{"id":4164,"date":"1998-06-24T00:00:00","date_gmt":"1998-06-24T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4164","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4164\/","title":{"rendered":"Il riscaldamento della superficie di Tritone"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/9823.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"275\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Tritone, rilevazione della densit\u00e0 atmosferica\" src=\"..\/..\/hubble\/1998\/9823.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Alcune         osservazioni del Telescopio Spaziale Hubble e di altri         strumenti con base a terra ci rivelano che Tritone, il         satellite maggiore di Nettuno (e appena pi&ugrave; piccolo         della nostra Luna), sembra essersi riscaldato         significativamente rispetto ai dati della missione         Voyager del 1989. <br \/>         Gli scienziati basano l&#8217;ipotesi del riscaldamento della         superficie di Tritone sulla rilevazione, da parte del         Telescopio Spaziale Hubble, di un aumento della pressione         atmosferica del satellite che &egrave; perlomeno raddoppiata         dal tempo dell&#8217;avvicinamento del Voyager. Ad ogni piccolo         aumento di temperatura del ghiaccio di azoto e la sua         conseguente vaporizzazione corrisponde un considerevole         aumento della pressione atmosferica. Proprio grazie a         questo stretto legame tra pressione atmosferica e         temperatura superficiale del ghiaccio gli scienziati         hanno potuto dedurre un aumento di due gradi (da -236&deg;C         a -234&deg;C) in nove anni. Un simile aumento della         temperatura nella nostra atmosfera comporterebbe         significativi cambiamenti climatici. <br \/>         Nel novembre 1997 i ricercatori hanno usato uno dei tre         sensori di guida fine (Fine Guidance Sensor, usati per         mantenere il telescopio puntato su un obiettivo         monitorando la luminosit&agrave; delle stelle guida) per         misurare la pressione atmosferica di Tritone. Quando         Tritone occultava una stella conosciuta con il nome di         Tr180 nella costellazione del Sagittario, il sensore di         guida ne misurava la graduale diminuzione di luminosit&agrave;.         La luce della stella diminuiva di intensit&agrave; mano a mano         che essa penetrava attraverso gli strati sempre pi&ugrave;         spessi dell&#8217;atmosfera del satellite. <br \/>         Nonostante Tritone sia un mondo molto diverso e pi&ugrave;         semplice della Terra, con un&#8217;atmosfera molto pi&ugrave;         rarefatta, nessun oceano e una superficie formata da         ghiaccio di azoto, esso condivide con il nostro pianeta         gli stessi meccanismi che contribuiscono al riscaldamento         globale, come le variazioni di emissione di energia         solare, il rapporto tra luce assorbita e luce emessa         dalla superficie e la quantit&agrave; di metano e ossido di         carbonio (gas ad effetto serra) nella sua atmosfera. <br \/>         &quot;Con Tritone, possiamo studiare pi&ugrave; facilmente i         cambiamenti ambientali a causa della sua semplice e         rarefatta atmosfera&quot; spiega James L. Elliot, uno         degli astronomi che hanno condotto la ricerca. Studiando         questi cambiamenti su Tritone, gli scienziati sperano di         accrescere anche la conoscenza del pi&ugrave; complesso         ambiente terrestre. <br \/>         Elliot e i suoi colleghi spiegano che la tendenza         all&#8217;aumento di temperatura su Tritone pu&ograve; derivare dai         cambiamenti stagionali delle sue calotte polari. Tritone         infatti si sta avvicinando al culmine della sua estate         australe, un evento che si ripete con un periodo di         qualche centinaio di anni. Durante questa fase l&#8217;emisfero         sud del satellite riceve una maggior quantit&agrave; di         radiazione solare diretta che riscalda la calotta polare.         <br \/>         &nbsp;Tritone, il pi&ugrave; grande degli otto satelliti di         Nettuno, ha pi&ugrave; o meno le dimensioni e la densit&agrave; di         Plutone, la sua distanza dal Sole &egrave; 30 volte quella         della Terra. Il clima &egrave; molto freddo e ventoso, con         venti che raggiungono quasi la velocit&agrave; del suono, e la         sua superficie &egrave; soprattutto coperta di ghiacci anche se         appaiono macchie di terreno nudo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><i>Hanno partecipato a         questa ricerca: James L. Elliot, Heidi B. Hammel, Michael         J. Person, e Stephen W. McDonald del MIT (Cambridge,         Massachusetts); Otto G. Franz, Lawrence H. Wasserman,         John A. Stansberry, John R. Spencer, Edward W. Dunham,         Catherine B. Olkin e Marc W. Buie del Lowell Observatory         (Flagstaff, Arizona); Jay M. Pasachoff, Bryce A. Babcock         e Timothy H. McConnochie del Williams College         (Williamstown, Massachusetts).<\/i><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5549,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4164","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4164","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4164"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4164\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5549"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4164"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4164"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4164"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}