{"id":4102,"date":"1996-11-19T00:00:00","date_gmt":"1996-11-19T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"2017-10-21T15:37:03","modified_gmt":"2017-10-21T13:37:03","slug":"4102","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4102\/","title":{"rendered":"Hubble spia le &#8220;tane&#8221; dei Quasars"},"content":{"rendered":"<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/qsohosts.jpg\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" src=\"..\/..\/hubble\/1996\/9635.jpg\" alt=\"galassie ospite e quasar\" width=\"260\" height=\"172\" align=\"left\" border=\"0\" hspace=\"5\" vspace=\"4\" \/><\/a> Queste immagini, ottenute da due gruppi di ricercatori europei, rappresentano una serie di galassie che ospitano quasar. E\u2019 notevole la variet\u00e0 di queste galassie, alcune delle quali sono in fase di violenta collisione. Questo fatto suggerisce che esiste una notevole variet\u00e0 di possibili meccanismi di &#8220;accensione&#8221; dei quasar (che rapresentano uno dei processi pi\u00f9 energetici dell\u2019universo) da parte delle galassie ospiti.<\/p>\n<p>I ricercatori sono anche affascinati dal fatto che i quasar studiati non sembrano aver danneggiato le galassie nelle quali si trovano. Questo pu\u00f2 significare che il quasar sia un fenomeno di relativamente breve durata e che molte galassie, compresa la Via Lattea, lo hanno prodotto molto tempo fa.<\/p>\n<p>John Bahcall (Institute for Advanced Study, Princeton) sottolinea che la nitidezza delle immagini Hubble ci apre ad un quadro piuttosto complicato. &#8220;Se abbiamo pensato di possedere una completa teoria dei quasar, ora sappiamo che non \u00e8 cos\u00ec&#8221; egli afferma. &#8220;Non emerge nessun paradigma singolo e coerente di quasar. L\u2019assunzione di base era che esistesse soltanto un tipo di galassia ospite, o un solo tipo di evento catastrofico in grado di originare un quasar. In realt\u00e0 ora non possediamo un quadro semplice del fenomeno, bens\u00ec un \u2018pasticcio\u2019&#8221;.<\/p>\n<p>Mike Disney (University of Wales College, Cardiff, Inghilterra) che \u00e8 leader del gruppo europeo che si occupa della ricerca afferma: &#8220;Qualcuno aveva gi\u00e0 il sospetto che le collisioni potessero essere un importante meccanismo di alimentazione di buchi neri e di produzione delle grandi quantit\u00e0 di energie emesse dai quasar. L\u2019Hubble ci ha fornito le prove di questo fatto: si tratta di una conquista davvero eccitante&#8221;.<\/p>\n<p>Sebbene un certo numero di immagini mostrino che le collisioni di due galassie possano innescare la nascita di un quasar, altre foto indicano che anche delle galassie apparentemente normali e indisturbate possiedono un quasar. &#8220;Siamo affascinati dalla bellezza e dalla limpidezza delle immagini Hubble \u2013 afferma Donald Schneider (Pennsylvania State University) \u2013 come anche dalla diversit\u00e0 degli ambienti che ospitano quasar.<\/p>\n<p>Scoperti soltanto 33 anni fa i quasar sono tra gli oggetti pi\u00f9 sconcertanti dell\u2019universo perch\u00e9, nonostante le loro piccole dimensioni, emettono una prodigiosa quantit\u00e0 di energia.<\/p>\n<p>I quasar non sono molto pi\u00f9 grandi della nostro Sistema Solare ma producono da 100 a 1.000 volte pi\u00f9 luce di un\u2019intera galassia di centinaia di miliardi di stelle.<\/p>\n<p>Si teorizza che soltanto un buco nero supermassiccio che divora stelle, gas e polveri, potrebbe essere il motore energetico che alimenta un quasar. Molti astronomi credono che questa sia l\u2019unica credibile possibilit\u00e0 per spiegare come i quasar possano essere cos\u00ec compatti, variabili e potenti.<\/p>\n<p>Tuttavia le prove di questo fatto sono sempre elusive perch\u00e9 i quasar sono cos\u00ec luminosi da mascherare qualsiasi altro dettaglio dell\u2019ambiente circostante nel quale risiedono.<\/p>\n<p>&#8220;Questi problemi non si possono risolvere senza il telescopio Hubble&#8221; ha detto Disney. &#8220;Avevo rinunciato ancora vent\u2019anni fa allo studio dei quasar perch\u00e9 mi sono reso conto che era necessario attendere un telescopio spaziale per ottenere immagini abbastanza nitide da poter risolvere il mistero&#8221;.<\/p>\n<p>Le osservazioni sono state condotte da un team europeo utilizzando la camera WFPC2 (Wide Field Planetary Camera 2) nella modalit\u00e0 ad alta risoluzione e hanno rivelato che i quasar sembrano essere nati in ambienti di violenta interazione e forse di collisione tra due galassie. Peter Boyce afferma che &#8220;Questo fatto era gi\u00e0 stato sospettato come un meccanismo di accensione di un quasar ma, prima dell\u2019Hubble, nessuno sapeva se l\u2019idea fosse realistica&#8221;<\/p>\n<p>&#8220;In quasi tutti i quasar possiamo osservare con chiarezza una galassia che sembra inghiottirne un\u2019altra&#8221; afferma Disney. Egli ha selezionato tre quasar, conosciuti per la loro forte emissione all\u2019infrarosso, suggerendo che potevano trovarsi in galassie a spirale le quali, tipicamente, contengono enormi quantit\u00e0 di gas e polveri. &#8220;Una volta ottenute le immagini dal telescopio spaziale, abbiamo potuto osservare dei colossali \u2018scontri frontali\u2019 tra coppie di galassie a spirale che lanciano violentemente dei frammenti in tutte le direzioni. Alcuni di questi frammenti sembrano finiti nel nucleo di una delle due spirali dove probabilmente si trova un buco nero massiccio che si alimenta di materia&#8221;.