{"id":4302,"date":"2007-01-08T00:00:00","date_gmt":"2007-01-08T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4302","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4302\/","title":{"rendered":"Massicce eruzioni da una stella mastodontica"},"content":{"rendered":"<p>Le immagini fornite dal telescopio spaziale Hubble e combinate con quelle ottenute dal telescopio terrestre Keck, alle Hawaii, mostrano che la perdita di massa di una delle pi\u00f9 massicce stelle del cielo \u00e8 molto pi\u00f9 complessa di quanto ci si aspettasse.<\/p>\n<p>La stella VY Canis Majoris \u00e8 una supergigante rossa classificata anzi come iper-gigante, a causa della sua straordinaria luminosit\u00e0. Questo astro sta attraversando una fase piuttosto tormentata, con potenti eruzioni che hanno formato attorno ad esso anelli, archi e noduli di materia che si sta allontanando in direzioni diverse e a differenti velocit\u00e0.<br \/>Nel corso dell&#8217;ultimo millennio la stella ha avuto parecchie eruzioni e si sta avvicinando alla fine della propria vita.<\/p>\n<p>L&#8217;astro, che \u00e8 sotto osservazione da pi\u00f9 di un secolo, dista 5000 anni-luce dalla Terra, \u00e8 500.00 volte pi\u00f9 luminoso del Sole e 30-40 volte pi\u00f9 massiccio. E&#8217; talmente grande che se fosse messo al posto del Sole, inghiottirebbe tutti i pianeti fino a Saturno.<\/p>\n<p>Un gruppo di astronomi gudato da Roberta Humphreys ha puntato il telescopio spaziale su VY Canis Majoris con l&#8217;obiettivo di misurare con la massima precisione la velocit\u00e0, la direzione dei getti di materia e &#8211; se possibile &#8211; la polarizzazione della luce, che indica la presenza di polveri. Combinando i dati con quelli ottenuti dal telescopio Keck \u00e8 possibile addirittura una ricostruzione tridimensionale della scena.<\/p>\n<p>&#8220;Pensavamo che la perdita di massa in una supergigante rossa fosse un semplice flusso uniforme e sferico, ma in questa stella troviamo qualcosa di molto pi\u00f9 complesso&#8221;, afferma il responsabile del gruppo di astronomi.<br \/>VY Canis Majoris sta emettendo enormi quantit\u00e0 di materia ad un ritmo forsennato e quindi \u00e8 una stella importantissima per capire la perdita di massa nelle stelle supermassicce.<br \/>Durante le eruzioni la stella perde circa 10 volte pi\u00f9 massa di quanto non ne perda normalmente.<\/p>\n<p>Le immagini hanno mostrato per la prima volta la complessit\u00e0 della materia espulsa dalla stella. Appare evidente che gli archi ed i noduli sono comparsi in tempi diversi. L&#8217;orientazione dei getti \u00e8 casuale e questo potrebbe indicare che derivano da esplosioni che avvengono in regioni attive della superficie della stella.<br \/>Lo stesso fenomeno accade sul nostro Sole, ma chiaramente su scala molto minore. A volte dalle zone attive associate alle macchie solari vengono emessi violenti getti di materia che da Terra appaiono come bellissime protuberanze.<br \/>L&#8217;energia che alimenta questi fenomeni \u00e8 fornita dall&#8217;enorme campo magnetico locale.<br \/>L&#8217;intensit\u00e0 del campo magnetico che \u00e8 stata misurata su VY Canis Majoris \u00e8 compatibile con quella richiesta per accendere le eruzioni che stiamo osservando.<\/p>\n<p>I dati spettroscopici ottenuti da terra danno ulteriori indizi sul movimento e l&#8217;origine dei getti. Essi si stanno allontanando dalla stella a differenti velocit\u00e0, confermando che si sono verificati in tempi diversi e da luoghi diversi della stella.<br \/>I dati precisi delle velocit\u00e0 servono anche a ricostruire quando sono avvenute le eruzioni. I materiali che vediamo pi\u00f9 esterni sono stati espulsi circa 1000 anni fa, mentre un nodulo nei pressi della stella potrebbe essere stato emesso solo 50 anni fa.<\/p>\n<p>&#8220;Probabilmente stiamo catturando una fase molto breve della vita di una stella massiccia&#8221; afferma la Humphreys. &#8220;E&#8217; possibile che tutte le supergiganti rosse sperimentino questi fenomeni di massiccia perdita di materia&#8221;.<\/p>\n<p>La tipica fase di supergigante rossa dura circa 500 milioni di anni. Una stella massiccia diventa una supergigante rossa verso la fine della sua vita, quando esaurisce l&#8217;idrogeno nel suo nucleo. Per questo il nucleo collassa e si riscalda rapidamente, causando una violenta espansione degli strati esterni, fino a 100 volte il diametro iniziale.<br \/>In questa fase comincia una drammatica perdita di materia. VY Canis Majoris ha probabilmente gi\u00e0 perso met\u00e0 della sua massa originaria ed \u00e8 destinata a finire in un botto tremendo: una supernova.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<table cellpadding=\"9\" bgcolor=\"#dddddd\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\n<p>Per approfondire:<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" vspace=\"7\" hspace=\"7\" align=\"left\" src=\"http:\/\/www.astro.uu.se\/~bf\/movie\/dst35gm04n26\/st35gm04n26_I1brm_thumb.jpg\" alt=\"\"\/>Una bellissima simulazione di come dovrebbe apparire una supergigante rossa, con i moti convettivi in superficie.<br \/>\n<a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/www.astro.uu.se\/~bf\/movie\/dst35gm04n26\/movie.html\">http:\/\/www.astro.uu.se\/~bf\/movie\/dst35gm04n26\/movie.html<\/a>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5686,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-4302","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stelle-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4302","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4302"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4302\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5686"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4302"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4302"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4302"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}