{"id":4092,"date":"1996-06-10T00:00:00","date_gmt":"1996-06-10T00:00:00","guid":{"rendered":""},"modified":"-0001-11-30T00:00:00","modified_gmt":"-0001-11-29T22:00:00","slug":"4092","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/4092\/","title":{"rendered":"Eta Carinae, una stella sopravvissuta all&#8217;esplosione"},"content":{"rendered":"<p><a target=\"_blank\" href=\"http:\/\/oposite.stsci.edu\/pubinfo\/jpeg\/EtaCarC.jpg\"><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" width=\"300\" vspace=\"3\" hspace=\"5\" height=\"266\" border=\"0\" align=\"left\" alt=\"Eta Carinae\" src=\"..\/..\/hubble\/1996\/9623.jpg\" \/><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> <br \/>         Questa stupefacente immagine ottenuta per mezzo dell&#8217;<\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">Hubble Space Telescope<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\">          mostra due gigantesche nubi di polvere in espansione attorno alla stella          Eta Carinae. Sebbene questa stella sia lontana 8000 anni luce, &egrave; possibile          distinguere strutture di soli 16 miliardi di chilometri (all&#8217;incirca il          diametro del nostro Sistema Solare). Scie di polveri, minuscole condensazioni          e strane strisce radiali ci appaiono con una limpidezza senza precedenti..          Eta Carinae &egrave; stata osservata dal telescopio spaziale Hubble nel settembre          1995 utilizzando la camera <\/font><a href=\"..\/..\/hubble\/indici\/HST.htm#wfpc\"><font size=\"2\" face=\"Verdana\">WFPC2<\/font><\/a><font size=\"2\" face=\"Verdana\"> (Wide Field Planetary Camera 2). Per produrre          questa immagine sono state combinate assieme delle immagini prese con          filtri rossi e del vicino ultravioletto. Per coprire la grande gamma dinamica          dell&#8217;oggetto &egrave; stato necessario mettere assieme una sequenza di otto esposizioni:          infatti le eiezioni esterne hanno una luminosit&agrave; 100.000 volte inferiore          rispetto al centro brillante della stella. <br \/>         Eta Carinae corrisponde alla posizione di una gigantesca         esplosione avvenuta 150 anni fa quando divenne visibile         nel cielo australe con una magnitudine paragonabile a         quella delle stelle pi&ugrave; brillanti. Sebbene la quantit&agrave;         di luce visibile emessa fosse paragonabile a quella di         una esplosione di supernova, la stella sopravvisse         all&#8217;esplosione. In qualche modo lo scoppio produsse due         lobi polari e un disco equatoriale tanto grande quanto         sottile, il tutto in movimento verso l&#8217;esterno alla         velocit&agrave; di due milioni e mezzo di chilometri all&#8217;ora.         La nuova osservazione mostra che un eccesso di luce         ultravioletta viene emessa lungo il piano equatoriale,         tra i lobi bipolari. Evidentemente, nei pressi della         stella, tra i due lobi, c&#8217;&egrave; una quantit&agrave; di polveri         relativamente bassa; gran parte della luce blu infatti &egrave;         in grado di sfuggire. I lobi, d&#8217;altra parte, contengono         una grande quantit&agrave; di polvere che assorbe         preferenzialmente la luce blu e quindi appaiono di colore         rosso. <br \/>         Eta Carinae, la cui massa &egrave; stata stimata circa cento         volte quella del Sole, potrebbe essere una delle stelle         massive della nostra Galassia. Essa irradia un&#8217;energia         pari a cinque milioni di volte quella irradiata dal Sole.         La stella continua ad essere uno dei pi&ugrave; grandi misteri         dell&#8217;astronomia stellare e queste ultime immagini         dell&#8217;Hubble contribuiscono a completare il puzzle.         Infine, questa esplosione stellare pu&ograve; fornire degli         indizi importanti per lo studio di altre e pi&ugrave; modeste         esplosioni bipolari e, in generale, del flusso         idrodinamico stellare.<\/font><\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>[&#8230;]<\/p>\n","protected":false},"author":348,"featured_media":5479,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[86],"tags":[],"class_list":["post-4092","post","type-post","status-publish","format-standard","has-post-thumbnail","hentry","category-supernovae-hst"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4092","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/users\/348"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=4092"}],"version-history":[{"count":0,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/4092\/revisions"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media\/5479"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=4092"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=4092"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.vialattea.net\/content\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=4092"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}