{"id":4294,"date":"2006-08-17T00:00:00","date_gmt":"2006-08-17T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4294","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4294\/","title":{"rendered":"HST scorge la pi\u00f9 debole stella di un ammasso globulare"},"content":{"rendered":"<p>Il telescopio spaziale Hubble ha scrutato l&#8217;ammasso globulare NGC 6397 alla ricerca delle sue stelle pi\u00f9 deboli.<br \/>Gli ammassi globulari sono agglomerati densissimi di centinaia di migliaia di stelle e si trovano nell&#8217;alone di tutte le galassie.<br \/>Si ritiene che questi ammassi siano oggetti molto antichi: probabilmente si sono formati subito dopo il big bang, vale a dire circa 13 miliardi di anni fa. NGC 6397 \u00e8 uno degli ammassi globulari pi\u00f9 vicini al nostro pianeta.<\/p>\n<p>Nell&#8217;Universo esistono stelle di taglia diversa. Il nostro Sole, per quanto grande in confronto alla Terra \u00e8 una stella media. Esistono per\u00f2 stelle giganti, fino a 40 volte pi\u00f9 massicce del Sole e stelle nane, che invece hanno una frazione della sua massa. Le nane per\u00f2 non possono essere piccole a piacere: per essere considerate stelle devono risplendere di luce propria, vale a dire produrre energia nel loro nucleo per mezzo di rezioni termonucleari stabili. Gli astrofisici teorici hanno individuato una taglia minima pari all&#8217;8 percento della massa solare, ovvero circa 80 volte la massa di Giove.<\/p>\n<p>Per mettere alla prova la teoria, un gruppo di astronomi guidato da Harvey Richer della University of British Columbia ha studiato l&#8217;ammasso globulare pi\u00f9 vicino. Il motivo \u00e8 presto detto: a causa della veneranda et\u00e0 dell&#8217;ammasso, i corpi che non sono riusciti ad accendere le reazioni nucleari saranno gi\u00e0 spenti, mentre invece le stelle ordinarie splenderanno con luce pi\u00f9 o meno potente, a seconda della loro massa.<br \/>Studiando la distribuzione della luminosit\u00e0 delle stelle dell&#8217;ammasso, o meglio ancora, costruendone <a href=\"http:\/\/www.google.it\/url?sa=t&amp;ct=res&amp;cd=1&amp;url=http%3A%2F%2Fit.wikipedia.org%2Fwiki%2FDiagramma_Hertzsprung-Russell&amp;ei=KYWvRYmdK46Y-QKx-KAZ&amp;usg=__JJbV_LikRmMiVZaeUXGPsvQjzd8=&amp;sig2=iC22Nui7_Wh9ACI3rO1q2w\" target=\"_blank\">il diagramma H-R<\/a>, si dovrebbe vedere una chiara interruzione del diagramma, corrispondente al limite inferiore della taglia stellare. <\/p>\n<p>Ebbene, Harvey ha annunciato di avere ottenuto questo risultato nel corso della assemblea generale dell&#8217;IAU a Praga. HST con una posa della durata di 5 giorni (!)  ha proprio raggiunto le pi\u00f9 deboli stelle dell&#8217;ammasso.<br \/>Tanto per dare un&#8217;idea di quanto \u00e8 fioca la luce che proviene da queste stelle, si deve immaginare una candela posta alla distanza della Luna. <\/p>\n<p>La Advanced Camera for Surveys ha completato il censimento di due distinte popolazioni stellari in NGC 6397: le debolissime nane rosse che bruciano idrogeno nel loro nucleo, come fa il Sole, e le nane bianche, ovvero i resti ancora caldi di stelle di taglia normale che andranno lentamente a spegnersi.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" vspace=\"7\" align=\"left\" halign=\"7\" src=\"2006\/ngc_6397_bis.jpg\" alt=\"\"\/>E&#8217; interessante chiedersi come abbiano fatto gli astronomi a distinguere le stelle dell&#8217;ammasso da quelle della nostra galassia, che sono sovrapposte solo per effetto di prospettiva.<br \/>Queste intruse possono inquinare le statistiche a tal punto da rendere non credibile l&#8217;analisi.<br \/>Ebbene, si \u00e8 sfruttato il fatto che le stelle dell&#8217;ammasso si muovono tutte in gruppo, quindi, rispetto ad una foto d&#8217;archivio risalente a qualche decina di anni fa, si saranno spostate in blocco.<br \/>Naturalmente per la nostra scala temporale il movimento \u00e8 quasi impercettibile: solo 3 pixel. E&#8217; bastato allora passare al setaccio le stelle nell&#8217;immagine e considerare solo quelle che mostravano tale movimento.<\/p>\n<p>La regione contrassegnata dalla A \u00e8 stata scelta quale confine per discriminare le stelle dell&#8217;ammasso (gruppo a sinistra) dalle stelle di campo (gruppo a destra).<\/p>\n<p>Nel grafico seguente si pu\u00f2 vedere il diagramma H-R complessivo (a sinistra) e quello filtrato.<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" src=\"2006\/ngc_6397.jpg\" alt=\"\"\/><\/p>\n<p>La due popolazioni si vedono nettamente nel diagramma HR riportato a destra: le stelle ordinarie stanno nella sequenza principale (la traccia pi\u00f9 lunga) mentre le nane bianche stanno nella traccia pi\u00f9 piccola, parallela.<\/p>\n<p>Un altro interessante risultato ottenuto riguarda l&#8217;estremo inferiore della traccia delle nane bianche. Le teorie prevedono che la luce di queste stelle diventi sempre pi\u00f9 rossa a mano a mano che la temperatura scende. Per\u00f2 quando si raggiungono i 4000 K si formano molecole di idrogeno che assorbono efficacemente la luce rossa. Di conseguenza esse virano verso l&#8217;azzurro. Quella specie di uncino nel diagramma H-R delle nane bianche, mai osservato prima, conferma la teoria in modo spettacolare.<\/p>\n<p>Conoscere bene le nane bianche \u00e8 cruciale per determinare l&#8217;et\u00e0 dell&#8217;Universo. Infatti queste stelle si raffreddano lentamente ad un ritmo prevedibile, quindi dalla temperatura si pu\u00f2 risalire all&#8217;et\u00e0 della stella, quindi all&#8217;et\u00e0 dell&#8217;ammasso, quindi al limite inferiore dell&#8217;et\u00e0 dell&#8217;Universo. Per NGC 6397 \u00e8 stata cos\u00ec calcolata un&#8217;et\u00e0 di circa 12 miliardi di anni.<br \/><br type=\"_moz\"\/><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5678,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[85],"tags":[],"class_list":["post-4294","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ammassi-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4294","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4294"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4294\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5678"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4294"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4294"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4294"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}