{"id":4243,"date":"2000-11-09T00:00:00","date_gmt":"2000-11-09T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4243","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4243\/","title":{"rendered":"La pi\u00f9 vicina stella a neutroni"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"326\" vspace=\"6\" hspace=\"6\" height=\"231\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/2000\/0035.jpg\" alt=\"stella a neutroni RX J185635-3754\" \/>La foto qui a fianco &egrave; stata        ottenuta sovrapponendo tre esposizioni, effettuate in tre momenti diversi,        di un medesimo campo stellare appartenente alla costellazione della Corona        Australe. Tutte le stelle si sovrappongono perfettamente, a parte        l&#8217;oggetto indicato dalle frecce, il quale si sposta con un moto apparente        alla velocit&agrave; di 1\/3 di secondo d&#8217;arco all&#8217;anno. Accanto ad ogni freccia &egrave;        indicata la data dell&#8217;esposizione.<\/p>\n<p>Si tratta di una stella a neutroni che gli astronomi conoscono dal        1992, con la sigla RX J185635-3754. La sua distanza dalla Terra &egrave; stata        determinata con grande precisione dalle osservazioni del Telescopio        Spaziale Hubble analizzando la piccolissima oscillazione del suo moto,        dovuta all&#8217;effetto di parallasse. Infatti, l&#8217;orbita del nostro pianeta        attorno al Sole determina l&#8217;apparente &ldquo;oscillazione&rdquo; dei corpi celesti        relativamente vicini, rispetto allo sfondo costituito delle stelle pi&ugrave;        lontane. Quanto pi&ugrave; ampia &egrave; l&#8217;oscillazione, tanto pi&ugrave; vicino &egrave; l&#8217;oggetto        osservato. L&#8217;oscillazione di 0,016 secondi d&#8217;arco che &ldquo;perturba&rdquo; il moto        della stella a neutroni, corrisponde ad una distanza dalla Terra di 200        anni-luce.<\/p>\n<p>La sua velocit&agrave; apparente sulla volta celeste, di 1\/3 di secondo d&#8217;arco        all&#8217;anno, ci potrebbe sembrare molto piccola. Per percorrere nel cielo una        distanza pari al diametro apparente della Luna, impiega ben 5.400 anni.        Eppure, si tratta di una delle stelle pi&ugrave; veloci che solcano il nostro        cielo (la pi&ugrave; veloce di tutte &egrave; la stella di Barnard che percorre 10        secondi d&#8217;arco all&#8217;anno). Conoscendo la distanza, &egrave; stato possibile        calcolare la sua velocit&agrave; &ldquo;assoluta&rdquo;: 389.000 chilometri orari. <\/p>\n<p>L&#8217;estremo interesse che suscita questa stella dipende dalle sue        caratteristiche peculiari. Innanzitutto &egrave; una stella a neutroni &ldquo;isolata&rdquo;,        la cui elevatissima tempera superficiale (600.000 &deg;K) non dipende da        fenomeni di cattura del&#8217;idrogeno dall&#8217;ambiente esterno, bens&igrave; dipende        esclusivamente dalla sua giovane et&agrave; (un milione di anni) e dal suo        progressivo e &ldquo;naturale&rdquo; processo di raffreddamento. La sua relativa        vicinanza alla Terra, inoltre, ne fa una straordinaria fonte di        informazioni, adatta a verificare le teorie di astrofisica nucleare. <\/p>\n<p>Le stelle a neutroni sono dei piccoli corpi (il diametro &egrave; di pochi        chilometri) costituiti esclusivamente da neutroni &quot;compattati&quot;. Possiedono        perci&ograve; una densit&agrave; elevatissima (diecimila miliardi di volte la densit&agrave;        dell&#8217;acciaio) e un intenso campo gravitazionale. Soltanto la straordinaria        energia coinvolta nell&#8217;esplosione di una supernova pu&ograve; spiegarne        l&#8217;origine.<\/p>\n<p>Si ipotizza che RX J185635-3754 provenga da un gruppo di giovani stelle        della costellazione dello Scorpione. Circa un milione di anni fa una        stella massiccia, appartenente ad un sistema binario, esplose come        supernova trasformandosi in stella a neutroni. L&#8217;esplosione provoc&ograve; anche        l&#8217;allontanamento reciproco delle stelle che formavano coppia. La compagna        &egrave; una stella blu caldissima conosciuta ora con il nome di Zeta Ophiuchus,        che si sta allontanando in senso opposto dal luogo dell&#8217;esplosione. Dallo        studio delle traiettorie si &egrave; potuto constatare che, un milione di anni        fa, Zeta Ophiuchus e la stella a neutroni si trovavano nella stessa        regione.<\/p>\n<p>La stella a neutroni fuggitiva, fu scoperta per la prima volta in        seguito alla rilevazione di una intensissima sorgente di raggi X da parte        del satellite ROSAT. La sorgente, pur essendo invisibile nello spettro        ottico, non poteva essere pi&ugrave; lontana di 500 anni luce. Da questi fatti,        gli astronomi supposero che si trattasse di una stella a neutroni: un        oggetto molto caldo e molto piccolo (meno di 20 km di diametro).<\/p>\n<p><a href=\"..\/..\/hubble\/1997\/9732.htm\">Quattro anni dopo il Telescopio Spaziale        Hubble identific&ograve; la sorgente<\/a> fotografandone la controparte ottica. Si        trattava di un corpo celeste molto debole (di magnitudine apparente 26),        di colore blu. Il colore blu, tipico degli oggetti molto caldi, concordava        con l&#8217;intensa emissione X.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5627,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-4243","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stelle-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4243","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4243"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4243\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5627"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4243"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4243"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4243"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}