{"id":48,"date":"2001-10-11T00:00:00","date_gmt":"2001-10-10T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"48","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/48\/","title":{"rendered":"Come posso fare per realizzare una cella a idrogeno di potenza utile con acido fosforico ?\r\nIn particolare, vorrei sapere come avviene la combustione controllata all&#8217; interno, ovvero se deve essere innescata con fiamma o, \u00e8 una ossidazione in un catalizzatore ?"},"content":{"rendered":"<p align=\"justify\">Le celle a combustibile ad acido fosforico sono particolari<br \/>\n        celle dove l\u2019elettrolita \u00e8 una soluzione concentrata di acido<br \/>\n        fosforico. Il combustibile impiegato \u00e8 l\u2019idrogeno e l\u2019ossidante<br \/>\n        \u00e8 l\u2019ossigeno.<\/p>\n<p align=\"justify\">Fisicamente la cella ad acido fosforico \u00e8 costituita<br \/>\n        da due elettrodi di carbonio porosi su cui \u00e8 stato depositato il<br \/>\n        catalizzatore (in genere platino). I due elettrodi sono collegati fra<br \/>\n        di loro da un circuito esterno che preleva corrente e separati da uno<br \/>\n        strato di elettrolita. Nel caso delle celle ad acido fosforico l\u2019elettrolita<br \/>\n        (acido concentrato) \u00e8 mescolato ad una matrice di teflon, silice<br \/>\n        o carburo di silicio che funge da supporto. In generale la funzione dell\u2019elettrolita<br \/>\n        \u00e8 quella di chiudere il circuito permettendo il trasporto di ioni<br \/>\n        ma non di elettroni, in quanto questi scorrono nel circuito esterno come<br \/>\n        in una pila (v.figura).<\/p>\n<p align=\"center\"><font face=\"Courier New, monospace\"><font size=\"2\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"435\" height=\"282\" border=\"0\" align=\"bottom\" name=\"G1: Image8\" src=\"..\/..\/esperti\/chim\/cellecomb2\/svdncdne.jpg\" alt=\"\"\/><\/font><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\">Guardando nel dettaglio come funziona la cella:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">Il combustibile (idrogeno) viene immesso in uno dei due<br \/>\n        compartimenti della cella (dove avviene l\u2019ossidazione o Anodo). A<br \/>\n        contatto col catalizzatore avviene la reazione:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">H<sub>2<\/sub> -&gt; 2H<sup>+<\/sup> + 2e<sup>&#8211;<\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">Gli elettroni (e<sup>&#8211;<\/sup>) scorrono attraverso il circuito<br \/>\n        esterno fino all\u2019altro elettrodo. In questo compartimento (dove avviene<br \/>\n        la riduzione o Catodo) viene immesso ossigeno. L\u2019ossigeno subisce<br \/>\n        il processo di riduzione:<\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">\u00bd O<sub>2<\/sub> + 2e<sup>&#8211;<\/sup> -&gt; O<sup>2-<\/sup><\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\"><u>Questo flusso di elettroni dall\u2019anodo al catodo<br \/>\n        \u00e8 la corrente che pu\u00f2 essere prelevata dalla pila.<\/u><\/p>\n<p align=\"justify\">Appena prodotti, gli ioni O<sup>2-<\/sup> si legano con<br \/>\n        2 ioni H<sup>+<\/sup> che provengono dall\u2019elettrolita acido e che<br \/>\n        possono attraversare l\u2019elettrodo poroso. Si produce cos\u00ec acqua<br \/>\n        che viene rimossa come vapore dal semplice flusso di ossigeno. Gli ioni<br \/>\n        H<sup>+<\/sup> ceduti dall\u2019elettrolita vengono recuperati prelevando<br \/>\n        quelli che si erano formati all\u2019anodo dall\u2019H<sub>2<\/sub>. In<br \/>\n        dettaglio lo schema dei processi in questa cella \u00e8 rappresentato<br \/>\n        in figura.<\/p>\n<p align=\"center\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"310\" height=\"247\" border=\"0\" align=\"bottom\" name=\"G2: http:\/\/www.dodfuelcell.com\/gifs\/figure3\" src=\"..\/..\/esperti\/chim\/cellecomb2\/svdncdnf.