{"id":4109,"date":"1997-01-13T22:00:00","date_gmt":"1997-01-13T22:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2017-10-22T17:14:20","modified_gmt":"2017-10-22T15:14:20","slug":"4109","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4109\/","title":{"rendered":"Spiegata la distruzione dei dischi protoplanetari in Orione"},"content":{"rendered":"<p>I modelli teorici associati alle osservazioni Hubble delle stelle del Trapezio (appartenenti alla nebulosa di Orione) suggeriscono che i dischi che circondano le giovani stelle del gruppo non possono sopravvivere abbastanza a lungo per poter formare sistemi planetari attorno ad esse. Questo implica che le regioni di formazione stellare rappresentano un ambiente ostile per la formazione dei pianeti. Nel Trapezio, una giovane regione di formazione stellare, si possono osservare i dischi di gas e polveri che evaporano rapidamente a causa della potente radiazione emessa da alcune luminose e massicce stelle centrali. Questa radiazione fotoionizza, riscalda e disperde i gas freddi che circondano le altre stelle. Entro un milione di anni i dischi sono destinati a consumarsi mentre, secondo il modello attualmente pi\u00f9 accettato, per poter formare sistemi planetari avrebbero bisogno molto pi\u00f9 tempo (da uno a dieci milioni di anni).<\/p>\n<p style=\"text-align: center;\"><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/partmosaic.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-size: xx-small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_1.jpg\" alt=\"Il &quot;core&quot; del Trapezio\" width=\"300\" height=\"332\" border=\"0\" vspace=\"4\" \/><\/span><\/a><\/p>\n<p>Nella regione centrale del Trapezio possiamo vedere le quattro stelle massicce e la pletora di stelle di dimensioni paragonabili al nostro Sole circondate da estese aree di emissione. Il Trapezio si trova al centro della nebulosa di Orione che qui \u00e8 visibile come una luminosit\u00e0 blu di sottofondo. E\u2019 interessante notare come il materiale che circonda le stelle di tipo solare produca una struttura simile a una cometa con una testa luminosa e una coda che si dispone dalla parte opposta rispetto alle energetiche e massicce stelle centrali.<\/p>\n<p>Il Trapezio si trova appena al di sotto della cintura di Orione. Distante da noi soltanto 1500 anni-luce, \u00e8 la pi\u00f9 vicina regione di formazione stellare che conosciamo. Essa contiene sia stelle di dimensioni paragonabili al nostro Sole, sia stelle molto pi\u00f9 massicce. Mentre i telescopi a terra possono osservare soltanto delle estese strutture che circondano le stelle di tipo solare, il Telescopio Spaziale \u00e8 in grado di produrre immagini di incredibile dettaglio che ci mostrano come queste stelle siano avvolte da dischi circumstellari e immerse in una ambiente di gas diffuso e ionizzato.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/hst10haniioi.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_2.jpg\" alt=\"dischi protoplanetari in evaporazione\" width=\"200\" height=\"197\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"5\" \/><\/span><\/a>L\u2019immagine in falsi colori rappresenta un sistema di dischi protoplanetari a forma di goccia. In alto a sinistra si vede solo la sagoma di uno di questi dischi che risalta rispetto allo sfondo. In basso a destra c\u2019\u00e8 un altro di questi dischi. Il disco scuro al centro \u00e8 disposto quasi di taglio rispetto alla nostra linea di visuale ed ha un diametro all\u2019incirca uguale a quello dell\u2019orbita di Plutone; la sua superficie \u00e8 in fase di evaporazione. L\u2019ambiente gassoso circostante \u00e8 stato prodotto proprio da questa evaporazione. Siamo cos\u00ec testimoni della distruzione di un disco protoplanetario causata dall\u2019eccessiva vicinanza delle stelle altamente energetiche che formano il sistema del Trapezio. Se il disco fosse isolato non evaporerebbe e potrebbe rappresentare un ottimo candidato per la formazione di un sistema planetario.<\/p>\n<p>L\u2019idea che queste giovani stelle siano avvolte da dischi in evaporazione fu proposta da Ed Churchwell (University of Wisconsin) basandosi su osservazioni radiotelescopiche. In seguito C. Robert O&#8217;Dell (Rice University, Houston, Texas) ipotizz\u00f2 che i dischi potessero rappresentare stadi iniziali di formazione di sistemi planetari. Questa idea fu confermata dalle osservazioni Hubble e O\u2019Dell li chiam\u00f2 &#8220;proplyds&#8221;, un acronimo di disco proto-planetario.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/HST6_prop_gallery.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_3.jpg\" alt=\"Galleria di proplyds\" width=\"200\" height=\"162\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"5\" \/><\/span><\/a><\/p>\n<p>Una galleria di sistemi di dischi circumstellari  appartenenti al Trapezio. I primi quattro oggetti stanno evaporando per la presenza delle quattro stelle massicce centrali; degli ultimi due dischi \u00e8 visibile solo la forma scura che si staglia sullo sfondo della nebulosa.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p>Rimaneva da spiegare la presenza delle nubi diffuse di gas ad alta temperatura che circondano questi dischi.<\/p>\n<p>Johnstone, Hollenbach e Stoerzer (NASA Ames Research Center, California) hanno sviluppato dei modelli teorici che descrivono l\u2019effetto distruttivo che pu\u00f2 avere una radiazione ad alta energia sui dischi. Collaborando con il team di John Balley, produssero un modello evolutivo coerente.<\/p>\n<p>Essi ritengono che inizialmente la radiazione provochi sulla superficie del disco una temperatura di 1000 gradi Celsius che produce un fenomeno di evaporazione degli strati superficiali molto simile all\u2019evaporazione che avviene sulla superficie di una massa di acqua calda. Una volta sfuggito dal disco, il gas viene ionizzato e riscaldato a oltre 10.000 gradi C dai fotoni ad altissima energia, producendo le nebulose di emissione che si osservano nelle immagini.<\/p>\n<p>Secondo questo modello teorico i dischi circumstellari perdono, nell\u2019evaporazione, una quantit\u00e0 di materia pari a tre masse solari ogni anno. Il tasso di evaporazione esatto dipende dalle dimensioni del disco e quindi tende a diminuire dato che il disco, evaporando, rimpicciolisce.<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/fullmosaic.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"font-size: small;\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_4.jpg\" alt=\"Regione del Trapezio\" width=\"200\" height=\"235\" align=\"top\" border=\"0\" hspace=\"5\" \/><\/span><\/a><\/p>\n<p>Una immagine completa della regione del Trapezio<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/LV3Haoiiioi.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_5.jpg\" alt=\"Trapezio\" width=\"200\" height=\"197\" border=\"0\" \/><\/a><a href=\"http:\/\/www.cita.utoronto.ca\/%7Ejohnston\/orion\/lv3niihaoiii.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1997\/9704_6.jpg\" alt=\"Trapezio\" width=\"200\" height=\"197\" border=\"0\" \/><\/a><\/p>\n<p>In queste due immagini, la regione centrale del gruppo di stelle del Trapezio con le quattro stelle principali e un certo numero di dischi protoplanetari in fase di evaporazione.<\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n<p><em>Credit: John Bally, Dave Devine e Ralph Sutherland.<\/em><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":6598,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[83],"tags":[],"class_list":["post-4109","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-extrasolari-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4109","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4109"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4109\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/6598"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4109"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4109"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4109"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}