{"id":4160,"date":"1998-05-28T00:00:00","date_gmt":"1998-05-28T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4160","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4160\/","title":{"rendered":"La prima osservazione diretta di un possibile pianeta extrasolare (TMR-1C)"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1998\/19\/content\/9819w.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"300\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"TMR-1C\" src=\"..\/..\/hubble\/1998\/9819.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> Questa immagine ottenuta          con la camera <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#nicmos\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">NICMOS <\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">dell&#8217;Hubble,          che lavora nel vicino infrarosso, mostra il sistema TMR-1 (Taurus Molecular          Ring, star 1 &#8211; binary) di giovani stelle doppie (<b>al centro<\/b>) e rivela          una lunga e sottile nebulosa che punta verso un oggetto (<b>in basso a          sinistra<\/b>) che potrebbe rappresentare il primo pianeta extrasolare          ad essere osservato direttamente. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli oggetti pi&ugrave;         luminosi sono le protostelle del sistema binario, che         illuminano l&#8217;estesa nube di gas e polveri (<b>immagine         centrale<\/b>) dalla quale esse si sono formate. Le         protostelle sono circondate da una tale quantit&agrave; di         polveri che di fatto non sono accessibili alle lunghezze         d&#8217;onda del visibile. Comunque, la radiazione infrarossa         riesce ad attraversare le polveri e ci consente di         individuare le sorgenti. La debole croce multicolore che         si estende nelle vicinanze del sistema binario &egrave; un         effetto ottico che si produce ogniqualvolta l&#8217;Hubble         osserva oggetti molto luminosi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Sotto a sinistra c&#8217;&egrave; un         punto di luce molto pi&ugrave; debole rispetto alle stelle         doppie. Calcoli teorici indicano che questo compagno &egrave;         troppo debole per essere una stella ordinaria, mentre         l&#8217;ipotesi che si tratti di un protopianeta caldo e di         grande massa corrisponderebbe meglio al grado di         luminosit&agrave; osservata. <br \/>         Il possibile protopianeta appare alla distanza di 230         miliardi di chilometri dal sistema binario (1400 volte la         distanza tra la Terra e il Sole). Una luminosa scia di         nebulosit&agrave; si estende tra il sistema binario e il debole         compagno, suggerendo la possibilit&agrave; che esso ne sia         stato espulso. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I modelli attuali         prevedono che i giovani pianeti giganti siano ancora         caldi per la contrazione gravitazionale e per i processi         di formazione, con temperature di alcune migliaia di         gradi. Questo fatto li rende relativamente luminosi         all&#8217;infrarosso rispetto ai pianeti giganti pi&ugrave; vecchi         come il nostro Giove. Tuttavia i pianeti giovani sono         difficili da scorgere in un sistema solare in formazione         a causa del riverbero proveniente dalla stella centrale         che copre il loro debole bagliore. <br \/>         Un giovane pianeta espulso da un sistema binario pu&ograve;         quindi rappresentare un&#8217;opportunit&agrave; unica per lo studio         dei pianeti extrasolari, utilizzando le attuali         tecnologie. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine &egrave; stata         catturata il 4 agosto 1997 utilizzando la camera NICMOS         (Near Infrared Camera and Multi-Object Spectrometer) a         tre diverse lunghezze d&#8217;onda (1.6, 1.9, e 2.05 micron). I         membri del gruppo di ricerca comprendono Susan Terebey         (Extrasolar Research Corp.), Dave Van Buren, Deborah L.         Padgett (JPL), Terry Hancock (Extrasolar Research Corp.),         e Michael Brundage (JPL). <br \/>         &nbsp; <br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<table width=\"60%\" cols=\"2\" border=\"1\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>TMR-1<\/b><\/font><\/td>\n<td>&nbsp;<\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">nome della                 stella<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">TMR-1 (Taurus                 Molecular Ring, star 1 &#8211; binary)<b>&nbsp;<\/b><\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">nome del                 pianeta&nbsp;<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">TMR-1C<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Costellazione:<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Toro<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Cordinate:<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">4h39m15s RA,                 +25d53m Dec.