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p align=\"center\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">Come visto non esiste alcuna necessit\u00e0 di innescare<br \/>\n        la reazione con fiamme o scintille poich\u00e9 la reazione \u00e8<br \/>\n        catalizzata dal platino. Tuttavia la temperatura di esercizio deve rimanere<br \/>\n        piuttosto alta (circa 190 \u00b0C per le celle ad acido fosforico) per<br \/>\n        tre motivi principali:<\/p>\n<ol>\n<li>\n<p align=\"justify\">L\u2019acqua prodotta deve poter essere rimossa, e<br \/>\n            questo richiede temperature non inferiori a 100 \u00b0C<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Il catalizzatore permette le due reazioni a temperature<br \/>\n            relativamente basse, ma la sua temperatura di esercizio \u00e8 comunque<br \/>\n            piuttosto alta rispetto alla temperatura ambiente<\/p>\n<\/li>\n<li>\n<p align=\"justify\">Per aumentare la conducibilit\u00e0 di soluzioni<br \/>\n            concentrate di acido fosforico servono temperature piuttosto elevate.<\/p>\n<\/li>\n<\/ol>\n<p>Il successo delle celle ad acido fosforico risiede nella bassa temperatura<br \/>\n        di esercizio se paragonate alle celle a carbonato fuso (650 \u00b0C) o<br \/>\n        ceramiche (1000 \u00b0C) e al relativo basso costo dei materiali. La temperatura<br \/>\n        di esercizio resta comunque sufficientemente alta da permettere una tolleranza<br \/>\n        al monossido di carbonio (CO, prodotto al catodo e che potrebbe avvelenare<br \/>\n        il catalizzatore) fino all\u20191,5 %. Queste celle sono state perfezionate<br \/>\n        soprattutto dall\u2019esercito degli Stati Uniti negli anni \u201960 e<br \/>\n        quindi sviluppate per usi civili durante gli anni della crisi petrolifera<br \/>\n        (\u201970). Oggi esistono diversi impianti di produzione di elettrict\u00e0<br \/>\n        sia mobili (autotrazione) che fissi (corrente per edifici). La necessit\u00e0<br \/>\n        di un riscaldamento preliminare della batteria rende tuttavia limitata<br \/>\n        la loro utilit\u00e0 per il trasporto privato su autoveicoli.<\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<h1>Celle a combustibile: qualche dettaglio<\/h1>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\">La domanda richiede una piccola introduzione. Una reazione<br \/>\n        di combustione \u00e8 una reazione di ossidazione dove una sostanza<br \/>\n        combustibile (riducente) viene ossidata da ossigeno impiegato come comburente<br \/>\n        (ossidante). Ogni reazione spontanea parte da reagenti con un alto contenuto<br \/>\n        energetico per produrre prodotti a basso contenuto energetico. Questa<br \/>\n        differenza di energia viene liberata nel corso della reazione e prende<br \/>\n        il nome di bilancio termico della reazione o Entalpia. Parte di questa<br \/>\n        energia prende il nome di Energia Libera e pu\u00f2 essere convertita<br \/>\n        in lavoro, ad esempio in lavoro meccanico o lavoro elettrico per fare<br \/>\n        funzionare un motore e cos\u00ec via. Una parte di questa energia resta<br \/>\n        vincolata alla reazione, non pu\u00f2 essere convertita il lavoro e<br \/>\n        si disperde sotto forma di calore. Tuttavia, la maggiore difficolt\u00e0<br \/>\n        \u00e8 quella di produrre dispositivi (es. motori) in grado di trasformare<br \/>\n        la maggior quantit\u00e0 di energia libera in lavoro. Se non tutta l\u2019energia<br \/>\n        libera viene convertita il lavoro, la restante quantit\u00e0 va ad aggiungersi<br \/>\n        all\u2019energia vincolata e quindi viene dispersa. <\/p>\n<p align=\"justify\">Facciamo un esempio: se bruciamo una certa quantit\u00e0<br \/>\n        di benzina avremo lo sviluppo di fiamme con produzione di calore. In questo<br \/>\n        caso tutta l\u2019energia libera \u00e8 andata dispersa. Se facciamo<br \/>\n        avvenire la stessa cosa in un motore a scoppio, la combustione della benzina<br \/>\n        servir\u00e0 per alimentare un ciclo espansione-compressione in un cilindro,<br \/>\n        e quindi per produrre lavoro e far muovere l\u2019auto. <\/p>\n<p align=\"justify\">Il punto \u00e8 che l\u2019efficienza dei motori a scoppio<br \/>\n        \u00e8 circa del 30%, ovvero solo il 30% dell\u2019energia libera viene<br \/>\n        convertita in lavoro. <\/p>\n<p align=\"justify\">La tecnologia delle celle a