{"id":4223,"date":"1999-11-22T00:00:00","date_gmt":"1999-11-22T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4223","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4223\/","title":{"rendered":"Collisioni multiple nelle galassie ULIRG"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/45\/content\/9945.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" vspace=\"8\" hspace=\"8\" height=\"351\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"ULIRG\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9945.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Gli          oggetti ULIRG (ultra-luminous infrared galaxies) sono una classe di galassie          dalla forma strana, scoperte nel 1980 per mezzo del satellite IRAS, caratterizzate          da una intensa emissione nell&#8217;infrarosso pari a cento volte quella della          nostra Galassia. Gli astronomi interpretano tale emissione come la conseguenza          di una collisione di galassie che innesca una intensa attivit&agrave; di formazione          stellare. La radiazione infrarossa deriva dalla presenza di grandi quantit&agrave;          di polveri che assorbono gran parte dell&#8217;energia prodotta dalle stelle          appena nate e la riemettono a queste lunghezze d&#8217;onda. Gi&agrave; dall&#8217;inizio          si pens&ograve; che la strana forma di questi oggetti dipendesse da un fenomeno          di collisione tra due galassie, ma nel 1998 due astronomi giapponesi,          <span style=\"\">&nbsp;<\/span>Taniguchi e <span style=\"\">&nbsp;<\/span>Shioya, <span style=\"\">&nbsp;<\/span>teorizzarono un modello          di formazione che implicava collisioni multiple di galassie.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">L&#8217;astronomo          Kirk Borne del Goddard Space Flight Center della Nasa, assieme ad altri          collaboratori, ha condotto<span style=\"\">&nbsp; <\/span>un rilevamento, durato tre anni, di 123 oggetti ULIRG lontani al          massimo 3 miliardi di anni-luce dalla Terra. Il 30% di essi mostra evidenti          prove a favore dell&#8217;ipotesi delle collisioni multiple. Le immagini Hubble          ci mostrano galassie deformate in lunghe strisce di stelle e numerosi          addensamenti di materia che potrebbero rappresentare le tracce dei vari          nuclei galattici entrati in collisione.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Nella          foto in alto a destra, ad esempio, possiamo osservare numerosi nuclei          galattici. Nella foto centrale dell&#8217;ultima riga si osserva la collisione          tra tre galassie che ha provocato la fuoriuscita di diversi nastri di          stelle.<\/font><\/p>\n<p class=\"MsoNormal\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">I          risultati della ricerca di Borne ci permettono di osservare la situazione          di un universo giovane nel quale le collisioni di galassie erano fenomeni          frequenti.<span style=\"\">&nbsp; <\/span>Borne suggerisce che          i progenitori di queste fusioni tra galassie potrebbero essere i cosiddetti          &quot;gruppi compatti di Hickson&quot; (<i>Hickson compact groups<\/i>):          ammassi formati da almeno quattro galassie in configurazione stretta,          e isolati da altre galassie. Sottoposti all&#8217;implacabile attrazione gravitazionale          reciproca, i componenti del gruppo subiscono le forze mareali che dissipano          le loro quantit&agrave; di moto e ne provocano infine la collisione.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5608,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[],"class_list":["post-4223","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmologia-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4223","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4223"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4223\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5608"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4223"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4223"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4223"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}