<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Distanza:<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">450 anni                 luce&nbsp;<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<tr>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ampiezza del                 campo visivo:<\/font><\/td>\n<td><font size=\"2\" face=\"Verdana\">19 secondi                 l&#8217;arco<\/font><\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p><font size=\"3\" face=\"Verdana\"><b>Hubble riprende la         prima immagine di un pianeta extrasolare fuggiasco<\/b><\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il telescopio Spaziale         Hubble ha fornito agli astronomi la prima visione diretta         di un possibile pianeta al di fuori del Sistema Solare &#8211;         questo pianeta apparentemente e&#8217; stato espulso nello         spazio dalle stelle progenitrici. <br \/>         La scoperta &egrave; stata realizzata da Susan Terebey della Extrasolar Research          Corporation e dal suo gruppo usando lo strumento <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#nicmos\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">NICMOS<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> a bordo di HST. Ci&ograve; che segue sfida le teorie convenzionali          riguardo alla nascita e all&#8217;evoluzione dei pianeti ed offre nuove prospettive          sulla formazione del nostro stesso sistema solare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;oggetto, chiamato         TMR-1C, si trova all&#8217;interno di una regione di formazione         stellare nella costellazione del Toro e sembra giacere         alla fine di un filamento luminoso che si suppone sia         stato emesso nelle vicinanze di un sistema binario appena         formato. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Alla distanza di 450         anni luce, la stessa distanza del sistema binario appena         formato, il candidato protopianeta risulta diecimila         volte meno luminoso del Sole. Se la sua et&agrave; &egrave; di alcune         centinaia di migliaia di anni, la stessa del sistema di         stelle che lo ha generato, allora la sua massa dovrebbe         essere 2-3 volte la massa di Giove, il pianeta piu&#8217;         grande del sistema solare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ma e&#8217; anche possibile         che l&rsquo;oggetto abbia al massimo 10 milioni di anni,         la stessa eta&#8217; delle altre giovani stelle nelle         vicinanze, nel qual caso potrebbe essere un pianeta         gigante oppure una nana bruna. Una nana bruna e&#8217; una         stella molto piccola che non &egrave; riuscita ad accendere le         reazioni di fusione nucleare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il candidato         protopianeta si trova ora a 180 miliardi di chilometri         (1200 Unit&agrave; Astronomiche) dalle stelle progenitrici e si         presume stia vagando nello spazio interstellare alla         velocita&#8217; di 10 km\/s &#8211; destinato a perdersi eternamente         fra le stelle della Via Lattea. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I ricercatori stimano         che la probabilita&#8217; che si tratti soltanto di una         stellina di sfondo sia il 2%. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&quot;Se i risultati         fossero confermati, questa scoperta ci direbbe che i         pianeti giganti si formano molto velocemente. Sembra         strano che noi siamo riusciti a vedere questo fenomeno se         i pianeti giganti non sono comuni nei sistemi         binari&quot; afferma Terebey. &quot;I risultati non ci         consentono di annunciare la presenza di pianeti simili         alla Terra, tuttavia noi crediamo che la presenza dei         pianeti giganti gassosi abbia un qualche ruolo nella         formazione dei pianeti terrestri&quot;. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I modelli correnti         predicono che i pianeti giganti appena formati siano         riscaldati dal processo di contrazione. Questo li rende         particolarmente brillanti in luce infrarossa, rispetto ai         pianeti giganti vecchi, come ad esempio Giove. Anche in         questa situazione i giovani pianeti sono difficili da         individuare all&rsquo;interno di sistemi planetari         recenti, a causa della luminosit&agrave; della stella centrale,         che maschera il loro debole bagliore. Giovani pianeti         espulsi da sistemi binari rappresentano un&#8217;occasione         unica per individuarli con la tecnologia corrente. