{"id":544,"date":"2004-03-01T00:00:00","date_gmt":"2004-02-29T23:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"544","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/544\/","title":{"rendered":"A cosa \u00e8 dovuto il caratteristico crepitio che si ode in prossimit\u00e0 dei tralicci elettrici"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il ronzio o crepitio che, specie nelle giornate umide, si<br \/>\n      sente in prossimit\u00e0 degli elettrodotti ad alta tensione<br \/>\n      \u00e8 dovuto al cosiddetto <b>effetto corona<\/b>, determinato<br \/>\n      dall&#8217;intenso campo elettrico presente nelle immediate vicinanze<br \/>\n      dei conduttori.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Tre sono gli aspetti da chiarire a proposito di questo fenomeno.<br \/>\n      <\/font><\/p>\n<ol><font size=\"2\" face=\"Verdana\">        <\/p>\n<li>\n<p>In cosa consiste esattamente l&#8217;<i>effetto corona<\/i> e<br \/>\n          perch\u00e9 si verifica.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Perch\u00e9 l&#8217;<i>effetto corona<\/i> produce un rumore<br \/>\n          udibile.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p>Come mai nei pressi dei conduttori degli elettrodotti si<br \/>\n          determina un campo elettrico cos\u00ec intenso e cosa si<br \/>\n          pu\u00f2 fare per evitarlo o ridurne le conseguenze.<\/p>\n<\/li>\n<p>      <\/font><\/ol>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<h2><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;effetto corona<\/font><\/h2>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;<b>effetto corona<\/b> consiste nella ionizzazione dell&#8217;aria<br \/>\n      presente in un sottile strato cilindrico (la <i>corona<\/i>, appunto)<br \/>\n      attorno ad un conduttore elettricamente carico. La causa del fenomeno<br \/>\n      \u00e8 l&#8217;intenso campo elettrico che in alcuni casi, come vedremo,<br \/>\n      si stabilisce in questa regione. La ionizzazione si determina<br \/>\n      quando il valore del campo elettrico supera una soglia detta<br \/>\n      <b>rigidit\u00e0 dielettrica<\/b> dell&#8217;aria, e si manifesta con una<br \/>\n      serie di scariche elettriche, che interessano unicamente la zona<br \/>\n      ionizzata e sono quindi circoscritte alla corona cilindrica in cui<br \/>\n      il valore del campo supera la rigidit\u00e0 dielettrica. Il fenomeno<br \/>\n      \u00e8, in piccolo, sostanzialmente equivalente alla generazione di<br \/>\n      <b>lampi<\/b> e <b>fulmini<\/b>, che si verificano proprio quando il<br \/>\n      campo elettrico dovuto alla differenza di potenziale tra nuvola e<br \/>\n      nuvola o tra nuvola e terreno supera la rigidit\u00e0<\/p>\n<p>      dielettrica.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<h2><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La rigidit\u00e0 dielettrica dell&#8217;aria<\/font><\/h2>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Si definisce <b>rigidit\u00e0 dielettrica<\/b> di un<br \/>\n      materiale isolante il massimo valore del campo elettrico che in esso<br \/>\n      pu\u00f2 essere presente senza che avvenga una scarica disruttiva.<br \/>\n      Tale valore dipende fortemente dal tipo e dalle condizioni fisiche ed<br \/>\n      ambientali del materiale.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">In molti materiali, la rigidit\u00e0 dielettrica indica il<br \/>\n      limite oltre il quale il campo elettrico applicato \u00e8 tanto<br \/>\n      intenso da rompere i dipoli elettrici presenti nel materiale<br \/>\n      (permanenti o indotti dal campo stesso), creando cos\u00ec<br \/>\n      una coppia di ioni.