combustibile ha cercato di<br \/>\n        superare questo problema pensando di fare avvenire la combustione del<br \/>\n        combustibile non a diretto contatto del comburente provocando una detonazione<br \/>\n        come nei normali motori, ma in maniera pi\u00f9 controllata. Controllare<br \/>\n        questa reazione significa farla avvenire senza dispersione di energia<br \/>\n        sotto forma di attriti pistone-cilindro o come dispersione termica verso<br \/>\n        le parti meccaniche ecc. <\/p>\n<p align=\"justify\">Le celle a combustibile sono dispositivi dove l\u2019ossidazione<br \/>\n        del combustibile e la riduzione del comburente avvengono in due compartimenti<br \/>\n        separati. In ognuno di questi vi \u00e8 un catalizzatore (platino),<br \/>\n        e i due catalizzatori sono collegati fra loro da un circuito in cui fluiscono<br \/>\n        gli elettroni trasferiti da combustibile a comburente mentre avviene la<br \/>\n        reazione. Questo flusso di elettroni \u00e8 bilanciato da un flusso<br \/>\n        di cariche positive attraverso l\u2019elettrolita che separa i due compartimenti.<br \/>\n        Gli elettroliti impiegati vanno da sali fusi a materiali polimerici, a<br \/>\n        materiali ceramici. <\/p>\n<p align=\"justify\">Anche se si tratta di reazioni catalizzate, il flusso di<br \/>\n        cariche sia nel circuito esterno che nell\u2019elettrolita genera una<br \/>\n        parziale dispersione di energia, cos\u00ec come ne disperdono alcuni<br \/>\n        processi microscopici sul catalizzatore stesso. Pertanto, l\u2019efficienza<br \/>\n        delle celle a combustibile si attesta su valori dal 40 al 50%, e che comunque<br \/>\n        sono sensibilmente pi\u00f9 elevati che per i motori a scoppio.<\/p>\n<p align=\"justify\">Le limitazioni all\u2019uso delle celle a combustibile<br \/>\n        rispetto a motori a scoppio sono l\u2019alto costo dei materiali, la necessit\u00e0<br \/>\n        di sistemi di sicurezza per lo stoccaggio dell\u2019idrogeno o di altri<br \/>\n        combustibili, l\u2019elevata temperatura di esercizio, la necessit\u00e0<br \/>\n        di sistematica manutenzione e il peso. Tutti questi dettagli rendono le<br \/>\n        celle a combustibile un prodotto di alta tecnologia, che esclude la possibilit\u00e0<br \/>\n        di una loro produzione su scala artigianale o semi-industriale. Tuttavia,<br \/>\n        per quanto non competitive per l\u2019autotrazione, il loro basso impatto<br \/>\n        ambientale le rende adatte per la produzione di energia ad esempio per<br \/>\n        uso civile in edifici. <\/p>\n<p align=\"justify\">\n      <\/p>\n<p align=\"justify\"><b>Bibliografia:<\/b><\/p>\n<p align=\"justify\"><font color=\"#0000ff\"><u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.dodfuelcell.com\/fcdescriptions.html\">http:\/\/www.dodfuelcell.com\/fcdescriptions.html<\/a><\/u><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font color=\"#0000ff\"><u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.h2fc.com\/defaultIE4.html\">http:\/\/www.h2fc.com\/defaultIE4.html<\/a><\/u><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font color=\"#0000ff\"><u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/americanhistory.si.edu\/csr\/fuelcells\/phos\/pafcmain.htm\">http:\/\/americanhistory.si.edu\/csr\/fuelcells\/phos\/pafcmain.htm<\/a><\/u><\/font><\/p>\n<p align=\"justify\"><font color=\"#0000ff\"><u><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.aei.it\/museo\/mp1_pcge.htm\">http:\/\/www.aei.it\/museo\/mp1_pcge.htm<\/a><\/u><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":280,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[36],"tags":[],"class_list":["post-48","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-come-fare-per"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/280"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=48"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/48\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=48"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=48"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=48"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}