{"id":4287,"date":"2006-01-09T00:00:00","date_gmt":"2006-01-09T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4287","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4287\/","title":{"rendered":"Mistero risolto: i fuochi d&#8217;artificio ad alta energia sono collegati ad ammassi stellari"},"content":{"rendered":"<div id=\"titlelogo\">Chiamatelo il triangolo delle Bermuda della Via Lattea, la nostra galassia: un piccolo pezzo di cielo da cui provengono da anni misteriose esplosioni di raggi X e raggi gamma. Adesso, un team di astronomi, guidato da Don Figer dello Space Telescope Science Institute (STScI)&nbsp;di Baltimora, Md., ha risolto il mistero identificando uno dei pi&ugrave; densi ammassi stellari della galassia. L&#8217;ammasso, poco noto, &egrave; circa 20 volte pi&ugrave; massiccio di un tipico ammasso stellare nella nostra galassia e sembra essere la sorgente di potenti esplosioni.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>A corroborare l&#8217;evidenza di una grande mole dell&#8217;ammasso, c&#8217;&egrave; la presenza di 14 supergiganti rosse, stelle massicce che hanno raggiunto la fine della loro vita. Queste si gonfiano fino a 100 volte il loro volume normale, prima di esplodere come supernove. In effetti, il team di Figer ritiene che le esplosioni di raggi X e di raggi gamma abbiamo origine proprio durante lo scoppio delle supernove. Difficile vedere delle supergiganti rosse: gli astronomi ne hanno trovate solo 200 in tutta la Via Lattea. La mancata osservazione &egrave; dovuta al fatto che la fase di supegigante &egrave; molto breve in termini astonomici, dato che dura circa da mezzo milione ad un milione di anni.<\/div>\n<div>&nbsp;<\/div>\n<div>&quot;Solo gli ammassi pi&ugrave; massicci&quot; ha spiegato Figer &quot;possono avere molte rosse supergiganti, perch&eacute; sono gli unici ammassi capaci di generare stelle ciclopiche. Sono degli ottimi indicatori che permettono agli astronomi di fare predizioni sulla mole dell&#8217;ammasso. Questa osservazione &egrave; anche una rara occasione per studiare le stelle giganti appena prima della esplosione, normalmente noi non riusciamo a vedere le stelle prima della loro esplosione&quot;.<\/div>\n<div id=\"contentcontainer\">\n<div id=\"content\">\n<div id=\"contentpadding\">\n<p>Figer presenter&agrave; i suoi risultati il 9 Gennaio alla 207&deg; riunione dell&#8217;American Astronomical Society a Washington, D.C. Le 14&nbsp;supergiganti rosse in questo ammasso sono almeno tre volte pi&ugrave; numerose che in qualunque altro ammasso nella nostra galassia. L&#8217;ammasso che deteneva il record, NGC 7419, ne ha solo cinque. Le stelle che diventano supergiganti hanno da&nbsp;8 a 25 volte la massa del nostro sole e hanno un et&agrave; da 6 a 15 milioni di anni. <\/p>\n<p>Il team ha identificato l&#8217;ammasso di stelle come di tipo potenzialmente ciclopico, dall&#8217;elenco degli ammassi di recente scoperta, nel Catalogo &quot;Two micron All sky survey Catalogue&quot;.&nbsp;L&#8217;astronomo John MacKenty, anche lui dello STScI, ne ha fatto delle osservazioni successive in Settembre e in Ottobre 2005 con un particolare spettrografo ad infrarossi, all&#8217;Osservatorio Nazionale del Kit Peak in Arizona.<\/p>\n<p>&quot;Lo strumento nel suo piano focale ha circa 500.000 specchi microscopici mobili e pu&ograve; registrare gli spettri ad infrarosso di&nbsp;100 stelle per volta, ha sostenuto MacKenty, il&nbsp;responsabile dei&nbsp;ricercatori&nbsp;addetti&nbsp;allo strumento. <\/p>\n<p>Nello studio&nbsp; degli spettri si registrano le emissioni di energia delle stelle, come un serie di lunghezze d&#8217;onda individuali. Gli spettri risultanti sono simili ad una serie di impronte digitali delle stelle, perch&eacute; rivelano caratteristiche come la composizione, la temperatura, la massa e l&#8217;et&agrave;. Gli astronomi pensano di usare una tecnologia simile a bordo del James Webb Space Telescope, il cui lancio &egrave; fissato nel 2013. <\/p>\n<p>Figer si &egrave; basato sui dati di diversi telescopi, compreso lo Spitzer Space Telescope, per verificare che i colori all&#8217;infrarosso delle ipotetiche supergiganti rosse concordino con quelle delle supergiganti rosse gi&agrave; conosciute. <\/p>\n<p>Le supergiganti rosse scoperte dal team di Figer sono molto brillanti ed indicano che l&#8217;ammasso &egrave; un giovincello di et&agrave; variabile tra 8 e 10 milioni di anni. L&#8217;ammasso deve essere abbastanza giovane perch&eacute; gli astronomi riescano a vedere queste stelle dalla breve vita prima che esplodano, ma vecchio abbastanza per avere delle stelle allo stadio di supergiganti rosse. La massa dell&#8217;ammasso stellare &egrave; 20.000 volte la massa del nostro sole.<\/p>\n<p>L&#8217;ammasso &egrave; il primo di 130 ammassi stellari, destinati ad essere studiati da Figer e dal suo team&nbsp;nei prossimi cinque anni, con l&#8217;uso di molti diversi telescopi, incluso lo Spitzer e il telescopio spaziale. &quot;Possiamo vedere solo una piccola parte della Via Lattea nel visibile perch&eacute; un velo di polvere copre la maggior parte della Galassia&quot;. Dice Finge &quot;So che ci sono altri ammassi stellari molto massicci nella Via Lattea, che non possiamo vedere per via della polvere. Il mio scopo &egrave; quello di trovarli, usando la luce infrarossa che attraversa la polvere&quot;.<\/p>\n<p><\/div>\n<\/div>\n<\/div>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5671,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-4287","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lampi-gamma-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4287","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4287"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4287\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5671"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4287"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4287"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4287"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}