{"id":4143,"date":"1998-01-08T00:00:00","date_gmt":"1998-01-08T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4143","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4143\/","title":{"rendered":"Le lontane supernovae e l&#8217;espansione dell&#8217;universo"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Scrutando nel         profondo universo per analizzare la luce di stelle         esplose molto prima della formazione del nostro Sole, il         Telescopio Spaziale Hubble ha consentito agli astronomi         di scoprire che la velocit&agrave; di espansione         dell&rsquo;universo non &egrave; rallentata da quando &egrave;         avvenuto il Big Bang e quindi esso continuer&agrave; ad         espandersi indefinitamente.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Al meeting invernale         dell&rsquo; American Astronomical Society, Peter Garnavich         e il suo gruppo hanno riportato le loro osservazioni         preliminari, concludendo che nel cosmo non c&rsquo;&egrave; una         sufficiente quantit&agrave; di materia per fornire la gravit&agrave;         necessaria ad arrestare l&rsquo;espansione.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Se queste prime         conclusioni saranno confermate da ulteriori osservazioni,         il difetto di decelerazione riscontrato imporr&agrave; una         nuova valutazione dell&rsquo;et&agrave; dell&rsquo;universo. Se         l&rsquo;universo ha un&rsquo;et&agrave; molto maggiore dei 15         miliardi di anni ritenuti fino ad ora come la stima pi&ugrave;         corretta, si risolverebbe un potenziale paradosso causato         dalla scoperta di stelle che dovrebbero avere         un&rsquo;et&agrave; maggiore di quella dell&rsquo;universo.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I risultati sono basati         su misurazioni di distanza di supernovae molto lontane,         che sono esplose diversi miliardi di anni fa. Determinare         la loro distanza significa capire se l&rsquo;universo in         quell&rsquo;epoca si espandeva a maggiore velocit&agrave; oppure         no. La supernova pi&ugrave; lontana analizzata in questa         ricerca esisteva 7,7 miliardi di anni fa, un&rsquo;et&agrave;         pari a circa la met&agrave; di quella dell&rsquo;universo. Altre         due supenovae esplosero 5 miliardi di anni fa, pi&ugrave; o         meno all&rsquo;epoca della formazione del nostro Sistema         Solare.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le supernovae sono gli         eventi pi&ugrave; luminosi del nostro universo e quindi sono         candidati ideali per essere utilizzati come strumenti di         misura delle grandi distanze cosmiche. Le supernovae         studiate dall&rsquo;Hubble appartengono al Tipo Ia, che         sono considerate degli attendibili indicatori di distanza         dato che la loro magnitudine assoluta &egrave; strettamente         correlata alla durata dell&rsquo;affievolimento che segue         l&rsquo;esplosione. Sebbene questa classe di supernovae         sia conosciuta ancora dagli anni &rsquo;50, gli astronomi         hanno dovuto aspettare il Telescopio Spaziale Hubble per         poter identificare oggetti di questo tipo posti ad una         distanza sufficiente grande da poterci fornire una stima         utile della decelerazione dell&rsquo;universo. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Dato che le osservazioni         Hubble devono essere programmate molto tempo prima, la         ricerca delle supernovae adatte allo scopo e l&#8217;analisi         spettroscopica per la determinazione del loro redeshift         vengono svolte da telescopi a terra. Il Telescopio         Spaziale Hubble viene utilizzato per eseguire le         successive osservazioni della curva di luce delle         supernovae selezionate per la ricerca. Ogni supernova         viene fotografata alcune volte a distanza di circa una         settimana tra una osservazione e la successiva, per poter         misurare l&rsquo;affievolimento dell&rsquo;emissione         luminosa e quindi determinare la curva di luce.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">La ricerca del         &quot;parametro di decelerazione&quot;, un dato         fondamentale per stimare l&rsquo;et&agrave; e il destino         dell&rsquo;universo, &egrave; stata perseguita dai cosmologi per         quasi mezzo secolo. I ricercatori comunque ci avvertono         che le loro scoperte sono ancora preliminari e che sar&agrave;         necessario analizzare un campione pi&ugrave; consistente di         supernovae per permettere una stima pi&ugrave; precisa della         densit&agrave; di materia nello spazio e del parametro di         decelerazione.<\/font><\/p>\n<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/pr\/1998\/02\/c.html\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"400\" height=\"127\" border=\"0\" alt=\"Supernova  1997ap\" src=\"..\/..\/hubble\/1998\/9802.jpg\" \/><\/a><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Queste         immagini in falsi colori fanno parte del programma <em>Supernova         Cosmology Project <\/em>diretto da Perlmutter. Esse         rappresentano una delle supernovae pi&ugrave; lontane (la         misura della distanza &egrave; stata confermata         spettroscopicamente). A sinistra e al centro, due         immagini a confronto ottenute dal telescopio di 4 metri         di Cerro Tololo (Cerro Tololo Interamerican Observatory)         ci mostrano una piccola regione di cielo poco prima e         poco dopo l&#8217;apparizione della supernova di Tipo Ia         (denominata SN 1997ap). L&#8217;esplosione &egrave; avvenuta in         un&#8217;epoca in cui l&#8217;universo aveva circa la met&agrave; dell&#8217;et&agrave;         attuale.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine a destra         mostra la stessa supernova come viene vista dal         Telescopio Spaziale Hubble. Si tratta di una foto molto         pi&ugrave; nitida che consente una migliore stima della         magnitudine apparente e, confrontando questo dato con la         magnitudine assoluta, anche la distanza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"1\" face=\"Verdana\"><em>Credit: Perlmutter         et al., The Supernova Cosmology Project<\/em><\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5529,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[],"class_list":["post-4143","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmologia-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4143","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4143"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4143\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5529"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4143"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4143"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4143"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}