{"id":4194,"date":"1999-04-20T00:00:00","date_gmt":"1999-04-20T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4194","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4194\/","title":{"rendered":"Eruzione del vulcano Pillan su Io"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/13\/content\/9913w.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"350\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"227\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Io attraversa Giove\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9913.jpg\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nel corso di una ricerca di         pennacchi vulcanici su Io, il telescopio spaziale Hubble         ha ripreso il satellite mentre transita davanti al disco         di Giove. Appena poche settimane prima di questo evento         il telescopio orbitale aveva colto un&rsquo;eruzione di         &quot;neve&quot; di anidride solforosa da uno dei suoi         vulcani.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le bellissime immagini         di questa coppia di corpi celesti &egrave; stata pubblicata in         occasione del <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/1999\/9anni.htm\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">nono anniversario<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> del lancio del telescopio spaziale,         avvenuto il 24 aprile 1990. Tutte queste immagini sono         state ottenute con la camera WFPC2 (Wide Field and         Planetary Camera 2).<\/font><font size=\"1\" face=\"Verdana\">         <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le tre istantanee         accavallate mostrano con grande nitidezza il satellite Io         che passa sopra le turbolente nubi di Giove. In basso a         destra, il primo piano di Io ci mostra il pennacchio di         neve di anidride solforosa, alto 200 km, che viene         eruttato da Pillan, uno dei pi&ugrave; attivi vulcani del         satellite.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La presenza di neve di         anidride solforosa era stata dedotta anche da precedenti         osservazioni, ma queste immagini ne offrono la prova         diretta.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>In viaggio attorno a         Giove<\/b><\/font><\/p>\n<table width=\"100%\" border=\"0\">\n<tbody>\n<tr>\n<td align=\"center\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/13\/content\/9913a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"80\" height=\"80\" border=\"0\" alt=\"Io e Giove\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9913at.gif\" \/><\/a><\/td>\n<td align=\"center\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/13\/content\/9913b.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"80\" height=\"80\" border=\"0\" alt=\"Io e Giove\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9913bt.gif\" \/><\/a><\/td>\n<td align=\"center\"><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/13\/content\/9913a.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"80\" height=\"80\" border=\"0\" alt=\"Io e Giove\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9913ct.gif\" \/><\/a><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le tre immagini del         satellite vulcanico sono state prese nell&rsquo;arco di         1,8 ore. Io &egrave; grande all&rsquo;incirca come la Luna ma         duemila volte pi&ugrave; lontano. In due di queste foto, Io         sembra cos&igrave; vicino a Giove da spazzarne le nubi di alta         quota; in realt&agrave; la sua distanza dalla superficie         atmosferica del pianeta &egrave; notevole (500.000 km). Per         compiere un giro completo attorno al pianeta, Io impiega         1,8 giorni, mentre la Luna ci mette 28 giorni per         compiere un&rsquo;orbita attorno alla Terra.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">E&rsquo; ben visibile         l&rsquo;ombra di Io proiettata sulla superficie di Giove,         grande all&rsquo;incirca come il satellite stesso (3640 km         di diametro). L&rsquo;ombra attraversa la faccia di Giove         alla velocit&agrave; di 17 km al secondo. La straordinaria         nitidezza delle foto (i pi&ugrave; piccoli dettagli visibili su         Io misurano 150 km di larghezza) ci permette di osservare         alcune caratteristiche della superficie del satellite: le         macchie chiare rappresentano regioni di ghiaccio di         anidride solforosa. Su Giove le aree bianche e quelle di         color marrone corrispondono a foschie di alta quota e         nubi, mentre le aree blu indicano regioni di alta quota         relativamente sgombre da nubi.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le immagini sono state         riprese il 22 luglio 1997 in due lunghezze d&rsquo;onda:         3400 Angstroms (ultravioletto) e 4100 Angstroms (viola).         I colori non corrispondono a quelli che apparirebbero         all&rsquo;occhio umano (l&rsquo;ultravioletto &egrave;         invisibile).<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>Io: la luna vulcanica         di Giove<\/b><\/font><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/13\/content\/9913d.jpg\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"80\" vspace=\"3\" hspace=\"4\" height=\"80\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Io: vulcano Pillan in eruzione\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9913dt.gif\" \/><\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nel         primo piano di Io, la &quot;montagnola&quot; che sporge         dalla superficie &egrave; in realt&agrave; un&rsquo;eruzione di         Pillan, un vulcano fino ad ora inattivo.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;analisi delle         lunghezze d&rsquo;onda ultraviolette indica che il         prodotto dell&rsquo;eruzione, (il pennacchio che ci appare         di colore verde nella foto) &egrave; composto di         &quot;neve&quot; di anidride solforosa. Per rendere         visibile il debole pennacchio eruttivo sono state         utilizzate tecniche di elaborazione digitale aumentando         il contrasto e aggiungendo i falsi colori.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il materiale eruttato         dal vulcano Pillan &egrave; molto caldo (1500&deg; Kelvin) e molto         veloce (2880 chilometri orari). Il gas di anidride         solforosa espulso dal vulcano &egrave; anch&rsquo;esso         inizialmente molto caldo ma si espande rapidamente e         congela formano la neve.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Io &egrave; ben conosciuto per         i suoi vulcani attivi, molti dei quali proiettano         giganteschi pennacchi di polveri nello spazio. Gli         astronomi hanno scoperto l&rsquo;eruzione di Pillan mentre         stavano osservando fenomeni di questo tipo in un altro         vulcano attivo, il Pele, che si trova a circa 500 km di         distanza dal Pillan. Ma il Pele &egrave; entrato in fase di         quiescenza. Io possiede centinaia di vulcani attivi ma         soltanto pochi di essi, normalmente otto o nove, emettono         di tanto in tanto dei pennacchi visibili. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il satellite Io verr&agrave;         ripreso dalla navicella Galileo alla fine di         quest&rsquo;anno, nel corso di un paio di avvicinamenti:         il primo di essi avverr&agrave; il 10 ottobre alla distanza 610         km e il secondo il 25 novembre, quando la navicella         sorvoler&agrave; il satellite a soli 300 km di altezza. Se la         navicella sopravviver&agrave; a questi rischiosi <i>fly-by<\/i>         (il rischio &egrave; dovuto all&rsquo;intensa radiazione         proveniente da Giove), ci mander&agrave; delle eccezionali         immagini mai ottenute in precedenza.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;immagine del         pennacchio vulcanico di Io, ripresa con l&rsquo;Hubble, &egrave;         del 5 luglio 1997 ed &egrave; composta da tre espsizioni con         diverse lunghezze d&rsquo;onda: 2600 e 3400 Angstroms         (ultravioletto) e 4100 Angstroms (viola). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Credits: John Spencer         (Lowell Observatory) e <\/i><\/font><a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/\"><font size=\"1\" face=\"Verdana\" color=\"#0000ff\"><i><u>NASA<\/u><\/i><\/font><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5579,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4194","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4194","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4194"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4194\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5579"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4194"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4194"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4194"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}