{"id":549,"date":"2004-03-05T00:00:00","date_gmt":"2004-03-04T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"549","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/549\/","title":{"rendered":"Ho letto da qualche parte che una teoria per essere vera deve essere falsificabile. Questo concetto non l&#8217;ho capito ed in ogni caso mi incuriosisce, mi potreste spiegare meglio ?"},"content":{"rendered":"<p>Mi permetto di rispondere alla domanda del lettore riportando per esteso un paragrafo del mio libro <i>Realt\u00e0 o illusione? Scienza, pseudoscienza e paranormale<\/i>, Edizioni Dedalo, Bari 1999.<br \/>\n&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-<\/p>\n<p><b>Il falsificazionismo di Karl Raimund Popper<\/b><\/p>\n<p>Karl Raimund Popper nacque e studi\u00f2 a Vienna. Ebbe contatti con i principali esponenti del Circolo di Vienna, ma non ne entr\u00f2 mai a far parte.<br \/>\nNel 1934 pubblic\u00f2 la sua <i>Logik der Forschung<\/i> (Logica della scoperta scientifica(1)) che rappresenta una critica radicale dell&#8217;epistemologia neopositivista, pur muovendo da posizioni a essa vicine.<br \/>\nPopper parte dalla constatazione (gi\u00e0 anticipata dal filosofo scozzese David Hume(2)) che \u00e8 impossibile giustificare logicamente un procedimento induttivo che, partendo dall\u2019esame di una somma finita di casi particolari, pretenda di raggiungere una conclusione universale. Tuttavia, se un numero finito di esempi non pu\u00f2 giustificare un&#8217;affermazione universale, \u00e8 sufficiente un solo controesempio per dimostrarne la falsit\u00e0.<br \/>\nSe io, ad esempio, affermo: <i>Tutti i cigni sono bianchi<\/i>, l\u2019osservazione di 100, 1000, 10000, ecc. cigni bianchi non mi permetter\u00e0 mai di essere assolutamente sicuro della verit\u00e0 della mia affermazione. Tuttavia \u00e8 sufficiente che io osservi un solo cigno nero, per dimostrare la falsit\u00e0 della mia affermazione universale.<br \/>\nCon queste argomentazioni Popper respinge il <i>principio di verificazione<\/i> (elaborato da Schlick) che rappresentava uno dei cardini del pensiero neopositivista. Al suo posto Popper propone il suo <i>principio di falsificabilit\u00e0<\/i>, secondo il quale una teoria \u00e8 scientifica solo se \u00e8 in grado di suggerire quali esperimenti e osservazioni potrebbero dimostrarla falsa. Popper condivide con i neopositivisti il ruolo che l\u2019esperienza deve giocare nell\u2019ambito della scienza: un&#8217;affermazione scientifica deve dire qualche cosa a proposito dell\u2019esperienza (Popper afferma che deve <i>mordere l\u2019esperienza<\/i>). Se un&#8217;affermazione non pu\u00f2 mai essere falsificata dall\u2019esperienza, vuol dire che non ha alcun rapporto con essa e, come tale, non pu\u00f2 essere considerata scientifica. Il principio di falsificabilit\u00e0 rappresenta pertanto un utile criterio di demarcazione tra ci\u00f2 che \u00e8 scientifico e ci\u00f2 che non lo \u00e8, ma pu\u00f2 essere mito, religione, metafisica, opinione personale, ideologia, ecc.<\/p>\n<p>Secondo Popper la scienza non si costruisce con metodo induttivo (come si pensava fin dai tempi di Francesco Bacone, nel XVI secolo), bens\u00ec attraverso successive falsificazioni. Il metodo <i>ipotetico-deduttivo<\/i> (o <i>abduzione<\/i>) proposto da Popper prevede l\u2019elaborazione di ipotesi che devono essere successivamente controllate dall\u2019esperienza. Le ipotesi che vengono falsificate dall\u2019esperienza vengono abbandonate, mentre quelle che superano il controllo vengono assunte come verit\u00e0 provvisorie, in quanto non si possono escludere a priori future falsificazioni.<br \/>\nIl metodo scientifico consiste quindi in una serie di tentativi ed errori (<i>trials and errors<\/i>), ovvero <i>congetture e confutazioni<\/i>(3).<\/p>\n<p>Le concezioni epistemologiche popperiane attribuiscono un grande valore allo sviluppo storico della scienza. Egli paragona la storia della scienza all\u2019evoluzione biologica darwiniana. Soltanto le teorie scientifiche che superano i controlli empirici sopravvivono, mentre le altre decadono. In tal senso la ricerca non ha mai fine, poich\u00e9 ogni affermazione scientifica ha un valore necessariamente provvisorio. Tuttavia, Popper non cade nel relativismo per ci\u00f2 che concerne i concetti di conoscenza e verit\u00e0. Egli assume posizioni realiste considerando la verit\u00e0 come corrispondenza tra teorie e fatti. Popper elabora, a tale proposito, la famosa teoria dei tre mondi. Il mondo1 \u00e8 quello delle cose materiali. Il mondo2 \u00e8 quello degli stati di coscienza soggettivi, ovvero i nostri pensieri. Il mondo3 \u00e8 infine costituito dai contenuti dei nostri pensieri. Esso consta di strutture \u201coggettive\u201d, nel senso che non dipendono dai nostri stati di coscienza e possono essere vere o false a seconda che corrispondano o no ai fatti e alle cose del mondo1. Il mondo3 rappresenta l\u2019eredit\u00e0 culturale dell\u2019umanit\u00e0 ed \u00e8 conservata in oggetti del mondo1 (libri, dischi, supporti magnetici o cellule celebrali).<\/p>\n<p>Al mondo3 non appartengono soltanto le teorie scientifiche, ma anche altre idee e concezioni, quali quelle metafisiche, mitiche e teologiche. Delle teorie non scientifiche non possiamo accertare il valore di verit\u00e0 o falsit\u00e0, tuttavia esse possono essere ricche di senso e significato e, in certi casi, addirittura utili alla scienza. Esse, infatti, possono suggerire la congetture da sottoporre ai successivi controlli empirici. A tale proposito, Popper cita l\u2019utilit\u00e0 delle teorie metafisiche dei filosofi presocratici (in particolare l\u2019atomismo) che hanno fornito utili contributi allo sviluppo del pensiero scientifico.<br \/>\nCon questa riabilitazione della metafisica, Popper si allontana ulteriormente dalle posizioni neopositiviste.<\/p>\n<p>Note:<\/p>\n<p>1)\tK.R. Popper, <i>Logica della scoperta scientifica<\/i>, Einaudi, Torino 1970;<br \/>\n2)\tQuesto argomento \u00e8 stato affrontato da D. Hume soprattutto nel suo <i>Treatise on Human Nature<\/i> (1739-1740), (trad. it. A cura di A. Carlini e E. Lacaldano, in: D. Hume, <i>Opere filosofiche<\/i>, vol.I, Laterza, Roma-Bari, 1993);<br \/>\n3)\t<i>Congetture e confutazioni<\/i> \u00e8 pure il titolo di un\u2019opera di Popper del 1962. Si veda la traduzione italiana in: K.R. Popper, <i>Congetture e confutazioni<\/i>, Il Mulino, Bologna 1972.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":209,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[41],"tags":[],"class_list":["post-549","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-domande-varie-filosofia-e-storia-della-scienza"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/209"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=549"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/549\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=549"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=549"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=549"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}