{"id":4135,"date":"1997-09-24T00:00:00","date_gmt":"1997-09-24T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4135","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4135\/","title":{"rendered":"Una stella a neutroni solitaria"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli astronomi, utilizzando        l&#8217;<\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">HST <\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">hanno dato il primo sguardo, in luce visibile, ad una stella        a neutroni solitaria. Questo fatto offre una opportunit&agrave; unica per misurare        con accuratezza le sue dimensioni e per definire meglio le teorie sulla        composizione e struttura di questa bizzarra categoria di stelle che hanno        subito un collasso gravitazionale. <br \/>         &nbsp; <\/font><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/nscra.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"240\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"177\" border=\"0\" align=\"left\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9732.jpg\" alt=\"\" \/><\/a><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Questa &egrave; la prima immagine         diretta, in luce visibile, di una stella a neutroni         solitaria, come &egrave; stata vista dal telescopio spaziale         Hubble. L&#8217;esito dell&#8217;interpretazione di queste immagini         indica che la stella &egrave; molto calda (1,2 milioni di gradi         in superficie) e che il suo diametro non &egrave; maggiore di         28 km. Questi risultati provano che l&#8217;oggetto osservato         deve essere una stella a neutroni, perch&eacute; nessun altro         tipo di oggetto conosciuto pu&ograve; essere cos&igrave; caldo,         piccolo e debole (la sua magnitudine &egrave; inferiore ai 25         gradi).&nbsp; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il primo indizio della         presenza di una stella a neutroni in questa zona di cielo         si &egrave; presentato nel 1992 quando il <\/font><a href=\"http:\/\/heasarc.gsfc.nasa.gov\/docs\/rosat\/rosat3.html\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">ROSAT (il satellite Roentgen)<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> scopr&igrave; una brillante sorgente         di raggi X senza controparti ottiche. Questo fatto         attir&ograve; l&#8217;attenzione degli astronomi perch&eacute;, oggetti di         questa intensit&agrave; di emissione e di questa temperatura,         senza alcuna controparte in altre lunghezze d&#8217;onda, sono         estremamente rari.&nbsp; <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WF\/PC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> (Wide Field Planetary Camera 2) del telescopio          spaziale Hubble, utilizzato nell&#8217;ottobre del 1996 per intraprendere una          ricerca di oggetti ottici, scopr&igrave; un punto di luce a 2 secondi d&#8217;arco          (1\/900 del diametro lunare) dalla posizione della sorgente X.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Caratterizzando con         successo le propriet&agrave; di una stella a neutroni isolata,         gli astrofisici avranno l&#8217;opportunit&agrave; di capire meglio         la transizione che la materia subisce quando &egrave; soggetta         alla straordinarie pressioni e temperature che si trovano         nell&#8217;intenso campo gravitazionale di una stella a         neutroni. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Secondo Fred Walter         (State University of New York, Stony Brook) le dimensioni         di questa stella sono molto vicine ai limiti teorici         minimi per le stelle a neutroni e questo fatto comporta         la necessit&agrave; di eliminare alcuni dei molti modelli         proposti per descrivere la loro struttura. I risultati         delle osservazioni, eseguite da Fred Walter e Lynn         Matthews, sono riportati nella rivista <i>Nature<\/i> (25         settembre). <br \/>         Le stelle a neutroni, che sono create in alcune         supernovae, sono cos&igrave; dense perch&eacute; gli elettroni e i         protoni che compongono la normale materia sono stati         schiacciati formando neutroni ed altre particelle         subatomiche esotiche. Quella delle stelle a neutroni &egrave;         la forma di materia pi&ugrave; densa che si conosca         (teoricamente, una porzione della sua superficie, pesante         quanto una flotta navale, occuperebbe un volume cos&igrave;         piccolo da poter essere contenuta nel palmo di una mano).         <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Le osservazioni         dell&#8217;Hubble, combinate con i dati precedenti aiuteranno         gli astronomi a ridefinire la descrizione matematica         (equazione di stato) delle complesse trasformazioni che         la materia subisce alle straordinarie densit&agrave; che non         sono riscontrabili sulla Terra. Le equazioni di stato         della materia &quot;ordinaria&quot; (come ad esempio i         passaggi di stato dell&#8217;acqua da solida a liquida ad         aeriforme) sono ben note, ma il comportamento della         materia alle temperature e pressioni estreme che si         trovano in una stella a neutroni non &egrave; ancora ben         conosciuto. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Nella nostra Galassia         dovrebbero esistere diverse centinaia di milioni di         stelle a neutroni. Comunque, tutte le stelle a neutroni         trovate fino ad ora fanno sempre parte di un sistema         binario visibile ai raggi X oppure si tratta di pulsar         (una categoria di stelle a neutroni che emettono         pulsazioni ritmiche di raggi X). La stella a neutroni         visibile per mezzo dell&#8217;Hubble non &egrave; un membro di un         sistema binario, non produce di raggi X e non &egrave; nemmeno         una radiosorgente. Le pulsar sono giovani stelle a         neutroni nate con un forte campo magnetico; le stelle a         neutroni non pulsanti sono forse delle vecchie pulsar con         un&#8217;et&agrave; superiore al milione di anni, oppure non sono mai         state delle pulsar. Molto poche sono le stelle a neutroni         solitarie che sono state individuate per mezzo di         osservazioni a raggi X, e questa &egrave; la prima controparte         ottica ad essere stata identificata. