{"id":553,"date":"2004-01-10T00:00:00","date_gmt":"2004-01-09T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"553","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/553\/","title":{"rendered":"Leggendo un testo sull&#8217;apnea,ho ritrovato la formula di Boyle pv=cost per dimostrare come il volume d&#8217;aria nei polmoni si riduca proporzionalmente alla profondit\u00e0 di immersione(quindi alla pressione)causando il blood shift che impedisce alla cassa toracica di implodere. Mi chiedevo come fosse possibile tutto ci\u00f2 visto che la cassa toracica \u00e8 evidentemente rigida e l&#8217;aria nei polmoni \u00e8 isolata dall&#8217;esterno perch&#038;eacute dovrebbe comprimersi? Inoltre mi pare che ci\u00f2 non accada ai sub, potendo disporre di aria in pressione,\u00e8 corretto? Tanto per rimanere in tema vorrei sapere come mai un apneista non necessita di tappe di decompressione, immagino che consumi tutto l&#8217;ossigeno disciolto nel sangue ma chiedo conferma.Grazie e complimenti"},"content":{"rendered":"<p>Il &#8220;blood shift&#8221; &#038;egrave uno spostamento del sangue che si verifica dalla periferia<br \/>\nverso i polmoni durante un&#8217;immersione in apnea. Maggiori info al riguardo<br \/>\npossono trovarsi qui: <a href=\"http:\/\/www.utrdivers.it\/articoli\/articolo01.html\" target=\"_blank\">www.utrdivers.it\/articoli\/articolo01.html<\/a> (su<br \/>\nquesto sito ci sono molti altri articoli tecnici interessanti sulle immersioni)<br \/>\nIl fenomeno si verifica in quanto la cassa toracica non &#038;egrave &#8220;evidentemente<br \/>\nrigida&#8221;.  In primo luogo, perch&#038;egrave la &#8220;cassa&#8221;, non &#038;egrave affatto chiusa ma &#038;egrave<br \/>\npiuttosto una &#8220;gabbia&#8221; e pertanto i polmoni vengono compressi dalle altre parti<br \/>\n&#8220;molli&#8221; limitrofe (addome, muscoli intercostali, etc). In secondo luogo, poi, le<br \/>\nossa sono comunque flessibili, entro un certo limite, e le forze in gioco sono<br \/>\nmolto elevate (ogni dieci metri di profondit&#038;aacute la pressione aumenta di circa 1kg<br \/>\nforza su ogni centimetro quadrato di superficie). Si veda anche questa risposta:<br \/>\n<a href=\"http:\/\/www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=2627\" target=\"_blank\">www.vialattea.net\/esperti\/php\/risposta.php?num=2627<\/a><br \/>\nPer quanto riguarda l&#8217;ipotesi sul sub, credo che (come ipotizzato nella domanda)<br \/>\nnon sperimenti il &#8220;blood shift&#8221; in quanto l&#8217;aria che entra nella sua cassa<br \/>\ntoracica &#038;egrave a pressione &#8220;locale&#8221; e non occorre nessuna compensazione.<br \/>\nInfine, per quanto riguarda la decompressione, il problema non &#038;egrave l&#8217;ossigeno<br \/>\n(che  si lega all&#8217;emogloblina e non si discioglie nel sangue) ma l&#8217;azoto. Le<br \/>\ntappe di decompressione servono ad evitare che l&#8217;azoto disciolto  nel sangue<br \/>\nvenga rilasciato nei vasi sanguigni piuttosto che nei polmoni. Il fenomeno<br \/>\ndell&#8217;embolia, che si verifica nel sangue di un sub in risalita senza le dovute<br \/>\ntappe di decompressione,  &#038;egrave simile all&#8217;apertura di una bottiglia di una bibita<br \/>\ngasata: la brusca diminuzione di pressione causa la rapida formazione di bolle<br \/>\ndi gas (nelle bibite tipicamente si tratta di anidride carbonica, nel sangue si<br \/>\ntratta di azoto). La quantit&#038;agrave di azoto che si discioglie nel sangue di<br \/>\nun&#8217;apneista &#038;egrave irrilevante e non sufficiente a causare il problema: sia perch&#038;eacute<br \/>\nsi tratta di pochi litri, sia perch&#038;eacute la durata di un&#8217;apnea &#038;egrave limitata e<br \/>\nl&#8217;azoto impiega un certo tempo a disciogliersi nel sangue (infatti un&#8217;immersione<br \/>\ncon autorespiratore ad aria ha dei limiti di  durata, oltrech&#038;eacute di profondit&#038;agrave)<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":186,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[53],"tags":[],"class_list":["post-553","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-termodinamica"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/186"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=553"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/553\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=553"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=553"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=553"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}