{"id":582,"date":"2003-12-07T00:00:00","date_gmt":"2003-12-06T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"582","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/582\/","title":{"rendered":"volevo sapere in base agli ultimi studi effettuati \r\nsulla sacra sindone quale \u00e8 al momento la posizione\r\nufficiale della scienza (aggiornata)"},"content":{"rendered":"<p>Mi ero gi\u00e0 occupato dell\u2019argomento Sindone in una precedente risposta:<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=127\" target=\"_blank\">www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?numero=127<\/a><\/p>\n<p>Torno tuttavia volentieri sull\u2019argomento per meglio approfondire alcuni punti.<\/p>\n<p>La Sindone \u00e8 un telo di lino, conservato nella Cappella reale di Torino, che, secondo la tradizione, avrebbe avvolto il corpo di Cristo dopo la sua morte. Essa misura 4.36 metri di lunghezza per 1.10 di larghezza e su di essa \u00e8 visibile, sia pure in modo piuttosto sbiadito, un&#8217;immagine che raffigura l&#8217;impronta anteriore e posteriore del corpo di un uomo. Le prime notizie storiche certe relative a questo telo si ritrovano solamente intorno al 1356, quando esso comparve in una chiesa di Lirey (Francia). Il proprietario era un piccolo feudatario di nome Goffredo di Charny. Nel 1389, il vescovo Pierre d&#8217;Arcis scrisse un memoriale a papa Clemente VII in cui denunciava la falsit\u00e0 della reliquia e il vile commercio che gravitava intorno a essa. Lo stesso Clemente VII, nel 1390, con una serie di bolle consent\u00ec l&#8217;ostensione del telo, a condizione che si dichiarasse pubblicamente che il telo &#8220;non \u00e8 il vero Sudario di Nostro Signore Ges\u00f9 Cristo, ma una pittura o tavola fatta a raffigurazione o imitazione del Sudario&#8221;. Dopo varie vicissitudini, nel 1453 il telo venne acquistato dai duchi di Savoia che lo trasferirono a Chambery. Nel 1532 la cappella dove era custodita la sindone sub\u00ec un grave incendio e la stessa reliquia riport\u00f2 gravi danni. Nel 1578, il telo venne trasferito a Torino, dove \u00e8 ancora oggi custodita.<\/p>\n<p>Per comprendere meglio il &#8220;fenomeno Sindone&#8221;, vale la pena ricordare che intorno al periodo in cui la Sindone fece la sua comparsa, il mondo cristiano fu protagonista di una vera e propria proliferazione di reliquie. Inoltre \u00e8 abbastanza singolare che non vi sia traccia di notizie sulla Sindone durante tutto il periodo che va dalla morte di Cristo fino al 1356. Anche l&#8217;esame dei Vangeli fa nascere qualche difficolt\u00e0. In essi, infatti, non si fa nessun cenno a un&#8217;immagine riprodotta sul lenzuolo sepolcrale di Cristo. Inoltre, alcuni di essi (Giovanni 20:6-7) parlano in realt\u00e0 di bende e di un sudario, costituito da un fazzoletto che veniva messo sul volto dei cadaveri. Inoltre dai Vangeli e da altre notizie storiche si apprende che era usanza lavare accuratamente i cadaveri e di trattarli con aromi (aloe e mirra), prima di inumarli. Se anche il corpo di Cristo fosse stato sottoposto a questo trattamento, non si capirebbe la grande quantit\u00e0 di macchie di sangue che, secondo i sindonologi, confermerebbero l&#8217;autenticit\u00e0 della Sindone. <\/p>\n<p>In realt\u00e0 uno studio condotto nel 1973 da una commissione scientifica istituita dal cardinale Pellegrino, allora vescovo di Torino, ha dato esiti negativi circa la reale presenza di sangue sulla Sindone. Per contro nel 1978-80, altre indagini condotte dal microscopista americano Walter Mc Crone, misero in evidenza la presenza di ocra, cinabro e alizarina, ovvero ingredienti tipici dei colori a tempera. <\/p>\n<p>Il dato pi\u00f9 convincente a favore della non autenticit\u00e0 della Sindone, proviene tuttavia da uno studio scientifico condotto nel 1988. In tale anno tre laboratori indipendenti (Tucson, Oxford e Zurigo) effettuarono su alcuni frammenti della Sindone un test di datazione che utilizza il dosaggio dell&#8217;isotopo 14 del carbonio. Tale procedura, ampiamente utilizzata in campo archeologico, consente di ottenere margini di errore piuttosto ridotti. I risultati dei test furono resi pubblici in una conferenza stampa dal cardinale Anastasio Ballestrero, vescovo di Torino, il 13 ottobre 1988. In base al test del carbonio 14 l&#8217;et\u00e0 del telo era ricondotta al periodo compreso tra il 1260 e il 1390 (centrato sul 1325) con una fiducia del 95% che la vera et\u00e0 sia compresa in questo intervallo. \u00c8 interessante osservare che tale et\u00e0 coincide perfettamente con quella intorno alla quale compaiono le prime notizie storiche relative alla Sindone. Lo stesso cardinale Ballestrero afferm\u00f2: <\/p>\n<p><i>Penso non sia il caso di mettere in dubbio i risultati. E nemmeno \u00e8 il caso di rivedere le bucce agli scienziati se il loro responso non quadra con le ragioni del cuore.