione, forniscono lo stato del sistema ad ogni istante t quando<br \/>\n        risolte e quando e&#8217; stato assegnato uno stato iniziale t=0. Per i sistemi<br \/>\n        meccanici classici, tali equazioni coincidono con quelle di Newton alle<br \/>\n        quali ci siamo riferiti sopra. La cosa importante e&#8217; che ora, una determinata<br \/>\n        traformazione continua T, puo&#8217; essere fatta agire su L stessa, ottenendo<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L(Tt,TQ,TQ&#8217;)<br \/>\n        <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">si dimostra<br \/>\n        che se per ogni scelta di t, Q, Q&#8217; vale <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L(Tt,TQ,TQ&#8217;)=<br \/>\n        L(t,Q,Q&#8217;) (1) <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">per ogni<br \/>\n        T dell&#8217;insieme continuo di trasformazioni considerato, allora il sistema<br \/>\n        fisico e&#8217; simmetrico sotto T, nel senso detto sopra riguardo ai moti del<br \/>\n        sistema stesso. Tuttavia la (1) implica anche un altro ben piu&#8217; importante<br \/>\n        risultato detto &#8220;Teorema di Noether&#8221;. Se vale la (1) con le precisazioni<br \/>\n        dette sopra, allora c&#8217;e&#8217; una grandezza fisica che si conserva lungo i<br \/>\n        moti del sistema, che puo&#8217; essere scritta esplicitamente in funzione di<br \/>\n        T e L (non riporto la formula per evitare inutili tecnicismi). Ci sono<br \/>\n        osservazioni importanti.<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> 1) Il teorema<br \/>\n        detto puo&#8217; essere esteso a trasformazioni anche molto diverse da quelle<br \/>\n        del gruppo di Galileo dette sopra ed in contesti molto piu&#8217; vasti (teorie<br \/>\n        dei campi relativistiche). La stessa conservazione della carica elettrica<br \/>\n        puo&#8217; essere provata derivare dal teorema di Noether quando si ha simmetria<br \/>\n        sotto le cosiddette &#8220;trasformazioni di gauge&#8221;. <\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">2) Nel caso<br \/>\n        relativistico (relativita&#8217; speciale), il teorema di Noether nella sua<br \/>\n        forma piu&#8217; generale si enuncia considerando quella che viene detta &#8220;azione&#8221;<br \/>\n        del campo piuttosto che riferendosi alla densita&#8217; di Lagrangiana. Nel<br \/>\n        caso relativistico, la grandezza che si conserva risulta sempre essere<br \/>\n        una componente di un quadrivettore (vettore in 4 dimensioni nello spaziotempo)<br \/>\n        spesso detto &#8220;corrente&#8221; o &#8220;quadricorrente&#8221; associata alla simmetria del<br \/>\n        sistema.<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: justify;\">\n      <\/div>\n<p style=\"text-align: justify;\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"> 3) E&#8217; possibile<br \/>\n        estendere ancora di piu&#8217; il risultato usando una formulazione matematica<br \/>\n        della dinamica dei sistemi detta Formulazione di Hamilton. Con tale formulazione,<br \/>\n        tra le altre cose, si crea un ponte con la meccanica quantistica in cui<br \/>\n        il teorema di Noether si emancipa dalla richiesta di invarianza sotto<br \/>\n        trasformazioni *continue*. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":243,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[51],"tags":[],"class_list":["post-63","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-meccanica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/243"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=63"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/63\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=63"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=63"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=63"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}