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La scoperta inoltre         sfida le teorie attuali che predicono che la formazione         per accrescimento di un pianeta gassoso occupi milioni di         anni. Viene favorita invece la teoria che i pianeti         gassosi si formino contemporaneamente alle loro stelle         progenitrici. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&quot;Questa         osservazione ci riporta indietro nel tempo, alle fasi         della formazione dei pianeti, ci offre la possibilit&agrave; di         osservarne i processi in scale temporali piuttosto brevi         e ci fornisce nuovi preziosi indizi anche sulla         formazione del nostro Sistema Solare&quot; ha affermato         Terebey. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il candidato         protopianeta e&#8217; stato scoperto accidentalmente da Terebey         e collaboratori durante lo studio con il telescopio         spaziale di immagini infrarosse di stelle appena formate         nelle nubi molecolari del Toro. La squisita sensibilita&#8217;         e la definizione di NICMOS rivela chiaramente         l&rsquo;oggetto. Tuttavia esso sarebbe stato classificato         come stella di sfondo se non ci fosse stato il filamento         lungo 180 miliardi di km come ponte tra il presunto         pianeta ed il sistema binario. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Terebey si sbilancia nel         presumere che il tunnel sia stato &quot;scavato&quot; dal         pianeta attraverso le nubi di polvere, e che la luce         proveniente dal sistema binario venga riflessa lungo le         pareti del tunnel come in una fibra ottica. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il meccanismo di         espulsione ricorda l&rsquo;effetto fionda abitualmente         sfruttato dalle sonde spaziali in prossimit&agrave; dei         pianeti: si &quot;ruba&quot; momento angolare al pianeta         e si acquista velocit&agrave;. &quot;Sappiamo che molti sistemi         tripli di stelle espellono la stella di massa minore e         possiamo predire la velocit&agrave; con cui questa si allontana         in funzione della separazione tra le due stelle         principali&quot; afferma Terebey. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ulteriori osservazioni         saranno necessarie per confermare la natura planetaria         dell&rsquo;oggetto e la velocit&agrave; di allontanamento.         Infatti lo studio dello spettro ci dir&agrave; finalmente se si         tratta di una stella di sfondo, di una nana bruna oppure         di un pianeta gassoso. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\">&nbsp;<\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><br \/>         <b>TMR-1C: un pianeta fuggiasco?<\/b><br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli astronomi ritengono         che i pianeti si possano formare intorno a stelle         singole, come i pianeti che si sono formati intorno al         nostro Sole. In questi sistemi, i resti di gas e polveri         appartenenti alla nebulosa protoplanetaria da cui si &egrave;         condensato il Sole, prendono a poco a poco ad aggregarsi         per milioni di anni. La progenie risultante continua ad         orbitare intorno alla stella. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">In alcuni sistemi         binari, gli astronomi predicono che la formazione dei         pianeti sia tutto tranne che ordinata. In questo ambiente         caotico un pianeta si pu&ograve; condensare molto velocemente         dalla contrazione di gas e polveri. Tuttavia esso non         permane a lungo in compagnia delle stelle progenitrici:         un sistema di due corpi &egrave; stabile, mentre uno formato da         tre corpi non lo &egrave;. Pertanto il pianeta viene espulso a         grande velocit&agrave; dal sistema binario. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La vita in alcuni         sistemi binari pu&ograve; essere brutale, come ci mostrano le         immagini dal Telescopio Spaziale Hubble di un possibile         giovane pianeta gassoso espulso da un altrettanto giovane         sistema binario (TMR-1) che si trova in una vasta regione         di formazione stellare nella costellazione del Toro.         Queste sorprendenti immagini sono le prime riprese di un         possibile pianeta extrasolare. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&quot;Ci&ograve; &egrave;         incredibilmente eccitante: vedere un pianeta extrasolare         per la prima volta&quot;, dice l&rsquo;astrofisico Alan         Boss del Carnagie Institution di Washington. &quot;Questa         &egrave; un&rsquo;osservazione importante, senza precedenti,         come lo &egrave; stata la prima scoperta indiretta di un         pianeta extrasolare&quot;. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">A partire dal 1995, sono         stati scoperti ben otto pianeti intorno ad altre stelle,         ma in modo indiretto, vale a dire che nessuno mai &egrave;         riuscito ad ottenerne delle immagini. Questi pianeti sono         stati identificati studiando le anomalie del moto delle         stelle intorno alle quali essi orbitano. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Fino a questa         osservazione di HST, tutti i pianeti rilevati orbitavano         intorno a stelle di media et&agrave;, come il nostro Sole. In         particolare queste immagini hanno mostrato agli astronomi         che la condensazione di un pianeta avviene molto pi&ugrave;         rapidamente di quanto essi credevano. Questo supporta         l&rsquo;idea che non tutti i pianeti si formino lentamente         ed abbiano vicini permanenti. Le teorie correnti         affermano che dapprima le polveri e poi i gas ci mettono         circa 10 milioni di anni per condensarsi dalla nebulosa e         formare cos&igrave; un pianeta gigante. Tuttavia il pianeta         gigante dell&rsquo;immagine di HST ci ha messo solo         300.000 anni per formarsi. L&rsquo;unico modo per spiegare         questa rapidissima formazione, afferma Boss, &egrave; la         condensazone diretta dallo stesso disco protoplanetario         da cui si sono formate le due stelle del sistema binario.         Dunque il meccanismo di formazione &egrave; comune a stelle,         nane brune e pianeti giganti. Le nane brune sono corpi         celesti intermedi tra pianeti e stelle: sono stelle che         non hanno abbastanza massa da accendersi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il gigante gassoso         ripreso da HST ha approssimativamente la stessa et&agrave;         delle stelle genitrici: circa 300.000 anni. I pianeti         gassosi sono centinaia di volte pi&ugrave; massicci della Terra         e sono costituiti completamente da gas. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&nbsp; <br \/>         <b>C&rsquo;&egrave; pi&ugrave; di un modo per costruire un pianeta         gassoso.<\/b> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Boss &egrave; un sostenitore         del metodo &quot;veloce&quot; di costruzione dei giganti         gassosi, almeno in certi casi. &quot;Se questo &egrave; un         pianeta e il sistema ha solo 300.000 anni, evidentemente         la teoria convenzionale non funziona&quot;. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ci&ograve; nonostante, gli         astrofisici ritengono che altri pianeti giganti, come         Giove, si siano formati nella maniera convenzionale. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>Un fertile terreno di         coltura<\/b> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Boss crede anche che i         sistemi binari siano particolarmente favorevoli per la         formazione di pianeti o almeno non cos&igrave; pericolosi per         la salute di giovani pianeti come una volta si pensava. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Met&agrave; dei pianeti         individuati indirettamente alcuni anni fa, risiede in         sistemi binari. Sebbene questi sistemi binari siano         fertili, tuttavia non &egrave; detto che siano necessariamente         un ambiente adatto per custodire i pianeti. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli astrofisici credono         che il pianeta ripreso da HST si sia formato grosso modo         alla stessa distanza dei pianeti gassosi nel nostro         sistema solare: ovvero da 700.000 km a due miliardi di         km. Il giovane pianeta lungo la sua orbita intorno ad una         stella, sarebbe stato disturbato dalla seconda e spinto         un po&rsquo; pi&ugrave; vicino ad una delle due. A lungo andare         il pianeta avrebbe preso energia dalle due stelle e         dunque sarebbe stato espulso dal sistema. Esso sta ora         sfuggendo dal sistema binario alla velocit&agrave; di 20 km\/s. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>Pianeti solitari<\/b> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli antichi greci         avevano chiamato i pianeti &quot;stelle vaganti&quot; a         causa del loro movimento sulla volta celeste rispetto         alle stelle fisse. Probabilmente questo modo di indicarli         ha colto nel segno. Il pianeta ritratto da HST &egrave; vagante         nel vero senso della parola: &egrave; destinato a perdersi         nello spazio interstellare. Boss si meraviglia di quanti         pianeti vaganti ci possono essere nella regione di         formazione stellare nel Toro. Egli ritiene che per molti         sistemi binari in formazione si possa essere formato uno         o addirittura due pianeti gassosi presto espulsi e         costretti a vagare tra le stelle. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&quot;Ci vogliono da         10.000 a 100.000 anni affinch&eacute; un pianeta venga espulso         da un sistema binario come questo&quot; afferma Boss.         &quot;Chi pu&ograve; dirlo? probabilmente questo sistema         binario ha espulso un altro pianeta prima di         questo&quot;. Questa &egrave; una delle possibilit&agrave; di cui gli         astronomi terrano conto per future osservazioni. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La natura stupefacente         del gigante gassoso rinforza anche la convinzione che         alcuni giganti gassosi migrino. Il pianeta         dell&rsquo;immagine di HST sta fuggendo dal sistema         binario, ma le precedenti scoperte di pianeti extrasolari         avevano evidenziato che quei giganti gassosi si stavano         avvicinando alle loro stelle, probabilmente a causa di         interazioni con altri pianeti. <br \/>         &nbsp; <br \/>         &nbsp; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\"><b>L&rsquo;effimera         divisione tra Nane brune e pianeti giganti gassosi.<\/b> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&rsquo;immagine di         Hubble offre interessanti indizi sulla formazione di         pianeti giganti gassosi in mondi caotici quali i sistemi         binari. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Ma le informazioni         estratte dall&rsquo;immagine pongono anche una domanda che         lascia perplessi: c&rsquo;&egrave; differenza tra un pianeta         gigante gassoso ed una nana bruna? <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La risposta &egrave;:         probabilmente non c&rsquo;&egrave; differenza nel modo in cui si         formano. Boss spiega che la differnza potrebbe consistere         nel tempo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">In sistemi binari, le         nane brune e le stelle nascono contemporaneamente dal         collasso di gas e polveri. I pianeti giganti gassosi si         formano dagli scarti del materiale. Una volta formate, le         nane brune hanno orbite eccentriche. Boss nota che fra         tutti i pianeti extrasolari e le nane brune finora         individuati, quelli con massa superiore a quattro volte         la massa di Giove hanno orbita eccentrica e sembrano         essere nane brune. Quelli con massa sotto le quattro         masse gioviane hanno orbita circolare e sembrano essere         pianeti (con una eccezione). <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&nbsp; <br \/>         <b>A caccia di pianeti<\/b> <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La maggior parte dei         lavori di ricerca di pianeti extrasolari &egrave; stata         compiuta usando metodi indiretti. Un pianeta infatti         lungo la sua orbita intorno alla stella, esercita una         forza gravitazionale che la fa oscillare. Uno dei modi         per identificare la presenza di un pianeta intorno ad una         stella &egrave; dunque studiarne lo spetto per cogliere         oscillazioni periodiche. Quando la stella si muove verso         la Terra, le righe spettrali sono spostate verso il blu         (blueshift); invece quando si allontana le righe         spettrali si spostano verso il rosso (redshift) <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Un altro metodo fa         riferimento all&rsquo;astrometria: nornalmente una stella         si muove di moto proprio lungo la volta celeste in linea         retta. Se per&ograve; un pianeta ne disturba il moto, &egrave;         possibile individuare le piccole oscillazioni che subisce         la traiettoria della stella.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5546,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-4160","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-extrasolari-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4160","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4160"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4160\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5546"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4160"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4160"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4160"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}