<\/i><\/p>\n<p>Ci si sarebbe aspettato che il test del radiocarbonio mettesse la parola fine alle discussioni relative all&#8217;autenticit\u00e0 della Sindone. Invece i sindonologi, ovvero quella curiosa categoria di studiosi che vorrebbero a tutti costi dimostrare l&#8217;autenticit\u00e0 del telo di Torino, hanno avanzato le ipotesi pi\u00f9 fantasiose per tirare acqua al proprio mulino. Le presunte prove a favore della loro tesi sono molteplici. Una di queste riguarda improbabili immagini di monetine sulle quali i sindonologi riuscirebbero addirittura a leggere la data del conio. In realt\u00e0 gli ingrandimenti spinti cui questi sindonologi hanno sottoposto le sbiadite immagini della Sindone consentono, con un po&#8217; di fantasia, di vedere tutto ci\u00f2 che si vuole vedere. Un&#8217;altra notizia che ebbe una certa risonanza riguarda il presunto ritrovamento di polline di piante esistenti duemila anni fa in Palestina e oggi estinte. In realt\u00e0 tali studi hanno suscitato non poche obiezioni. Molti sindonologi, infine, hanno messo in discussione i risultati del test del carbonio 14. Alcune di queste critiche denunciano eventuali errori metodologici nell&#8217;esecuzione del test. Tuttavia la seriet\u00e0 e la competenza dei laboratori che lo hanno eseguito le rendono quanto mai improbabili. Ulteriori critiche hanno ipotizzato altri fantasiosi meccanismi che spiegherebbero l&#8217;inaspettato ringiovanimento del celebre lenzuolo. Per taluni il ringiovanimento sarebbe dovuto a &#8220;inquinanti&#8221;, ovvero sporcizia estranea al telo. Anche questa obiezione risulta per\u00f2 completamente infondata, poich\u00e9 tutti i laboratori hanno ovviamente sottoposto le fibre di lino a energiche puliture, prima di procedere al test del radiocarbonio. Inoltre la quantit\u00e0 di sporcizia necessaria per ringiovanire di oltre mille anni il lenzuolo appare francamente eccessiva. Altri sindonologi, ancora pi\u00f9 fantasiosi, hanno ipotizzato che il processo di resurrezione di Ges\u00f9 Cristo abbia determinato un&#8217;emissione di neutroni che avrebbe variato la composizione del telo. A parte la totale gratuit\u00e0 di questa ipotesi, esperimenti condotti irradiando con neutroni teli di et\u00e0 nota hanno dimostrato la sua totale infondatezza. Infine, nel 1995, un biochimico russo di nome Dmitri Kouznetsov avanz\u00f2 l&#8217;ipotesi secondo la quale sarebbe stato l&#8217;incendio verificatosi nel 1532 a Chambery a ringiovanire la Sindone. L&#8217;alta temperatura generata dall&#8217;incendio, l&#8217;acqua usata per spegnerlo e l&#8217;argento della teca nella quale la Sindone era contenuta avrebbero favorito una reazione chimica che avrebbe permesso alle fibre di cellulosa del lenzuolo di fissare anidride carbonica dall&#8217;aria, contenente carbonio pi\u00f9 &#8220;giovane&#8221; di quello originale. In realt\u00e0 tale ipotesi presenta molti lati deboli che sono stati puntualmente evidenziati da molti altri ricercatori. Anche le numerose ipotesi ad hoc che Kouznetsov ha successivamente formulato per difendersi dalle obiezioni rivolte alla sua ipotesi non sembrano affatto convincenti. Ma il fatto pi\u00f9 clamoroso si \u00e8 avuto di recente. Il Prof. Gian Marco Rinaldi, dopo due anni di ricerche, ha messo in evidenza che Kouznetsov in realt\u00e0 non ha mai condotto alcun esperimento e che i risultati da lui pubblicati sono stati completamente inventati. In pratica il caso Kouznetsov \u00e8 un clamoroso episodio di frode scientifica (si veda il sito del CICAP alla pagina: <a href=\"http:\/\/www.cicap.org\/articoli\/at100965.htm\" target=\"_blank\">www.cicap.org\/articoli\/at100965.htm<\/a>, dove \u00e8 anche possibile accedere al voluminoso dossier realizzato da Gian Marco Rinaldi).<\/p>\n<p>In definitiva quindi, l&#8217;unico dato scientificamente attendibile e significativo riguardo la Sindone appare proprio il test della datazione con il carbonio 14 che dimostra inoppugnabilmente che si tratta di un falso medievale. Inoltre vi \u00e8 un altro indizio piuttosto convincente in tal senso. L&#8217;immagine riprodotta sulla Sindone non appare affatto deformata. Ora, se si trattasse realmente dell&#8217;impronta lasciata da un cadavere essa dovrebbe essere inevitabilmente deformata. Infatti, un telo che aderisce a una superficie tridimensionale come quella di un corpo umano, dovrebbe fornire un&#8217;immagine distorta di quest&#8217;ultimo. Quindi o l&#8217;immagine della Sindone \u00e8 stata dipinta o rappresenta, come \u00e8 stato ipotizzato da qualcuno, l&#8217;impronta di un bassorilievo appositamente preparato.<\/p>\n<p>Per ulteriori approfondimenti i lettori interessati possono vedere: L. Garlaschelli, <i>Processo alla Sindone<\/i>, Avverbi Roma 1998; C. Papini, <i>Sindone. Una sfida alla scienza e alla fede<\/i>, Claudiana, Torino 1998; V. Pesce Delfino, [i]E l&#8217;uomo cre\u00f2 la Sindone[\/i], Dedalo, Bari 1982. Il dossier sul caso Kouznetsov di Rinaldi \u00e8 inoltre stato pubblicato su Scienza &#038; Paranormale n. 43, anno X, maggio-giugno 2002.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[76],"tags":[],"class_list":["post-582","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-paranormale-e-religione"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/582","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=582"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/582\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=582"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=582"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=582"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}