{"id":4138,"date":"1997-10-29T00:00:00","date_gmt":"1997-10-29T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2017-10-22T10:47:15","modified_gmt":"2017-10-22T08:47:15","slug":"4138","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4138\/","title":{"rendered":"Le stelle blu vagabonde nell&#8217;ammasso 47 Tucanae (NGC 104)"},"content":{"rendered":"<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">L&#8217;Hubble consente di far luce sull&#8217;enigma dell&#8217;origine e dell&#8217;evoluzione delle <i>stelle blu vagabonde<\/i>, chiamate anche <i>stelle blu ritardatarie<\/i> (<i>blu straggler stars<\/i>), una specie &#8220;esotica&#8221; presente negli ammassi globulari. <\/span><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/PR\/97\/35\/content\/9735w.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9735.jpg\" alt=\"47 Tucanae\" width=\"300\" height=\"194\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"4\" \/><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Il nucleo dell&#8217;ammasso globulare 47 Tucanae (NGC 104) ospita molte &#8220;stelle blu ritardtarie &#8220;, stelle che brillano con la luce azzurra tipica delle stelle giovani. L&#8217;<b>immagine a sinistra<\/b> mostra l&#8217;intero, affollato ammasso 47 Tucanae, localizzato a 15.000 anni-luce di distanza nella costellazione del Tucano, come \u00e8 stato fotografato da un telescopio con base a terra.. Scrutando nel cuore del luminoso nucleo dell&#8217;ammasso, appraentemente compatto, la camera <\/span><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">WF\/PC2<\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\"> dell&#8217;HST \u00e8 riuscita a separarlo nelle numerose, singole stelle, che lo compongono (<b>immagine a destra<\/b>). Molte di queste stelle brillano del colore tipico delle stelle &#8220;anziane&#8221;; altre invece hanno il colore azzurro delle &#8220;stelle vagabonde&#8221;. I cerchi gialli evidenziano alcune di queste ultime. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Gli astronomi teorizzano ora, che le stelle blu vagabonde possono formarsi in seguito ad una lenta fusione\u00a0 di una coppia di stelle appartenenti ad un sistema doppio, oppure dalla collisione violenta di due stelle che, in origine, non avevano relazione tra loro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Questa immagine \u00e8 una composizione, a tre colori codificati, di fotografie prese con tre diversi filtri: il filtro ultravioletto (codificato in blu), il filtro blu (codificato in verde) e il filtro viola (codificato in rosso). Le tavole dei colori sono state assegnate in modo tale che le stelle giganti rosse appaiono di colore arancione, le stelle della sequenza principale sono bianche\/grigie, e le stelle blu vagabonde appaiono di colore azzurro. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\"><br \/>\nL&#8217;origine e l&#8217;evoluzione delle stelle blu vagabonde, scoperte 45 anni fa da Allan Sandage\u00a0 nell&#8217;ammasso globulare M3, hanno\u00a0\u00a0 sempre rappresentato un enigma di difficile interpretazione. Essi infatti non riuscivano a spiegare la presenza di questo tipo di stelle molto luminose, calde e poco frequenti, che risiedono in un ambiente ben stabilizzato composto da altre stelle molto pi\u00f9 vecchie. E&#8217; come incontrare degli adolescenti in una &#8220;casa di ricovero stellare&#8221;. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Grazie al telescopio <\/span><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">HST<\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">, gli astronomi ora hanno la prova che pu\u00f2 finalmente aiutare a risolvere il mistero della loro origine.<br \/>\nUtilizzando il Faint Object Spectrograph, rimosso dall&#8217;Hubble ancora nella seconda missione di servizio, gli astronomi avevano analizzato lo spettro di una singola stella blu vagabonda, misurandone la temperatura, il raggio e la velocit\u00e0 di rotazione. Il team ha poi confrontato queste misure con la magnitudine apparente presa dall&#8217;immagine di archivio del <\/span><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">WF\/PC2<\/span><\/a><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">, per ottenerne una stima della massa. I risultati indicano che si tratta di una stella piuttosto massiccia (1,7 la massa solare) con una velocit\u00e0 di rotazione elevata (75\u00a0 volte rispetto a quella del Sole).<br \/>\nPer mezzo di questi tre dati (temperatura, massa, velocit\u00e0 di rotazione) gli astronomi possono ipotizzare la sua origine. Ora essi credono che le stelle blu vagabonde derivino dall&#8217;incontro e dalla conseguente fusione di due stelle di piccola massa. Sulle modalit\u00e0 dell&#8217;incontro esistono per\u00f2 due diverse teorie: una di esse propone un lento incontro di due\u00a0 stelle legate gravitazionalmente tra loro in un sistema binario, l&#8217;altra invece prevede uno scenario di collisione violenta tra due stelle che, casualmente, avevano traiettorie incidenti all&#8217;interno del denso nucleo dell&#8217;ammasso globulare.<br \/>\nNel caso della particolare stella blu analizzata, il team propende per la prima teoria. Infatti in un sistema binario in cui le due stelle sono abbastanza vicine da &#8220;toccarsi&#8221;, la pi\u00f9 massiccia delle due &#8220;cannibalizza&#8221; la compagna pi\u00f9 piccola producendo una singola stella ancora pi\u00f9 massiccia. Si spiega in questo modo anche la notevole velocit\u00e0 di rotazione della stella blu,\u00a0 derivata dal rapido moto orbitale del sistema binario originale. <\/span><\/p>\n<p><span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\">Gli ammassi globulari sono sistemi massicci formati da oltre un milione di stelle agglomerate all&#8217;interno di uno sferoide di circa 20 anni-luce di diametro. Essi possono essere considerati fra i\u00a0 pi\u00f9 antichi sistemi stellari della Via Lattea (la nostra Galassia). La notevole velocit\u00e0 delle stelle all&#8217;interno di questi affollati ammassi portano ad una maggiore probabilit\u00e0 di collisioni o di interazioni dinamiche tra di loro, rispetto a ci\u00f2\u00a0 che avviene invece in altre regioni della Galassia, come ad esempio nei dintorni del nostro Sole, dove esse sono molto pi\u00f9 sparpagliate e distanziate.<br \/>\nQuesti processi possono produrre una notevole variet\u00e0 di stelle di tipo &#8220;esotico&#8221; come le binarie a raggi-X, le pulsar e le stelle blu vagabonde, tutte osservabili\u00a0 nei nuclei degli ammassi globulari. <\/span><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":4599,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[85],"tags":[],"class_list":["post-4138","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-ammassi-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4138","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4138"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4138\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/4599"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4138"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4138"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4138"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}