{"id":4190,"date":"1999-03-11T00:00:00","date_gmt":"1999-03-11T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4190","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4190\/","title":{"rendered":"La galassia ospite di un violentissimo lampo gamma"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1999\/09\/content\/9909w.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"399\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"201\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Lampo gamma GRB990123\" src=\"..\/..\/hubble\/1999\/9909.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Lo spettrografo STIS, a bordo         dell&rsquo;Hubble, ci ha fornito l&rsquo;immagine della         sfera di fuoco prodotta da una delle pi&ugrave; potenti         esplosioni cosmiche mai registrate fino ad ora: un lampo         gamma avvenuto il 23 gennaio 1999. Per un breve istante         la luce prodotta dall&rsquo;esplosione era pari a quella         di 100 milioni di miliardi di stelle.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><strong>A sinistra<\/strong><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">In questa immagine a         campo ampio, ripresa tra l&rsquo;8 e il 9 febbraio, la         luminosit&agrave; era gi&agrave; quattro milioni di volte pi&ugrave; debole         rispetto al lampo iniziale. Il telescopio spaziale ci         mostra che la sfera di fuoco del <i>gamma-ray burst <\/i>appartiene         ad una galassia che si trova ad una distanza da noi pari         ai 2\/3 della distanza dell&rsquo;orizzonte di universo         osservabile.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><strong>A destra<\/strong><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;immagine         rappresenta un primo piano della galassia a spirale che         ha ospitato l&rsquo;esplosione gamma. Il grande potere         risolutivo del telescopio spaziale ci consente di notare         che non si tratta di una classica galassia spirale e         neppure ellittica. Essa sembra essere costituita da         filamenti che si estendono al di sopra della sfera         luminosa, sede dell&rsquo;esplosione. La galassia potrebbe         essere stata deformata da una collisione con         un&rsquo;altra galassia. Un fenomeno di collisione tra         galassie produce, come conseguenza tipica,         un&rsquo;accelerazione del processo di formazione         stellare. Effettivamente sia le osservazioni del         telescopio Hubble che quelle del telescopio Keck (Hawaii)         mostrano che la galassia ospite &egrave; eccezionalmente blu,         un indice della presenza di numerose stelle blu neonate.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le osservazioni Hubble         confermano ulteriormente l&rsquo;ipotesi che queste         gigantesche esplosioni avvengano in regioni di vigorosa         attivit&agrave; di formazione stellare. I lampi gamma         potrebbero essere causati dalla fusione di due stelle a         neutroni o di due buchi neri, oppure da una <i>ipernova<\/i>         (un modello teorico di esplosione stellare         eccezionalmente violenta)<\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>Credit: Andrew         Fruchter (<\/em><\/font><a href=\"http:\/\/www.stsci.edu\/\"><font size=\"1\" face=\"Verdana\" color=\"#0000ff\"><em><u>STScI<\/u><\/em><\/font><\/a><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>) and <\/em><\/font><a href=\"http:\/\/www.nasa.gov\/\"><font size=\"1\" face=\"Verdana\" color=\"#0000ff\"><em><u>NASA<\/u><\/em><\/font><\/a><\/p>\n<p><font size=\"3\" face=\"Verdana\"><b>Il lampo gamma<\/b><strong>         GRB990123: storia di un inseguimento.<\/strong><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Rintracciare un lampo         gamma (gamma-ray burst) non &egrave; una cosa facile. Sebbene         queste potentissime esplosioni cosmiche siano note agli         astronomi da oltre 20 anni, esse sono sempre state         elusive sia perch&eacute; avvengono senza alcun preavviso, sia         per la loro brevissima durata (pochi secondi), sia per la         loro distribuzione casuale nel cielo. Soltanto da un paio         d&rsquo;anni gli astronomi sono orientati a pensare che si         tratti di eventi lontanissimi e quindi estremamente         energetici. Non si conoscono ancora i meccanismi che         stanno all&rsquo;origine di tali violentissimi fenomeni         cosmici.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli astronomi il 23         febbraio 1999 hanno avuto la loro grande occasione. Per         mezzo della coordinazione tra osservatori orbitali e         terrestri, &egrave; stato possibile seguire le tracce ottiche         di un lampo gamma quando l&rsquo;esplosione emetteva         ancora radiazioni ad alta energia. Hanno scoperto cos&igrave;         la pi&ugrave; intensa emissione di energia mai registrata fino         ad ora, equivalente a quella prodotta contemporaneamente         da un milione di galassie. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ecco le tappe di questa         scoperta.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il 23 gennaio alle ore         9.46 (TU) il rilevatore BATSE (Burst and Transient Source         Experiment) a bordo dell&rsquo;osservatorio orbitante GRO         (Compton Gamma Ray Observatory) della NASA segnala         l&rsquo;inizio di un intenso lampo gamma, denominato         GRB990123. I computer del BATSE ne determinano la         posizione approssimativa e la comunicano alla rete GCN         (Gamma Ray Burst Coordinates Network) del centro spaziale         Goddard della NASA. Il GCN invia immediatamente la         posizione ad una serie di osservatori con base a terra         distribuiti in tutto il mondo.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">22 secondi dopo         l&rsquo;evento, il ROTSE I (Robotic Optical Transient         Search Experiment) di Los Alamos (New Mexico) cattura una         successione di immagini della regione di cielo indicata.         Il campo del ROTSE &egrave; di 200 gradi quadrati e per poterlo         esaminare tutto sarebbe stato necessario molto tempo.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nel frattempo anche gli         strumenti a bordo del satellite italiano-tedesco BeppoSAX         si sono messi in funzione ottenendo una accurata         localizzazione del lampo gamma entro poche ore dalla sua         scoperta (i dati del BeppoSAX arrivano a terra ad         intervalli di 90 minuti). Il gruppo del ROTSE utilizzer&agrave;         questi dati per concentrare l&rsquo;attenzione         sull&rsquo;analisi di una piccola area del campo         fotografato. Si scoprir&agrave; cos&igrave; la luce di una nuova         stella che, dopo 40 secondi dalla scoperta, raggiungeva         magnitudine 9. Si tratta di una luminosit&agrave; 16 volte         inferiore a quella percepibile dall&rsquo;occhio umano, ma         sufficientemente intensa da essere osservata con un         telescopio amatoriale. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">E&rsquo; la prima volta         che si riesce ad ottenere la controparte ottica di un         evento di questo tipo, immediatamente dopo         l&rsquo;emissione di fotoni gamma.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Dopo tre ore         dall&rsquo;evento, anche il telescopio da 60 pollici del         Monte Palomar viene puntato sul lampo gamma per poterne         rilevare la controparte ottica in affievolimento. Viene         rilevata una sorgente di magnitudine 19.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il 24 gennaio il         telescopio da 10 metri Keck II del Mauna Kea (Hawaii) si         mette in azione e gli astronomi misurano la distanza         della galassia ospite associata al lampo gamma. E&rsquo;         un valore molto alto: la galassia dista circa 9 miliardi         di anni-luce dalla Terra.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;8 e il 9 febbraio         gli astronomi puntano il telescopio spaziale Hubble in         direzione del lampo gamma. L&rsquo;HST rileva la sfera di         fuoco in affievolimento, avvolta da una galassia, anche         quando la sua luminosit&agrave; &egrave; diventata oltre quattro         milioni di volte pi&ugrave; debole rispetto al momento iniziale         dell&rsquo;esplosione.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5575,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[90],"tags":[],"class_list":["post-4190","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-lampi-gamma-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4190","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4190"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4190\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5575"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4190"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4190"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4190"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}