{"id":4128,"date":"1997-07-30T00:00:00","date_gmt":"1997-07-30T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4128","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4128\/","title":{"rendered":"Una lente gravitazionale permette di scoprire la pi\u00f9 lontana galassia dell&#8217;universo"},"content":{"rendered":"<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Un <i>team<\/i>         internazionale di astronomi, combinando la nitidezza         delle immagini ottenute dall&#8217;HST con la grande capacit&agrave;         di raccolta di luce dei telescopi <\/font><a href=\"http:\/\/www2.keck.hawaii.edu:3636\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">W. M. Keck<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> (Hawaii) e l&#8217;effetto amplificatore di una         lente gravitazionale, ha scoperto la galassia pi&ugrave;         lontana finora conosciuta. <br \/>         <\/font><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/grlz492.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"280\" vspace=\"4\" hspace=\"5\" height=\"171\" border=\"0\" align=\"left\" nosave=\"\" alt=\"Lente gravitazionale\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9725.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">&nbsp; <b>[Immagine a sinistra]<\/b>&nbsp;         <br \/>         La foto principale, ottenuta il 13 gennaio 1996 con l&#8217;Hubble&#8217;s Wide Field          Planetary Camera-2 (<\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WF\/PC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">) dell&#8217;<\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">HST<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> centrata sull&#8217;ammasso di galassie CL1358+62,          ha rivelato l&#8217;immagine, ingrandita per l&#8217;effetto di lente gravitazionale,          di una galassia che si trova dietro l&#8217;ammasso, a grandissima distanza.          L&#8217;immagine appare come una mezzaluna rossa nella parte centrale-inferiore          della foto. L&#8217;immagine della galassia &egrave; resa pi&ugrave; luminosa, ingrandita          e deformata ad arco dall&#8217;influenza gravitazionale dell&#8217;ammasso di galassie          che agisce come una lente gigantesca.&nbsp; <br \/>         <b>[Immagine in alto a destra]<\/b>&nbsp; <br \/>         Un primo piano dell&#8217;oggetto ci fa capire perch&eacute;         gli&nbsp; astronomi sono cos&igrave; eccitati da questa unica         opportunit&agrave; di studiare la struttura di una lontana         galassia. L&#8217;immagine della galassia &egrave; stirata, e rivela         minuscoli nodi di vigorose attivit&agrave; di formazione         stellare. L&#8217;immagine ci fornisce un primo sguardo         dettagliato delle fasi iniziali di costruzione di una         galassia.&nbsp; <br \/>         <b>[In basso a destra]&nbsp;<\/b>&nbsp; <br \/>         Il modello teorico della lente gravitazionale &egrave; stato         usato per correggere le deformazioni causate all&#8217;immagine         della galassia e riportarla quindi alla sua forma         normale. L&#8217;aspetto corretto ci offre una visione a forte         ingrandimento della lontana galassia, con dettagli 5-10         volte pi&ugrave; piccoli di quanto l&#8217;Hubble da solo potrebbe         fornire. Si vedono chiaramente diverse luminose e         compatte regioni di intensa formazione stellare. Queste         regioni hanno una estensione di circa 700 anni-luce. I         nodi sono cos&igrave; luminosi da indicare un&#8217;attivit&agrave;         esplosiva di formazione stellare molto pi&ugrave; rapida di         qualsiasi altra presente nella maggior parte delle         galassie attuali.<\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;esatta misura della         distanza per mezzo dell&#8217;osservazione spettroscopica dell&#8217;<\/font><a href=\"http:\/\/www2.keck.hawaii.edu:3636\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">osservatorio Keck<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> nelle Hawaii mostra che la galassia &egrave; la         pi&ugrave; lontana mai vista. La sua luce ci raggiunge&nbsp; da         un periodo in cui l&#8217;et&agrave; dell&#8217;universo era soltanto         uguale al 7% della sua et&agrave; attuale che &egrave; di circa 14         miliardi di anni.&nbsp; Questa giovane galassia &egrave;         lontana 13 miliardi di anni luce. L&#8217;ammasso di galassie         che si trova in &quot;primo piano&quot; e che funge da         lente gravitazionale, dista da noi 5 anni-luce. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Il fatto che la galassia         abbia un&#8217;et&agrave; di 13 miliardi di anni, ci costringe a         spostare indietro nel tempo l&#8217;epoca della formazione e         dell&#8217;evoluzione delle galassie a meno di un miliardo di         anni dopo il Big Bang. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine dettagliata         mostra che questa galassia contiene densi e brillanti         nodi di stelle massicce.. La vivace attivit&agrave; di         formazione stellare al suo interno fa s&igrave; che questa         giovane galassia sia una delle pi&ugrave; brillanti         dell&#8217;universo, con una luminosit&agrave; intrinseca dieci volte         maggiore di quella della nostra Via Lattea. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Prevista da Einstein         nella sua teoria della relativit&agrave; generale, una lente         gravitazionale &egrave; un oggetto di grande massa (come ad         esempio un gruppo di galassie) la cui densit&agrave; &egrave;         talmente alta da curvare sensibilmente lo spazio nei suoi         dintorni; in questo modo, il percorso della luce         proveniente da oggetti che si trovano anche a grande         distanza dietro la lente, viene curvato attorno ad essa         con il risultato che, dalla Terra, noi&nbsp; vediamo tali         oggetti fortemente ingranditi. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;oggetto in questo caso         &egrave; cos&igrave; lontano che soltanto l&#8217;aiuto della lente         gravitazionale (che in questo caso &egrave; costituita da un         ammasso di galassie in primo piano lontane 5 miliardi di         anni-luce) ci consente di osservarlo con questi dettagli.         L&#8217;Hubble e il Keck da soli non ci sarebbero riusciti. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">A causa del raro e         fortunato allineamento della giovane galassia dietro         all&#8217;ammasso di galassie in primo piano, gli astronomi         guadagnano un ingrandimento valutato tra le cinque e le         dieci volte maggiore di quello che si potrebbe ottenere         dall&#8217;HST da solo. Un segno eloquente dell&#8217;effetto-lente         &egrave; la deformazione dell&#8217;immagine della galassia che         acquista un aspetto arcuato, dovuto all&#8217;influenza         gravitazionale dell&#8217;ammasso di galassie. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">L&#8217;immagine della         galassia &egrave; stata notata la prima volta a causa del suo         colore rossastro. Tale colore, dovuto all&#8217;assorbimento         causato dalla materia presente tra noi e la galassia, ha         suggerito agli astronomi che l&#8217;oggetto si dovesse trovare         ad una notevole distanza. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Tale sospetto &egrave; stato         confermato quando il gruppo di astronomi esegu&igrave;         l&#8217;osservazione spettroscopica per mezzo dei telescopi         gemelli <\/font><a href=\"http:\/\/www2.keck.hawaii.edu:3636\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Keck<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> del Mauna Kea per misurare il redshift e         quindi la distanza dell&#8217;oggetto. Il redshift ottenuto         (z=4.92) corrisponde ad un&#8217;epoca veramente lontana nel         tempo, quando l&#8217;universo stava appenda cominciando a         formare le prime galassie e supera quello del quasar         PC1247+34 (z=4.90), l&#8217;oggetto pi&ugrave; lontano che si         conosceva. <br \/>         Basandosi su questa immagine &egrave; possibile giungere a         qualche conclusione riguardo alla formazione di galassie         cos&igrave; antiche. I nodi mostrano che la nascita delle         stelle avviene in una regione molto piccola rispetto alle         dimensioni finali della galassia. Queste osservazioni         aiutano a chiarire il modello di formazione delle         galassie che prevede un &quot;calderone&quot; di gas         caldi, con nodi e intensa formazione stellare, forti         venti e fusioni (collisioni tra densi nodi di formazione         stellare) <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Usando le possibilit&agrave;         spettroscopiche del <\/font><a href=\"http:\/\/www2.keck.hawaii.edu:3636\/\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Keck<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">, gli astronomi sono riusciti per la prima         volta a misurare anche il movimento dei gas all&#8217;interno         di tale lontana galassia. Le osservazioni rivelano flussi         di gas a 200 Km\/sec che escono come filamenti di fuochi         artificiali, presumibilmente accellerati da esplosioni di         supernove. <\/font><\/p>\n<p><font size=\"2\" face=\"Verdana\">I forti venti che si         osservano suggeriscono che le galassie, quando sono         giovani, possono diffondere intorno una grande quantit&agrave;         di particelle e in questo modo arricchiscono lo spazio         vuoto circostante. Molti astronomi avevano immaginato         l&#8217;esistenza di simili venti e ora abbiamo un oggetto che         consente di osservarli. E&#8217; sorprendente che la galassia         pi&ugrave; lontana che abbiamo trovato, ci fornisca anche le         immagini pi&ugrave; dettagliate di eventi attribuibili a tali         antichissimi oggetti. <\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5514,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[91],"tags":[],"class_list":["post-4128","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-cosmologia-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4128","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4128"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4128\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5514"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4128"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4128"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4128"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}