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nei gas come l&#8217;aria, l&#8217;esistenza di ioni preesistenti al campo<br \/>\n      elettrico (generati per esempio da radiazioni ionizzanti come i<br \/>\n      raggi ultravioletti o i raggi cosmici) mette a disposizione un<br \/>\n      altro meccanismo: il campo elettrico accelera gli ioni preesistenti,<br \/>\n      facendo loro acquisire energia cinetica. Se questa \u00e8<br \/>\n      sufficiente lo ione accelerato pu\u00f2, quando urta una molecola di gas,<br \/>\n      causarne la ionizzazione, dando cos\u00ec luogo ad un fenomeno<br \/>\n      noto come <b>moltiplicazione a valanga<\/b>. Siccome l&#8217;energia<br \/>\n      cinetica acquisita durante l&#8217;accelerazione cresce  non solo<br \/>\n      con l&#8217;intensit\u00e0 del campo elettrico, ma anche con il<br \/>\n      <i>libero cammino medio<\/i>  tra due urti (maggiore il cammino<br \/>\n      medio, maggiore il tempo a disposizione del campo elettrico per<br \/>\n      accelerare gli ioni), ne consegue che pi\u00f9 un gas \u00e8<\/p>\n<p>      rarefatto, pi\u00f9 questo meccanismo di moltiplicazione \u00e8<br \/>\n      efficace, pi\u00f9 basso \u00e8 quindi il valore della<br \/>\n      rigidit\u00e0 dielettrica.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Tirando le fila, risulta che la rigidit\u00e0 dielettrica<br \/>\n      dell&#8217;aria secca \u00e8 di circa <b>3 MV\/m<\/b> (inteso come valore<br \/>\n      continuo, oppure valore di picco in caso di campo alternato) e che<br \/>\n      questo valore <b>diminuisce sensibilmente<\/b> in montagna (per la<br \/>\n      maggior rarefazione dell&#8217;aria) e soprattutto <b>in presenza di<br \/>\n      umidit\u00e0 o inquinamento<\/b> (le goccioline di vapore o<br \/>\n      alcune particelle inquinanti funzionano infatti come <i>attrattori<\/i><\/p>\n<p>      ed <i>agglutinatori<\/i> degli ioni).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Tornando agli elettrodotti, una situazione particolarmente<br \/>\n      critica si ha in corrispondenza degli <b>isolatori<\/b> (quei<br \/>\n      dispositivi di vetro o porcellana che permettono di collegare<br \/>\n      meccanicamente i cavi ai tralicci, preservando l&#8217;isolamento<br \/>\n      elettrico), perch\u00e9 questi, se sporchi o bagnati, possono<br \/>\n      favorire sensibilmente l&#8217;innesco di scariche. Ci\u00f2 rende<br \/>\n      conto del fatto che presso i tralicci sia in genere pi\u00f9<br \/>\n      facile che lungo le linee avvertire il rumore associato<br \/>\n      all&#8217;effetto corona. Il problema \u00e8 ovviamente pi\u00f9<\/p>\n<p>      evidente in zone industriali o comunque ad elevato inquinamento<br \/>\n      atmosferico.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<h2><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;origine del rumore<\/font><\/h2>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;effetto corona, attraverso la ionizzazione dell&#8217;aria e<br \/>\n      l&#8217;innesco di scariche elettriche, ha numerose conseguenze<br \/>\n      avvertibili.<br \/>\n      <\/font><\/p>\n<ul><font size=\"2\" face=\"Verdana\">        <\/p>\n<li>\n<p><b>Riscaldamento e debole luminescenza<\/b>. Questi effetti<br \/>\n          producono perdite di energia che diminuiscono il rendimento<br \/>\n          della linea elettrica.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><b>Produzione di ozono<\/b>, come sempre avviene in presenza<br \/>\n         di scariche o scintille in aria.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><b>Distorsione della forma d&#8217;onda<\/b>. Nelle linee a corrente<br \/>\n          alternata la dissipazione di energia non avviene con<br \/>\n          continuit\u00e0, ma solamente negli intervalli in cui,<br \/>\n          ad ogni semiperiodo, l&#8217;intensit\u00e0 del campo supera in<br \/>\n          valore assoluto la rigidit\u00e0 dielettrica dell&#8217;aria. Si<br \/>\n          producono allora deformazioni dell&#8217;onda di tensione, che perde<br \/>\n          le sue caratteristiche perfettamente sinusoidali per l&#8217;insorgere<br \/>\n          di armoniche.