{"id":4244,"date":"2000-12-06T00:00:00","date_gmt":"2000-12-06T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4244","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4244\/","title":{"rendered":"La nebulosa Merope di Barnard"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" vspace=\"6\" hspace=\"6\" height=\"291\" align=\"left\" alt=\"nebulosa Merope di Barnard  IC 349\" src=\"..\/..\/hubble\/2000\/0036.jpg\" \/><o:p>Il          telescopio spaziale Hubble ha ripreso questa magnifica immagine della          &ldquo;Nebulosa Merope di Barnard&rdquo;, nota agli astronomi anche con la sigla IC          349 e scoperta dall&#8217;astronomo E.E. Barnard nel 1890. Si tratta di una          nebulosa a riflessione, formata da gas e polveri a bassa temperatura che          non emettono luce propria. La nebulosa &egrave; visibile solo perch&eacute; viene illuminata          dalla vicina stella Merope, appartenente all&#8217;ammasso delle Pleiadi. La          nebulosa dista 0,06 anni-luce dalla stella: una distanza pari a 3500 volte          la distanza tra la Terra e il Sole. <\/o:p><\/p>\n<p><o:p>La stella Merope si trova in alto a destra, al di fuori del campo          dell&#8217;immagine: i raggi che vediamo arrivare dall&#8217;alto e che sembrano provenire          dalla stella sono solo un effetto ottico prodotto all&#8217;interno del telescopio          e non sono reali anche se convergono alla posizione effettiva dell&#8217;astro.          I filamenti paralleli che da sinistra in basso si estendono verso l&#8217;angolo          in alto a destra sono invece delle strutture realmente esistenti e rivelate          per la prima volta grazie all&#8217;alto potere risolutivo del telescopio Hubble.<\/o:p><\/p>\n<p><o:p> L&#8217;ammasso delle Pleiadi &egrave; un famoso gruppetto di stelle blu situato          nella costellazione del Toro e visibile di sera nei mesi invernali. Esso          dista 380 anni-luce dalla Terra. Un osservatore distratto potrebbe scambiare          questo ammasso per una piccola nuvola ma, osservando bene, anche ad occhio          nudo, si possono distinguere al suo interno sei o sette stelline. Anche          un piccolo telescopio &egrave; sufficiente per rivelare la presenza qualche centinaio          di deboli stelle e di una debole nebulosit&agrave; che circonda le stelle principali.          Normalmente queste nebulose che circondano le stelle di un ammasso rappresentano          i resti di polveri e gas che hanno fatto da &ldquo;nido&rdquo; per la loro recente          formazione. <\/o:p><\/p>\n<p><o:p>Nel caso delle Pleiadi invece si tratta di nebulosit&agrave; del tutto          indipendenti che stanno attraversano l&#8217;ammasso alla velocit&agrave; relativa          di 11 chilometri al secondo. Gli astronomi George Herbig e Theodore Simon,          dell&#8217;Universit&agrave; delle Hawaii, che hanno condotto le osservazioni con l&#8217;HST,          ritengono che la nebulosa si stia avvicinando alla stella Merope e che          il suo moto sar&agrave; rallentato a causa della pressione di radiazione. Quest&#8217;ultimo          &egrave; un fenomeno noto ai fisici: esso sta all&#8217;origine della formazione della          chioma delle comete. Le stelle emettono un&#8217;intensa radiazione elettromagnetica          che, in questo contesto, conviene immaginare come un flusso di fotoni.          I fotoni colpiscono le particelle di polvere presenti nello spazio circostante          e le sospingono in direzione opposta a quella della stella. Nel caso delle          comete, la pressione di radiazione &ldquo;soffia&rdquo; sulla cometa dando origine          alla chioma; in questo caso provoca il rallentamento del moto della nebulosa.          Accade inoltre che le particelle pi&ugrave; piccole siano rallentate in misura          maggiore rispetto a quelle pi&ugrave; grosse. In questo modo, mano a mano che          si avvicina alla stella, la nebulosa &egrave; costretta a &ldquo;passare al          setaccio&rdquo; della pressione di radiazione: le particelle pi&ugrave; grosse vanno          a formare quelle striature, visibili nell&#8217;immagine, che puntano in alto          a destra; le particelle pi&ugrave; sottili rimangono indietro (a sinistra in          basso).<\/o:p><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5628,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[],"class_list":["post-4244","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nebulose-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4244","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4244"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4244\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5628"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4244"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4244"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4244"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}