{"id":4226,"date":"2000-01-15T00:00:00","date_gmt":"2000-01-15T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4226","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4226\/","title":{"rendered":"Il disco di beta pictoris nasconde un sistema di anelli"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/2000\/02\/content\/0002w.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" vspace=\"8\" hspace=\"8\" height=\"226\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/2000\/0002.jpg\" alt=\"\" \/><\/font><\/a>Il           disco di polveri planetarie che circonda la stella Beta Pictoris sta dinamicamente           &quot;suonando come una campana&quot; secondi gli astronomi che ne stanno           studiando le immagini trasmesse dal telescopio spaziale Hubble. Il &quot;batacchio&quot;           &egrave; la spinta gravitazionale della stella che si avvicin&ograve;           a Beta Pictoris circa 100.000 anni fa. La sorprendente scoperta, presentata           al 195&deg; meeting della American Astronomical Society, mostra che un           incontro ravvicinato con una stella pu&ograve; alterare l&#8217;evoluzione e           l&#8217;aspetto del sottile disco, che &egrave; una sorta di &quot;reparto maternit&agrave;&quot;           di pianeti, asteroidi e comete.<br \/>          Un simile incontro ravvicinato nel nostro sistema solare moltissimo tempo           fra, pu&ograve; essere stata la causa dell&#8217;espulsione delle comete dalle           zone interne del sistema solare all&#8217;attuale nube di Oort e alla fascia           di Kuiper.<\/p>\n<p>Scoperto nel 1983, il disco intorno alla vicina stella Beta Pictoris           &#8211; a lungo sospettato di nascondere un sistema planetario a causa della           forte emissione infrarossa &#8211; ha incuriosito gli astronomi perch&eacute;           contiene molti pi&ugrave; grani di polveri rispetto a tutti gli altri           sistemi ad esso similari. Inoltre, le polveri si estendono su un&#8217;area           di 100 miliardi di kilometri di diametro. Ancora: un lato del disco &egrave;           il 20% pi&ugrave; esteso e sottile del lato opposto. Per questa recente           scoperta, gli astronomi hanno studiato l&#8217;aspetto del disco utilizzando           l&#8217;archivio di 10 anni di osservazioni da parte di HST e degli osservatori           terrestri.<\/p>\n<p>Nascosti nelle parti pi&ugrave; dense del disco, vi sono degli ammassi           di polveri presenti solo dalla parte lunga e sottile del disco. Dato che           il disco stesso &egrave; visto quasi di taglio, gli astronomi hanno pensato           che si potesse trattare di anelli visti di taglio. L&#8217;ipotesi &egrave;           che si tratti di anelli ellittici presenti solo da un lato, che possono           formarsi durante un incontro ravvicinato con un oggetto massiccio, probabilmente           una stella.<\/p>\n<p>Per testare le loro idee i ricercatori hanno chiesto al teorico John           Larwood del Queen Mary and Westfield College di Londra di mettere a punto           una simulazione al calcolatore di un disco quiescente, costituito da un           milione di particelle minute orbitanti attorno ad una stella. <br \/>          La simulazione ha esplorato ci&ograve; che sarebbe successo se un&#8217;altra           stella si fosse avvicinata lungo una traiettoria di quasi-collisione.           In effetti le forze gravitazionali comparse durante il passaggio hanno           perturbato l&#8217;orbita delle particelle di prova creando un sistema di anelli           ellittici 100.000 anni dopo la sfiorata catastrofe. Il modello inoltre           ha riprodotto l&#8217;asimmetria del disco, la quale ha turbato gli astronomi           fin dalla sua scoperta 16 anni fa. <\/p>\n<p>A sinistra una immagine del disco di beta pictoris in luce visibile ripresa           da HST, nella quale sono contrassegnati con le lettere A, B, C e D i noduli           di polvere planetaria, interpretati come le tracce di anelli visti di           taglio.<br \/>          A destra un frame della simulazione al calcolatore che ha ricreato gli           anelli di beta pictoris, anch&#8217;essi contrassegnati con le lettere maiuscole.           L&#8217;area grigia uniforme rappresenta l&#8217;estensione del disco prima del passaggio           ravvicinato della stella &quot;intrusa&quot;.<\/p>\n<p>Ora gli astronomi stanno ricercando, fra le 186 sospettate intorno a           beta pictoris, qual&#8217;&egrave; la stella proiettile. La simulazione predice           che si dovrebbe trattare di una stella molto pi&ugrave; piccola del Sole.<\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i>Credits:           <\/i><\/font><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i><font size=\"-1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i><font size=\"-2\">Paul           Kalas (Space Telescope Science Institute, Baltimore, Md.), John Larwood           (Queen Mary and Westfield College, London, United Kingdom), Bradford Smith           (University of Hawaii, Institute for Astronomy, Honolulu, Hawaii), e Alfred           Schultz (Space Telescope Science Institute). <\/font><\/i><\/font><font size=\"-2\">NASA           e Hubble Heritage Team (STScI).<\/font><\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5611,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-4226","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-extrasolari-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4226","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4226"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4226\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5611"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4226"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4226"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4226"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}