<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><b>Disturbi alle telecomunicazioni<\/b>. Le scariche producono<br \/>\n          segnali spur\u00ee ad alta frequenza che possono disturbare<br \/>\n          le telecomunicazioni. In relazione alla caratteristica<br \/>\n          forma dello spettro corona, la cui ampiezza si riduce sensibilmente<br \/>\n          al crescere della frequenza, tali disturbi interessano soprattutto<br \/>\n          le frequenze relative alle trasmissioni radiofoniche o al pi\u00f9<br \/>\n          alle trasmissioni televisive nei canali bassi della banda VHF.<\/p>\n<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p><b>Effetto acustico<\/b>. Il rumore a cui si riferisce la<br \/>\n          domanda \u00e8 senza dubbio, tra tutti i fenomeni conseguenti<br \/>\n          all&#8217;effetto corona, uno dei pi\u00f9 complessi. Sostanzialmente,<br \/>\n          esso ha origine dalle onde di pressione generate dal riscaldamento<br \/>\n          prodotto dalla ionizzazione e dalle scariche nella corona.<br \/>\n          Esso si manifesta con il caratteristico &#8220;crepitio&#8221; tipico<br \/>\n          di ogni scarica elettrica. Nelle linee a corrente alternata, dove<br \/>\n          il campo elettrico si inverte di polarit\u00e0 passando per lo<br \/>\n          zero 100 volte al secondo, anche i fenomeni di ionizzazione si<br \/>\n          innescano e disinnescano con questa cadenza. Ci\u00f2 d\u00e0<br \/>\n          luogo ad una modulazione delle onde di pressione, per cui al crepitio<br \/>\n          si aggiunge, nel rumore avvertibile, anche un &#8220;ronzio&#8221;<\/p>\n<p>          a bassa frequenza.<\/p>\n<\/p>\n<\/li>\n<p><\/font><\/ul>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<h2><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il campo elettrico nei pressi di un conduttore<\/font><\/h2>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/corona\/corona1.png\" alt=\"\"\/><\/td>\n<td>\n<p>Per determinare quantitativamente l&#8217;intensit\u00e0 del<br \/>\n          campo elettrico nei pressi di un conduttore carico si pu\u00f2<\/p>\n<p>          prendere in considerazione l&#8217;esempio mostrato in figura, semplice<br \/>\n          ma didatticamente completo, nel quale un conduttore rettilineo<br \/>\n          indefinito orizzontale (perpendicolare al piano del disegno) di<br \/>\n          diametro <b>2a<\/b>, sospeso ad una altezza <b>h<\/b> dal terreno,<br \/>\n          \u00e8 mantenuto  ad un potenziale <b>V<\/b> rispetto al  terreno<br \/>\n          stesso, assunto come riferimento di potenziale nullo.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Svolgendo un semplice esercizio di elettrostatica elementare,<br \/>\n      di cui si omettono per brevit\u00e0 i dettagli, \u00e8<\/p>\n<p>      possibile determinare la densit\u00e0 di carica per unit\u00e0 di<br \/>\n      lunghezza <b>&#961;<\/b> che si stabilisce sul conduttore<br \/>\n      (nella formula &#8220;ln&#8221; indica il logaritmo naturale):<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><center><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/corona\/corona2.png\" alt=\"\"\/><\/font><\/center><br \/>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">e, da questa, l&#8217;intensit\u00e0 <b>E<\/b> del campo elettrico in<br \/>\n      qualunque punto dello spazio. Tale intensit\u00e0 raggiunge il<br \/>\n      valore massimo alla superficie del conduttore dove, nell&#8217;ipotesi<br \/>\n      realistica che sia <b>a &lt;&lt; h<\/b>, si trova:<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><center><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/corona\/corona3.png\" alt=\"\"\/><\/font><\/center><br \/>\n<font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La relazione trovata