{"id":4250,"date":"2002-01-03T00:00:00","date_gmt":"2002-01-03T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4250","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4250\/","title":{"rendered":"La distruzione dei globuli di Bok nella regione IC 2944"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"320\" vspace=\"6\" hspace=\"6\" height=\"350\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/2002\/0201.jpg\" alt=\"\" \/>Nebulose          opache campeggiano sullo sfondo di un cielo luminescente: sono addensamenti          di gas e polveri, noti come globuli di Bok, conosciuti gi&agrave; dal          1947 quando l&#8217;astronomo olandese Bart Bok li descrisse per primo. Non          si sa ancora molto sulla loro origine e la loro struttura oltre al fatto          che i globuli si trovano quasi sempre associati a pi&ugrave; vaste regioni          di intensa formazione stellare note come regioni HII.<\/p>\n<p>Il pi&ugrave; grande degli addensamenti, quello centrale, &egrave; in          realt&agrave; formato da due globuli in parte allineati sulla nostra linea          di visuale. Ciascuno di essi misura 1,4 anni-luce lungo la loro dimensione          maggiore e complessivamente sono costituiti da una quantit&agrave; di          matera pari a 15 masse solari.<\/p>\n<p>I globuli si trovano in una regione di intensa formazione stellare (IC          2944) che dista dalla Terra 5900 anni-luce, nella direzione della costellazione          del Centauro. Le regioni HII sono caratterizzate dalla presenza di idrogeno          ionizzato che emette radiazione per fenomeni di fluorescenza. Lo sfondo          luminoso che osserviamo nella foto &egrave; rappresentativo di una regione          di spazio popolata da giovani e massicce stelle ad alta temperatura superficiale          che surriscaldano l&#8217;idrogeno, diffuso nello spazio circostante in abbondanti          quantit&agrave;, rendendolo luminescente. E&#8217; cos&igrave; che i globuli,          opachi e relativamente pi&ugrave; freddi, si rendono visibili. Le stelle,          tutte di tipo O, appartengono ad un ammasso stellare aperto di recente          formazione.<\/p>\n<p>I globuli non ci appaiono compatti, bens&igrave; fortemente fratturati.          L&#8217;osservazione della loro struttura e i dati radioastronomici sul moto          delle molecole, portano a concludere che questi addensamenti non sono          &ldquo;tranquillamente galleggianti&rdquo; nello spazio circostante come          potrebbe apparire ad un primo sguardo. Anzi, i gas e le polveri che li          compongono si agitano e si rimescolano a velocit&agrave; supersoniche.          La causa &egrave; da ricercare nella presenza delle stelle dell&#8217;ammasso          che emettono intense radiazioni ultraviolette e provocano il surriscaldamento          e l&#8217;espansione dell&#8217;idrogeno della regione HII, il quale viene spinto          violentemente contro i globuli provocandone il rimescolamento, la frammentazione          ed infine la distruzione.<\/p>\n<p>E&#8217; probabile che i globuli si siano originati da addensamenti preesistenti          alla nascita delle stelle di tipo O. La comparsa di queste stelle luminose          deve aver provocato dapprima l&#8217;&rdquo;evaporazione&rdquo; degli aloni di          gas periferico meno denso e quindi l&#8217;esposizione diretta delle parti centrali,          pi&ugrave; dense, all&#8217;azione della radiazione ultravioletta e all&#8217;impatto          con i gas in espansione della regione HII. E&#8217; anche questa la fase in          cui i globuli acquistano contorni nitidi e si rendono visibili all&#8217;osservazione.<\/p>\n<p>Se la nascita delle stelle di tipo O avesse subito un ulteriore ritardo,          forse i globuli avrebbero avuto il tempo di collassare e di generare al          loro interno delle piccole stelle di massa paragonabile a quella del Sole.          Ora invece assistiamo ad un processo che conduce inevitabilmente alla          loro distruzione.<\/p>\n<p>I globuli della regione IC 2944 sono conosciuti con il nome di <i>Globuli          di Thackeray<\/i> perch&eacute; sono stati scoperti dall&#8217;astronomo A.D.Thackeray          nel 1950.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5634,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[],"class_list":["post-4250","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nebulose-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4250","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4250"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4250\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5634"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4250"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4250"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4250"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}