{"id":4199,"date":"1999-06-02T00:00:00","date_gmt":"1999-06-02T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4199","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4199\/","title":{"rendered":"Il disco circumstellare di AB Aurigae"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\">Lo strumento         STIS a bordo dell&#8217;Hubble ci ha fornito una immagine in         luce visibile di un disco circumstellare visto di fronte.         Il disco, costituito da gas e polveri, turbina attorno ad         una giovane stella chiamata AB Aurigae, la cui et&agrave; &egrave;         stata valutata tra i due e i quattro milioni di anni. La         particolarit&agrave; che lo rende molto interessante &egrave; che vi         si distinguono degli addensamenti (<i>clumps<\/i>) di         materia, costituiti anch&#8217;essi da polveri e gas, che         potrebbero rappresentare l&#8217;inizio della formazione di         pianeti. Normalmente &egrave; molto difficile osservare nei         dettagli i dintorni di una stella a causa dell&#8217;effetto di         &quot;abbaglio&quot; della sua luce. Per superare questo         ostacolo gli astronomi utilizzano il coronografo: uno         strumento che blocca gran parte della luce proveniente         dalla stella. In queste immagini, l&#8217;uso del coronografo         ci ha consentito di osservare i gas e le polveri del         disco, illuminati di luce riflessa. <\/font><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/21\/pr-photos.html\"><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"234\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"disco di AB Aurigae\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9921.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><b>L&#8217;immagine         di sinistra<\/b> rappresenta la migliore osservazione         coronografica di AB Aurigae che si possa ottenere con uno         strumento a terra. Paul Kalas (STScI) ha utilizzato per         questo scopo il telescopio da 2,2 metri dell&#8217;Universit&agrave;         delle Hawaii. Lo strumento ha eclissato una regione di         53,6 miliardi di chilometri di diametro centrata sulla         stella. Tale regione &egrave; nove volte pi&ugrave; grande del nostro         Sistema Solare. Si pu&ograve; notare che la stella risiede in         un&#8217;area costituita da nubi di polvere (la forma ad arco a         sinistra della stella).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><b>La foto a         destra<\/b> &egrave; stata ottenuta invece con il telescopio         Hubble. Le due barre nere disposte a croce fanno parte         del coronografo e ci nascondono una regione molto pi&ugrave;         piccola: 11,5 miliardi di chilometri di diametro, pari a         1,4 volte il diametro del nostro Sistema Solare. Le linee         diagonali sono i residui dei raggi di diffrazione che si         producono nelle immagini di tutte le stelle che superano         una certa luminosit&agrave;. Il disco &egrave; molto ampio: il suo         diametro &egrave; di circa 1300 volte la distanza tra la Terra         e il Sole. I materiali del disco che possiamo osservare         in questa immagine si trovano ad una distanza dalla         stella che &egrave; maggiore alla distanza di Plutone dal Sole.         In basso a destra &egrave;&#8217; visibile una debole stella di         fondo. Il disco stellare si mostra in una grande         ricchezza di strutture, con bande luminose disposte a         spirale che si estendono in tutta la regione superiore e         inferiore destra. Altre strutture pi&ugrave; vicine alla stella         si trovano nel quadrante superiore destro. Le parti pi&ugrave;         periferiche di queste fasce sono visibili anche         nell&#8217;immagine ottenuta con il telescopio terrestre. I         dati spettrografici mostrano che le bande sono costituite         a loro volta da numerose &quot;sotto-bande&quot; pi&ugrave;         piccole. Le strutture pi&ugrave; piccole che si possono         distinguere sono dei noduli luminosi con dimensioni che         si avvicinano al limite di risoluzione del telescopio         Hubble (da due a cinque miliardi di chilometri di         diametro, in altre parole da 14 a 32 volte la distanza         tra la Terra e il Sole). Il pi&ugrave; luminoso si questi         noduli si trova a sinistra della stella. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><i>Credit:         C.A. Grady (National Optical Astronomy Observatories,         NASA Goddard Space Flight Center), B. Woodgate (NASA         Goddard Space Flight Center), F. Bruhweiler e A. Boggess         (Catholic University of America), P. Plait e D. Lindler         (ACC, Inc., Goddard Space Flight Center), M. Clampin         (Space Telescope Science Institute), NASA. L&#8217;immagine         ottenuta con il telescopio terrestre &egrave; di P. Kalas         (Space Telescope Science Institute).<\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5584,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-4199","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-extrasolari-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4199","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4199"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4199\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5584"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4199"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4199"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4199"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}