{"id":4231,"date":"2000-01-24T00:00:00","date_gmt":"2000-01-24T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4231","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4231\/","title":{"rendered":"HST torna a scrutare l&#8217;Universo: un&#8217;occhiata alla nebulosa eskimo"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/2000\/07\/content\/0007w.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" vspace=\"8\" hspace=\"8\" height=\"260\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Nubi ad alta velocit\u00e0 (1.4 Mb)\" src=\"..\/..\/hubble\/2000\/0007.jpg\" \/><\/font><\/a>Nella           sua prima ripresa dopo la missione di riparazione del dicembre 1999, HST           ha catturato una visione straordinaria della nebulosa <i>eskimo<\/i>, che           circonda una stella morente simile al Sole. <\/p>\n<p>Questo relitto stellare, osservato per la prima volta da William Herschel           nel 1787, &egrave; soprannominato nebulosa &quot;Eskimo&quot; (NGC 2392) perch&eacute;           se vista con strumenti modesti, appare come un viso circondato dal copricapo           di pelliccia tipico degli eschimesi.<\/p>\n<p> In questa immagine di HST &egrave; evidente che la &quot;pelliccia&quot;           &egrave; in realt&agrave; un anello di materia adornato da filamenti simili           a comete, con la coda che punta in direzione opposta alla stella centrale.         <\/p>\n<p>Anche il viso dell&#8217;eschimese contiene dettagli notevoli. Sebbene questa           regione assomigli a un gomitolo, in realt&agrave; si tratta di una bolla           di gas spinto dall&#8217;intensa radiazione ultravioletta emessa dalla stella           morente (vento stellare veloce). La nebulosa planetaria si &egrave; formata           circa 10.000 anni fa, quando la stella ha cominciato a rilasciare materiale           nello spazio e appare composta da due lobi di forma allungata che si protendono           sopra e sotto la stella centrale. In questa immagine, una bolla giace           di fronte all&#8217;altra, per cui la eclissa parzialmente.<\/p>\n<p>Gli astronomi ritengono che la forma della nebulosa sia dovuta alla presenza           di un anello di materiale denso intorno all&#8217;equatore della stella, eiettato           durante la fase di gigante rossa. Questa densa cintura si sta espandendo           piuttosto lentamente: alla velocit&agrave; di &quot;soli&quot; 115.000           km\/h, impedendo al veloce vento stellare di fuoriuscire in direzione dell&#8217;equatore.           Il vento veloce trova una via di uscita molto pi&ugrave; agevole presso           i poli, da cui infatti fuoriesce alla fantastica velocit&agrave; di 1,5           milioni di kilometri all&#8217;ora creando le due bolle allungate. Queste bolle           non sono lisce, ma contengono filamenti di materia pi&ugrave; densa. Ciascuna           bolla &egrave; lunga circa 1 anno-luce e larga circa mezzo anno-luce.           Gli astronomi sono ancora perplessi sull&#8217;origine dei filamenti a forma           di cometa: una possibile spiegazione &egrave; che si siano formati dall&#8217;interazione           tra il vento stellare lento e quello pi&ugrave; veloce, sopraggiunto successivamente.<\/p>\n<p> La nebulosa <i>eskimo<\/i> si trova a circa 5000 anni-luce dalla Terra           in direzione della costellazione dei Gemelli L&#8217;immagine &egrave; stata           ripresa il 10 e l&#8217;11 gennaio 2000 con la Wide Field and Planetary Camera           2. I gas luminescenti della nebulosa producono i colori di questa immagine:           l&#8217;azoto (rosso), l&#8217;idrogeno (verde), l&#8217;ossigeno (blu), e l&#8217;elio (violetto).         <\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i>Credits:           <\/i><\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i><font size=\"-2\">NASA,           ESA Andrew Fruchter e l&#8217;ERO team (STScI).<\/font><\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5616,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[95],"tags":[],"class_list":["post-4231","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-nebulose-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4231","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4231"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4231\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5616"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4231"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4231"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4231"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}