indica chiaramente che il campo elettrico<br \/>\n      alla superficie del conduttore \u00e8 tanto maggiore quanto<br \/>\n      minore \u00e8 il raggio del conduttore stesso. Per esempio,<br \/>\n      se prendiamo in considerazione la massima tensione di esercizio<br \/>\n      degli elettrodotti italiani (<b>310 kV<\/b> di picco tra fase e terreno)<br \/>\n      otteniamo un campo elettrico di picco di <b>4.08 MV\/m<\/b> con un raggio<br \/>\n      <b>a = 1 cm<\/b> e di <b>1.03 MV\/m<\/b> con un raggio di <b>a = 5 cm<\/b>,<br \/>\n      ipotizzando una altezza <b>h = 10 m<\/b> da terra. (Il calcolo \u00e8<\/p>\n<p>      fatto in configurazione monofase; in configurazione trifase si<br \/>\n      otterrebbero valori leggermente diversi, ma la sostanza sarebbe la<br \/>\n      stessa).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">      <\/p>\n<table>\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" src=\"..\/..\/esperti\/fis\/corona\/corona4.jpg\" alt=\"\"\/><\/td>\n<td>\n<p>L&#8217;effetto corona ha, come si \u00e8 visto, numerose<br \/>\n          conseguenze indesiderate ma, fortunatamente, \u00e8 controllabile<br \/>\n          in modo abbastanza agevole in fase di progetto. Le tecniche<br \/>\n          in tal senso mirano alla diminuzione del campo elettrico massimo<br \/>\n          nei pressi dei conduttori, aumentando il raggio degli stessi fino a<br \/>\n          valori che scongiurino l&#8217;effetto corona anche nelle condizioni<br \/>\n          di pressione ed umidit\u00e0 pi\u00f9 svantaggiose.<\/p>\n<p>Per motivi economici, quando la sezione necessaria a questo<br \/>\n          scopo risulta eccessiva in relazione alla corrente elettrica da<br \/>\n          trasportare, si preferisce adottare la tecnica dei <b>conduttori<br \/>\n          a fascio<\/b>. In questo caso, per ciascuna fase dell&#8217;elettrodotto<br \/>\n          vengono utilizzati due (<i>fascio binato<\/i>, vedi foto) oppure<br \/>\n          tre (<i>fascio trinato<\/i>) conduttori allo stesso potenziale,<br \/>\n          mantenuti ad una certa distanza uno dall&#8217;altro. Si ottiene<br \/>\n          cos\u00ec un conduttore di grande <b>raggio equivalente<\/b><br \/>\n          (dal punto di vista del campo elettrico), mantenendo relativamente<br \/>\n          bassa la quantit\u00e0 di metallo necessaria e quindi il costo.<br \/>\n          Una possibile alternativa consiste nell&#8217;utilizzare conduttori<br \/>\n          internamente cavi.<\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>      <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Con provvedimenti di questo tipo si riesce, di regola, a<br \/>\n      prevenire l&#8217;effetto corona nelle condizioni operative normali<br \/>\n      degli elettrodotti, per cui il rumore ad esso associato non<br \/>\n      si ode lungo le linee se non nelle giornate molto umide o<br \/>\n      piovose. Pi\u00f9 facile \u00e8 invece avvertirlo nei<br \/>\n      pressi dei tralicci, per i motivi legati alla sporcizia e<br \/>\n      all&#8217;umidit\u00e0 sugli isolatori, a cui si pu\u00f2<br \/>\n      porre rimedio solo con frequenti e onerosi interventi di<br \/>\n      pulitura e manutenzione.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":149,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[45],"tags":[],"class_list":["post-544","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-elettromagnetismo"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/544","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/149"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=544"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/544\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=544"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=544"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=544"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}