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il primo indizio della         presenza di una stella a neutroni in questa zona di cielo         si &egrave; presentato nel 1992 quando il ROSAT (il satellite         Roentgen) scopr&igrave; una brillante sorgente di raggi X senza         controparti ottiche. Questo fatto attir&ograve; l&#8217;attenzione         degli astronomi perch&eacute;, oggetti di questa intensit&agrave; di         emissione e di questa temperatura, senza alcuna         controparte in altre lunghezze d&#8217;onda, sono estremamente         rari. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WF\/PC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> (Wide Field Planetary Camera 2) del telescopio          spaziale Hubble, utilizzato nell&#8217;ottobre del 1996 per intraprendere una          ricerca di oggetti ottici, scopr&igrave; un punto di luce a 2 secondi d&#8217;arco          (1\/900 del diametro lunare) dalla posizione della sorgente X. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Gli astronomi non         avevano misurato la distanza della stella a neutroni, ma         fortunatamente essa si trova davanti ad una nebulosa         molecolare di distanza nota (400 anni luce), nella         costellazione della Corona Australe. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Usando la distanza della         nebulosa come limite superiore, gli astronomi hanno         stimato la misura del suo diametro, confrontando         successivamente la luminosit&agrave; della stella a neutroni e         il colore misurati dall&#8217;Hubble, con l&#8217;intensit&agrave;         dell&#8217;emissione X rilevata dai satelliti <\/font><a href=\"http:\/\/heasarc.gsfc.nasa.gov\/docs\/rosat\/rosat3.html\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">ROSAT<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> e <\/font><a href=\"http:\/\/www.cea.berkeley.edu\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">EUVE (Extreme Ultraviolet Explorer)<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;oggetto &egrave; il pi&ugrave;         brillante alle lunghezze d&#8217;onda dei raggi X. Nelle due         immagini dell&#8217;Hubble, l&#8217;oggetto &egrave; maggiormente brillante         alla lunghezza d&#8217;onda dell&#8217;ultravioletto che in quella         visibile. Essi hanno concluso che stavano osservando         direttamente una superficie ultra-compatta che brucia         alla temperatura di 1,2 milioni di gradi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Per essere cos&igrave; caldo e         nello stesso tempo cos&igrave; debole (inferiore ai 25 gradi di         magnitudine alla luce visibile) e relativamente cos&igrave;         vicino alla Terra, l&#8217;oggetto deve essere estremamente         piccolo, minore ancora di una nana bianca. Una calda nana         bianca dovrebbe trovarsi a 150.000 anni luce di distanza         per essere vista con questa stessa magnitudine, e         dovrebbe emettere raggi X con una intensit&agrave; 70.000 volte         inferiore. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I 28 km stimati di         diametro, sono stati calcolati assumendo che la stella a         neutroni sia alla massima distanza possibile, proprio         davanti al &quot;muro&quot; oscurante della nebulosa         molecolare. Se la stella a neutroni fosse         significativamente pi&ugrave; vicina rispetto a noi, come ad         esempio a met&agrave; strada tra noi e la nebulosa, essa         dovrebbe essere ancora pi&ugrave; piccola, e rappresenterebbe         una sfida ancora pi&ugrave; grande alle teorie dell&#8217;equazione         di stato della materia nucleare. <br \/>         Sebbene le stelle a neutroni di un sistema binario         permettano agli astronomi di misurare la loro massa, che         risulta essere compatibile con la teoria, &egrave; molto pi&ugrave;         difficile per gli astronomi stimare il loro diametro.         Siccome le stelle a neutroni dei sistemi binari si         &quot;nutrono&quot; delle loro stelle compagne, la luce         non viene prodotta esclusivamente dalla superficie ma         anche dai getti, dai dischi e da altri fenomeni che         avvengono attorno alla stella. Questo fatto pu&ograve; portare         all&#8217;imprecisione nella stima delle loro dimensioni. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Durante il prossimo anno, un programma          di osservazioni dell&#8217;Hubble sar&agrave; utilizzato nel tentativo di determinare          esattamente la distanza e il diametro di questa stella a neutroni. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Vedi anche: <\/font> <font size=\"2\" face=\"Verdana, Arial, Helvetica, sans-serif\"><a href=\"..\/..\/hubble\/2000\/0035.htm\">La          pi&ugrave; vicina stella a neutroni<\/a> (9 novembre 2000)<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5521,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[84],"tags":[],"class_list":["post-4135","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-stelle-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4135","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4135"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4135\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5521"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4135"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4135"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4135"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}