{"id":4145,"date":"1998-01-07T00:00:00","date_gmt":"1998-01-07T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4145","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4145\/","title":{"rendered":"Le aurore di Giove"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/98\/04\/content\/9804w.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"260\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"264\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"aurore di Giove\" src=\"..\/..\/hubble\/1998\/9804.jpg\" \/><\/a><font size=\"1\" face=\"Verdana\"> <\/font><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;Hubble fornisce una visione completa delle due          aurore (boreale e australe)&nbsp; di Giove. Le immagini, ottenute il 20          settembre 1997 con lo spettrografo <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#stis\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">STIS<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> in luce ultravioletta, sono state qui codificate&nbsp;          usando due colori artificiali (rosso e blu) per rappresentare due diverse          bande dell&#8217;ultravioletto. La luce del sole riflessa dal pianeta appare          di color marrone mentre le emissioni delle aurore appaiono bianche o con          sfumature blu o rosse.&nbsp; Le immagini delle aurore di Giove sono state          sovrapposte a quella dell&#8217;intero pianeta, ripresa dalla camera <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WFPC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">. <br \/>         Sebbene l&#8217;<\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">HST<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> abbia gi&agrave; ottenuto immagini di tali fenomeni polari ancora          nel 1990, il nuovo strumento STIS &egrave; dieci volte pi&ugrave; potente delle precedenti          camere. E&#8217; cos&igrave; possibile operare con esposizioni pi&ugrave; brevi, evitando          quindi gli effetti dovuti alla rotazione del pianeta che sfocano l&#8217;immagine,          e ottenendo una risoluzione da due a cinque volte maggiore. <br \/>         La risoluzione di queste immagini &egrave; sufficiente per         mostrare la &quot;cortina&quot;&nbsp; di luce aurorale         che si estende per diverse centinaia di chilometri lungo         il bordo del pianeta. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le immagini delle         cortine aurorali della Terra, prese dallo Shuttle, hanno         un&#8217;apparenza simile. <br \/>         Le aurore appaiono come&nbsp; brillanti fasce di luce         nell&#8217;alta atmosfera di Giove.&nbsp; Come sulla Terra, le         tempeste aurorali di Giove si sviluppano quando le         particelle elettricamente cariche catturate dal campo         magnetico che circonda il pianeta, scendono a spirale         verso i poli magnetici nord e sud. Quando le particelle         si scontrano con gli strati alti dell&#8217;atmosfera, ne         eccitano gli atomi e le molecole e ne provocano la         luminescenza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli elettroni che         colpiscono l&#8217;atmosfera terrestre provengono dal Sole e la         luce dell&#8217;aurora, che si attiva quindi in risposta al         &quot;vento solare&quot;, rimane concentrata sopra il         cielo notturno, dato che la Terra, al di sotto, procede         con il suo moto di rotazione. <br \/>         Le aurore terrestri si manifestano in         &quot;tempeste&quot; che si estendono dalle regioni         polari verso le latitudini pi&ugrave; basse, in risposta         all&#8217;attivit&agrave; solare. <br \/>         Le aurore gioviane invece, sono causate da particelle         emesse dai vulcani di Io, una delle principali lune del         pianeta. Queste particelle cariche vengono intrappolate         dal campo magnetico e cominciano a ruotare assieme al         pianeta, producendo gli ovali di luce aurorale centrata         sui poli magnetici, sia nel cielo notturno che in quello         diurno. <br \/>         Gli scienziati hanno confrontato le immagini dell&#8217;Hubble         con le misurazioni del campo magnetico e delle particelle         cariche in co-rotazione prese dalla <\/font><a href=\"http:\/\/www.jpl.nasa.gov\/galileo\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">navicella Galileo<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> nella convinzione che i dati potranno         essere utilizzati per capire meglio il fenomeno. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Entrambe le aurore         mostrano chiaramente delle scie luminose derivanti&nbsp;         da Io. Si tratta di strisce bianche a forma di comete che         si trovano appena al di fuori degli ovali delle aurore.         Queste scie sono causate da invisibili correnti         elettriche di particelle cariche (equivalenti a circa un         milione di ampere) emesse da Io, che fluiscono lungo le         linee del campo magnetico di Giove in direzione dei suoi         poli magnetici.&nbsp; Questa fortissima corrente, quando         entra nell&#8217;atmosfera del pianeta, produce aurore luminose         ma ben localizzate. <br \/>         Le parti pi&ugrave; luminose di ciascuna emissione (a sinistra         di ciascuna immagine) individuano i punti esatti dove le         linee magnetiche lasciano la loro impronta. Queste scie         corrispondono alle zone di massima emissione         ultravioletta. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>Credits: John Clarke         (University of Michigan), and NASA<\/em><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5531,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[80],"tags":[],"class_list":["post-4145","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-pianeti-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4145","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4145"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4145\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5531"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4145"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4145"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4145"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}