<\/p>\n<p>Anche Bahcall, Schneider e Sofia Kirkahos hanno utilizzato la camera WFPC2 ma in modalit\u00e0 a campo ampio, per analizzare 20 quasar. Bahcall ha scoperto che circa la met\u00e0 dei quasar studiati appartiene a galassie che sembrano indisturbate. &#8220;O la galassie interagente \u00e8 troppo vicina al nucleo e quindi si trova al di sotto del potere risolutivo dell\u2019Hubble, oppure qualche altro meccanismo \u00e8 responsabile dell\u2019accensione del quasar&#8221;.<\/p>\n<p>Entrambi i gruppi di ricerca sono d\u2019accordo sui seguenti fatti:<\/p>\n<ol>\n<li>Gran parte dei quasar si trova nel nucleo di galassie luminose, sia spirali che ellittiche. Sebbene la presenza di galassie sottostanti fosse stato gi\u00e0 suggerita da osservazioni con telescopi terrestri, gli astronomi dovevano attendere le capacit\u00e0 del telescopio spaziale per ottenere delle immagini sufficientemente chiare di queste per poter cominciare a classificarne le forme.<\/li>\n<li>L\u2019interazione tra le galassie, sia come collisione diretta sia come passaggio ravvicinato, pu\u00f2 essere un importante fattore di accensione di un quasar, attraverso l\u2019alimentazione di un buco nero. Comunque alcuni quasar appaiono imperturbati e perci\u00f2 ci devono essere altri meccanismi pi\u00f9 sottili di alimentazione di un buco nero. &#8220;Alcune delle galassie che abbiamo osservato non sembrano \u2018sapere\u2019 di avere un quasar nei loro nuclei&#8221; ha detto Bahcall. &#8220;Si tratta di un risultato inaspettato che potrebbe avere una grande importanza&#8221;.<\/li>\n<li>I quasar &#8220;radio quieti&#8221; si trovano spesso in galassie ellittiche, non soltanto in galassie a spirale come si credeva prima.<\/li>\n<\/ol>\n<p>Ulteriori ricerche sui quasar rappresentano una sfida, proprio per le grandi scale spaziali e temporali coinvolte. &#8220;Si tratta di una vera sfida, anche molto divertente, ma il rischio \u00e8 quello di commettere dei grandi errori: arriveremo alla fine, ma avremo bisogno per questo di una grande quantit\u00e0 di immagini Hubble per essere certi di continuare&#8221; ha detto Disney.<\/p>\n<p>Ora che si conosce qualcosa di pi\u00f9 sugli ambienti che ospitano quasar, sorgono altre e maggiori perplessit\u00e0. I quasar brillano per un breve periodo rispetto alla vita della galassia (100 milioni di anni o meno)? Se \u00e8 cos\u00ec, gran parte delle galassie, compresa la nostra Via Lattea, potrebbero essere dei quasar &#8220;bruciati&#8221;. Se invece i quasar hanno una vita lunga, ci\u00f2 implica che essi sono oggetti molto rari. &#8220;Ci\u00f2 significa \u2013 afferma Disney \u2013 che, nell\u2019universo primordiale, si sono formati pochi buchi neri estremamente massicci&#8221;.<\/p>\n<p>Gli astronomi sentono anche l\u2019esigenza di concentrarsi sul problema &#8220;dell\u2019uovo e della gallina&#8221; riguardante la nascita dei quasar. Si sono formati prima i buchi neri massicci che sono stati poi circondati dalle galassie oppure le galassie hanno preceduto la formazione dei buchi neri che sono poi cresciuti rapidamente in seguito a fusioni e collisioni stellari?<\/p>\n<p>Gli strumenti pi\u00f9 avanzati che faranno parte del corredo dell\u2019Hubble riusciranno a scendere in maggiori dettagli. Lo spettrometro NICMOS che verr\u00e0 installato nel 1997 e l\u2019Advanced Camera (nel 1999) avranno degli strumenti coronografici in grado di oscurare la forte emissione di un quasar per consentire l\u2019osservazione dei nuclei galattici. Osservando le strutture galattiche in luce infrarossa il NICMOS dovrebbe essere in grado di fornirci nuovi importanti dettagli sulle galassie ospiti dei quasar.<\/p>\n<p>Vedi anche:<\/p>\n<p><a href=\"..\/..\/hubble\/1996\/9635quasar.htm\">Una breve storia dei quasar<\/a><\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/mpeg\/quasar.mpg\">Un filmato sui quasar (1,2 Mb)<span style=\"font-family: Verdana; font-size: small;\"><\/span><\/a><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5489,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[89],"tags":[],"class_list":["post-4102","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-quasars-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4102","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4102"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4102\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5489"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4102"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4102"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4102"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}