{"id":4255,"date":"2005-10-31T00:00:00","date_gmt":"2005-10-31T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4255","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4255\/","title":{"rendered":"Il telescopio Hubble della NASA rivela delle possibili nuove lune attorno a Plutone"},"content":{"rendered":"<p>Usando il Telescopio Hubble della NASA per esplorare quello che fino a poco tempo fa era conosciuto come il nono pianeta del nostro sistema solare, gli astronomi hanno scoperto che Plutone probabilmente non ha solo un satellite, ma tre.<\/p>\n<p>Se confermata, la scoperta delle due nuove lune potrebbe svelare indizi sulla natura e l&#8217;evoluzione del sistema di Plutone, sugli oggetti della fascia di Kuiper dotati di satelliti e sulla fascia di Kuiper primordiale. La fascia di Kuiper &egrave; una vasta regione di corpi ghiacciati e rocciosi oltre l&#8217;orbita di Nettuno.<\/p>\n<p>&quot;Se, come le nuove immagini di Hubble hanno indicato, Plutone ha non una ma tre lune, sarebbe il primo corpo della fascia di Kuiper ad avere pi&ugrave; di un satellite&quot; ha detto Hal Weaver del Johns Hopkins Applied Physics Laboratory, Laurel.<\/p>\n<p>Plutone &egrave; stato scoperto nel 1930. Caronte, la sola luna conosciuta di Plutone, era stata scoperta nel 1978. Il pianeta si&nbsp; trova a 6 miliardi di kilometri dal sole, nel cuore della Fascia di Kuiper. <\/p>\n<p>&quot;Il nostro risultato suggerisce che altri corpi della fascia di Kuiper possano avere pi&ugrave; di una luna. Significa anche che gli scienziati planetari dovranno tenere conto di queste nuove lune quando discuteranno&nbsp; della formazione del sistema di Plutone&quot; ha detto Alan Stern del Southwest Research Institute in Boulder, Colorado.<\/p>\n<p>Le probabili lune, chiamate provvisoriamente&nbsp; S\/2005 P1 e S\/2005 P2, sono ad una distanza di&nbsp; circa 44,000 chilometri da Plutone. I due corpi celesti distano da due a tre volte la distanza tra Plutone e Caronte.<br \/>Il gruppo ha programmato&nbsp; le prossime osservazioni con Hubble per il mese di febbraio, per verificare che i due oggetti scoperti da poco siano realmente vere lune di Plutone. Solo dopo la conferma, l&#8217;International Astronomical Union decider&agrave; quali nome dare a S\/2005 P1 and S\/2005 P2.<\/p>\n<p>La Advanced Camera for Surveys di Hubble ha osservato le due nuove probabili lune il 15 Maggio del 2005.&nbsp; &quot;Le nuove candidate lune sono circa 5.000 volte pi&ugrave; deboli di Plutone, ma risaltano molto in queste immagini di Hubble&quot; ha detto Max Mutchler dello Space Telescope Science Institute e il primo membro del gruppo ad identificare i satelliti. Tre giorni dopo, Hubble ha di nuovo osservato Plutone. I due nuovi oggetti erano ancora l&igrave; e sembrava che effettivamente fossero in orbita attorno a Plutone.<\/p>\n<p>&quot;Un riesame delle immagini, che Hubble ha scattato il 14 Giugno 2002, ha confermato in linea di massima la presenza di P1 e P2 vicino al luogo&nbsp; previsto, in base alle osservazioni fatte da Hubble nel 2005&quot; ha detto Marc Buie del Lowell Observatory, Flagstaff, Arizona, un altro membro del gruppo di ricerca.<\/p>\n<p>Il gruppo ha cercato a lungo e con impegno altre lune potenziali attorno a Plutone.&nbsp; &quot;Queste immagini di Hubble rappresentano la ricerca pi&ugrave; attenta per oggetti attorno a Plutone&quot; ha detto Andrew Steffl, un membro del gruppo del Southwest Research Institute&quot; ed &egrave; improbabile che ci siano altre lune di diametro maggiore a 15 km nel sistema di Plutone&quot;.<\/p>\n<p>Il Telescopio Spaziale Hubble &egrave; un progetto di cooperazione internazionale tra la NASA e l&#8217;Agenzia Spaziale Europea. Lo Space Telescope Science Institute di Baltimore ha eseguito le osservazioni scientifiche di Hubble. L&#8217;Istituto lavora per conto della NASA , con un contratto con Goddars, per conto della Association of University for Research in Astronomy, Inc. <\/p>\n<p>Gli altri membri del gruppo per&nbsp;questa osservazione: William J. Merline, John R. Spencer, Eliot Y. Young, and Leslie A. Young, Southwest Research Institute.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5639,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4255","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4255","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4255"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4255\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5639"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4255"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4255"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4255"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}